La crisi innovatrice

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La crisi innovatrice

Messaggio Da Liutprando il Mar Ott 06 2009, 12:46

E' finita un'era economica in cui il contoterzismo aveva supplito alle mancanze strutturali dell'industria nostrana.
Molti nuovi piccoli imprenditori hanno investito e prodotto per conto di industrie concentrate a tenere a bada sindacati socialisti ed un centralismo burocratico che ne impediva la crescita e con cui si sono alleate per sostituire agli utili mancanti i finanziamenti a fondo perso che lo Stato ha erogato in misura sempre maggiore.

Basta. Finito. Le piccole imprese contoterziste hanno fatto da scudo all'industria e sono perite.
La loro funzione non è più utile: all'estero, ma anche negli ex paesi comunisti dove la miseria ha imperato, si sono formate le condizioni che fecero nascere la maggior concentrazione di piccole e medie imprese al mondo, a dei costi infinitamente inferiori.

Queste dovranno cambiare strategia e mettersi a produrre in proprio manufatti innovativi.
Consorziarsi ed allearsi con l'università per ciò che riguarda la ricerca e la progettazione.
Ma per far ciò dovranno abbandonare a sé stesso uno Stato inefficace ed inutilmente costoso come quello italiano.
Dovranno, sostanzialmente, accettare il federalismo come campo istituzionale con cui confrontarsi.
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Liutprando

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