La terza cultura

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da zappaterra il Lun Set 22 2008, 16:17

Ma che e' successo qui, che non compaiono testi nei post?



Chi ha svuotato i campi testo nei record, lasciando la conversazione?



Il tutto ha un che di surreale: l'alternarsi dei conversatori senza la conversazione.



Sarebbe una bella piece teatrale... Very Happy
avatar
zappaterra

Messaggi : 192
Data d'iscrizione : 05.05.08
Età : 58
Località : Montevarchi AR

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da Fast il Lun Set 22 2008, 16:38

Molto più interessante di certi interventi.
Come stai zappa?
avatar
Fast

Messaggi : 5147
Data d'iscrizione : 30.04.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da Cagliostro49 il Mar Set 23 2008, 00:05

Bucolico e saggio
prove tècniche di sabotaggio da parte di una cèllula di "" controinformazione ""........
Razz
avatar
Cagliostro49

Messaggi : 3123
Data d'iscrizione : 07.05.08
Località : CAMPI FLEGREI INGRESSO DELL'ADE

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da malcolm il Mar Set 23 2008, 09:29

Vedo che i post sono spariti.
Cmq, Giardini, mi ricordo la fine del tuo ultimo post. Per te i cosiddetti "umanisti" non possono restare degli analfabeti scientifici, bisogna dare loro almeno delle nozioni elementari di scienza. Ma a chi ti riferisci? Chi ha fatto la scuola superiore e l'università queste nozioni ce l'ha. Forse ti riferisci ad artisti come Ligabue, naif. Ma non credi che la forza e l'espressività dei suoi quadri stia forse proprio nel suo non sapere scientifico? Con le nozioni di geometria, simmetria, teoria dei colori ecc. non avrebbe più fatto un quadro.
Lasciamo le cose come stanno (piani di studio, facoltà scientifiche e facoltà umanistiche).
Il problema dell'analfabetismo scientifico si supera con la divulgazione e dunque con il rendere il linguaggio della scienza più accessibile e meno formalistico. E credo che questo si stia già facendo. Ti citai un libro dell'editore Longanesi. E' uno di una collana utilissima per chi voglia avvicinarsi alle conoscenze fisiche e scientifiche.

malcolm

Messaggi : 930
Data d'iscrizione : 18.05.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da Fast il Mar Set 23 2008, 10:17

Già dividere la cultura in "sezioni" è anticulturale.
Che esistano "umanisti" assolutamente ignoranti in tecnica fa da cntraltare a "tecnici" che non sanno nulla di altro.
Ne gli uni ne gli altri sono uomini di cultura.
Sono , al meglio, dei contenitori di nozioni.
avatar
Fast

Messaggi : 5147
Data d'iscrizione : 30.04.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da malcolm il Mar Set 23 2008, 13:37

Fast scrivi: "che esistano "umanisti" assolutamente ignoranti in tecnica fa da contraltare a "tecnici" che non sanno nulla di altro".

Non credo che esistano studiosi "assolutamente ignoranti" in un campo o nell'altro. Lo scibile è ormai immenso e perciò inevitabile è la separazione tra i due campi (scientifico e umanistico). Di Leonardo ce n'è solo uno.

malcolm

Messaggi : 930
Data d'iscrizione : 18.05.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da Walter Jeder il Mar Set 23 2008, 13:59

La nostra cultura è ciò che noi siamo..
avatar
Walter Jeder

Messaggi : 94
Data d'iscrizione : 09.09.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da Fast il Mar Set 23 2008, 14:26

Malcolm: scusa ma ti contraddico.
Esisto dei grandi "Tecnici" nel loro settore, assolutamenti ignoranti rispetto a quanto non ne fa parte.
Ma è un discorso assurdo quello che facciamo: cosa è la cultura se non arricchimento personale?
cosa conta il titolo accademico o la capacità tecnica se non a fini lavorativi?
la curiosità , il voler conoscere, non necessitano di diplomi.
avatar
Fast

Messaggi : 5147
Data d'iscrizione : 30.04.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da malcolm il Mar Set 23 2008, 17:46

I fini lavorativi sono l'anima di questa società. Non c'è più tempo per nulla, se non per il lavoro. In questa situazione che ci siano grandi tecnici nel loro settore ( o grandi artisti) è già un ottimo risultato. Come pretendere di più?
Non ci metteremo a fare del moralismo culturale-scientifico? Spero di no.

malcolm

Messaggi : 930
Data d'iscrizione : 18.05.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da Cagliostro49 il Mar Set 23 2008, 19:49

Il naif non è l'opposto del pragmatico,ma il suo lato (obbligatoriamente) speculare. Un poeta è l'opposto del cassiere di banca. La diversità,speculare o meno,è sempre una ricchezza,ma pare che per voi sia un concetto scellerato........... Rolling Eyes
avatar
Cagliostro49

Messaggi : 3123
Data d'iscrizione : 07.05.08
Località : CAMPI FLEGREI INGRESSO DELL'ADE

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da aladino il Mar Set 23 2008, 19:58

Avevo un cassiere che era uno splendido poeta.......valli a capì......
Purtroppo sempre con la testa nelle nuvole si mangio' ' un semaforo rosso e adesso intrattiene gli angeli......


Ultima modifica di aladino il Mer Set 24 2008, 02:29, modificato 1 volta

aladino

Messaggi : 3589
Data d'iscrizione : 05.05.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da malcolm il Mar Set 23 2008, 20:01

"La diversità, speculare o meno, è sempre una ricchezza, ma pare che per voi sia un concetto scellerato..... Rolling Eyes
(Cagliostro49)

Sono d'accordo

malcolm

Messaggi : 930
Data d'iscrizione : 18.05.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da aladino il Mar Set 23 2008, 20:06

e' dura tuttavia bazzicare un mondo dove 2 + 2 fa inesorabilmente 4........
(non e' affatto una battuta....)

aladino

Messaggi : 3589
Data d'iscrizione : 05.05.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da Cagliostro49 il Mar Set 23 2008, 20:25

X NONNO ALADINO
il tuo cassiere FACEVA il casiere ma NON LO ERA. Ergo,la differenza non è eufemìstica.......

X MALCOM
purtroppo il concetto su cui convieni,non può èssere condiviso da parte del Forum. Soprattutto allorchè si chiàcchiera di polentoni & terroni............Il pensiero politicamente corretto impone che i panni vèngano sciorinati allo stesso modo sia a Tropea che a Marostica.

Superfluo sottolineare che il metopdo giusto è quello di Marostica. Altrimenti il Conte Camillo,si rivolta nella tomba. E sarebbe un vero peccato...........
avatar
Cagliostro49

Messaggi : 3123
Data d'iscrizione : 07.05.08
Località : CAMPI FLEGREI INGRESSO DELL'ADE

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da Mario Giardini il Mar Set 23 2008, 20:43

Rimetto il post per chiarezza.

Credo si sia perso di vista il punto della discussione, che (non solo) a mio avviso è il seguente: come e da che cosa viene fuori la nostra personale rappresentazione del mondo? Cioè, quella cosa che pretenderebbe di rispondere a domande del tipo: come è nato l'Universo? che cosa è l'universo? perché c'è invece del nulla ? che cosa ci fa l'uomo? Cos'è la morale? C'è uno scopo o tutto è desolatamente ridotto a un'incertezza paralizzante?

Ho mischiato queste domande volutamente - riguardano, infatti - argomenti disparati che si possono raggruppare comunque in soli due gruppi: la conoscenza del mondo esterno (all'uomo) e la conoscenza del suo mondo interiore (es: perché l'uomo ha costruito quella cosa che si chiama morale?)

Ecco. Fino a 300 anni fa, le risposte a queste domande le davano la religione e la filosofia. Da trecent'anni c'è uno strumento in più per indagare: la scienza.

La scienza, di per sè, NON è un sistema di valori, ma solo una metodologia di indagine. Può rispondere, come la religione e la filosofia, solo parzialmente a tutte le domande che ci poniamo. Ma la differenza sta, appunto, nel metodo: le risposte che dà sono quelle che troveremmo tutti se ripetessimo le indagini.

Personalmente, trovo sbagliato non ritenere la scienza un utile strumento (aggiuntivo) per formarsi una visione del mondo. Se qualcuno invece trova che la scienza non lo aiuta, bene, che problema c'è? contento lui, contenti tutti. Ad un patto, però: che questo rifiuto non implichi quel sottile disprezzo verso chi, invece, ritiene tale strumento utile, disprezzo che spesso e volentieri fa capolino nelle posizioni degli "umanisti".

At the end of the day, come dicono gli inglesi, la vera tragedia (o la sfida, dipende dal punto di vista) è quella di doversi formare un proprio sistema di valori, comunque necessario per vivere, cioè un'etica personale, prima di avere tutte le risposte alle domande che ci facciamo.


Nota: Gloria Origgi è un filosofo.


La Terza Cultura

di Gloria Origgi
Che la scoperta di una classe di neuroni pre-motori nel cervello dei macachi possa avere importanti ripercussioni filosofiche sulla natura della socialità umana ha qualcosa di sorprendente: dopotutto, cosa c’entra l’attivazione di una cellula del sistema nervoso di una scimmia con il complesso intrigo delle nostre relazioni sociali?

Al di là delle appassionanti discussioni suscitate da questa scoperta (per una visione d’insieme del dibattito recente si veda il convegno: www.interdisciplines.org/mirror), essa ci dice qualcosa su come sono cambiati negli ultimi vent’anni i rapporti tra le «due culture», come le aveva definite C.P. Snow nel suo famoso saggio del 1959 The Two Cultures, ossia tra scienze naturali e scienze umane.

Antropologia, linguistica, sociologia, tutte discipline che stabilirono la loro autonomia affermandovi l’indipendenza del piano delle manifestazioni sociali e culturali umane dal loro sostrato biologico, lasciano spazio oggi a programmi di ricerca naturalistici, in continuità con i metodi delle scienze naturali (proprio questa settimana, a Parigi, l’antropologo Maurice Bloch ha svolto la sua lezione inaugurale al Collège de France sul tema: «L’antropologia cognitiva alla prova della sperimentazione empirica: il caso della teoria della mente»).
È possibile allora una terza cultura, come l’ha definita l’agente letterario John Brockman, in cui le scienze empiriche partecipano a renderci un’immagine di senso di noi stessi e del nostro agire?

Indagare le basi biologiche dei sentimenti morali, dei giudizi estetici, dell’interpretazione degli altri o delle credenze religiose provoca ancora un’immediata resistenza intellettuale, in nome di un’eccezione dell’esperienza umana situata storicamente e irriducibile ai suoi vincoli naturali.

Una simile direzione di ricerca sembra stravolgere profondamente la missione stessa delle scienze umane e sociali, volte a comprendere come le strutture storico-sociali, i rapporti di potere e di dominazione culturale si incarnano negli esseri umani fino a determinarne le espressioni individuali.

Una tensione quindi apparentemente irrisolvibile tra modelli esplicativi inconciliabili.

Ma è proprio così?

Due critiche principali sono rivolte ai programmi di ricerca naturalistici nelle scienze umane. La prima è il riduzionismo, ossia ridurre esperienze sociali e personali complesse a meccanismi neurofisiologici.

La seconda è l’anti-storicismo, ossia la mancanza di contestualizzazione storica, di indagine genealogica sugli oggetti stessi pensiero e gli schemi di azione che cerchiamo di spiegare siano "tipi naturali" immutabili. E bisogna riconoscere che spesso alcuni esponenti del nuovo naturalismo irritano proprio per le pretese riduzioniste e universaliste.

Prendiamo il progetto della neuro-estetica:

Vilanayur Ramachandran sostiene che alcune risposte neurologiche a stimoli "esagerati" (come un occhio grande il doppio di un occhio normale) sono alla base della nostra esperienza estetica (un effetto neurologico presente anche nei topi che si chiama: Peak Shift). L’idea di aver sostituito alle «vaghe speculazioni degli storici » un principio scientifico di attribuzione di valore estetico suona piuttosto immodesta. Ma lo studio delle risposte psicologiche alle opere d’arte è stato intrapreso anche da valenti storici dell’arte, come per esempio David Freedberg, che nel suo lavoro seminale Il potere delle immagini (Einaudi, 1993) cercava di comprendere i vincoli psicologici e antropologici universali delle risposte umane alle immagini. Niente di riduzionista né di anti-storicista nell’approccio di Freedberg, solo un tentativo di guadagnare intelligibilità senza privarsi delle risorse delle scienze empiriche.

Sull’anti-storicismo si potrebbe argomentare che le spiegazioni che vanno per la maggiore oggi negli approcci naturalistici sono anch’esse di natura storica: gli argomenti evoluzionisti cercano di spiegare un comportamento o una forma mentis attuale in termini di una storia di adattamento del nostro cervello a condizioni ancestrali.
Così per esempio il filosofo Daniel Dennett, nel suo nuovo libro Breaking the Spell (Viking, 2006) si cimenta in un tentativo di spiegazione naturalistica delle nostre credenze religiose in termini darwiniani. Dennett isola in alcune predisposizioni cognitive i "germi" delle credenze religiose, come la capacità di leggere i fenomeni intorno a noi in termini intenzionali, e la conseguente predisposizione a cercare agenti responsabili di ciò che accade, o la maggiore memorabilità dell’informazione contro-intuitiva, di cui le religioni abbondano. A queste tendenze cognitive individuali, Dennett unisce numerose speculazioni sui principi della selezione dei gruppi, sull’evoluzione della struttura corporativa della religione e sulla selezione nel tempo, basata sull’autorità, di insiemi di credenze invulnerabili alla prova. Anche in questo caso però, l’ortodossia darwinista di Dennett può infastidire il lettore.
Ma se l’eccessivo finalismo evoluzionista di Dennett sembra a sua volta una forma di credo religioso, non significa che il tentativo di guardare la religione con gli occhi delle scienze naturali sia un progetto privo di senso. Basta leggere direttamente i lavori antropologici a cui Dennett in parte si ispira per trovare studi, come quello di Scott Atran, In Gods We Trust (Oxford, 2002), che affiancano ad argomenti evoluzionisti osservazioni ecologiche e antropologiche ed esperimenti psicologici per ricostruire il "paesaggio ecologico" in cui un sistema di credenze evolve e si mantiene.

Atran spiega le differenze tra religioni animiste, panteiste e monoteiste in termini di "distanza" psicologica nelle rappresentazioni che i diversi gruppi umani hanno del loro mondo biologico circostante e della società in cui vivono: laddove le rappresentazioni della natura e della società tendono a confondersi (come nelle società totemiche) avremo religioni animiste. Più le rappresentazioni tendono a distanzarsi, più si tenderà verso sistemi monoteisti.

Ecco un esempio di una prospettiva non riduzionista né anti-storicista, ma che si appoggia sulle scienze empiriche nella spiegazione di un fenomeno religioso.

La terza cultura va vista allora come una cultura vettoriale, in cui spiegazioni provenienti da discipline differenti interagiscono senza ridursi una all’altra.

Basti pensare ancora, come ultimo esempio, ai lavori sulle emozioni di Jon Elster, in cui neurobiologia, letteratura e teoria della scelta razionale entrano come vettori di una spiegazione insieme causale e concettuale di cosa significa sentire (cfr. J. Elster, The Alchemies of the Mind, 1999). È possibile allora una terza cultura?

La tentazione è forte di vedere in questi assemblaggi leggeri di saperi una nuova via della conoscenza, una cultura pluralista che tesse trame fitte tra fatti e interpretazioni senza l’onere ideologico di ridurre gli uni alle altre o viceversa.
avatar
Mario Giardini

Messaggi : 493
Data d'iscrizione : 02.05.08

Vedi il profilo dell'utente http://nullius.myblog.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da Cagliostro49 il Mar Set 23 2008, 21:49

"".....Personalmente, trovo sbagliato non ritenere la scienza un utile strumento (aggiuntivo) per formarsi una visione del mondo. Se qualcuno invece trova che la scienza non lo aiuta, bene, che problema c'è? contento lui, contenti tutti. Ad un patto, però: che questo rifiuto non implichi quel sottile disprezzo verso chi, invece, ritiene tale strumento utile, disprezzo che spesso e volentieri fa capolino nelle posizioni degli "umanisti"....""

Comandante
lei continua a far tutto da solo e a dire cose che (credo) nessuno abbia mai sostenuto. Me compreso. Il disprezzo che lei nota far capolino dai discorsi dei sedicenti umanisti,è solo una sua rispettàbile fìsima. Come il sospetto che la scienza non aiuti.

E siccome l'accorata difesa della sua parrocchia di cui lei parla,so bene da dove proviene per avèrglielo già scritto,non mi resta che esortarla a rassegnarsi : io all'alba non mi alzerò giammai, oltretutto non sono uomo d'arme........
avatar
Cagliostro49

Messaggi : 3123
Data d'iscrizione : 07.05.08
Località : CAMPI FLEGREI INGRESSO DELL'ADE

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da Mario Giardini il Mar Set 23 2008, 22:10

Cagliostro49 ha scritto:[color=darkred]"".....
[b]Comandante


E siccome l'accorata difesa della sua parrocchia di cui lei parla,so bene da dove proviene per avèrglielo già scritto,non mi resta che esortarla a rassegnarsi : io all'alba non mi alzerò giammai, oltretutto non sono uomo d'arme........[/b]

Mah. Se mi manda una traduzione scientifica di questo guazzabuglio, continuiamo a parlarne. Altrimenti, ho di meglio da fare. Immagino anche lei.
avatar
Mario Giardini

Messaggi : 493
Data d'iscrizione : 02.05.08

Vedi il profilo dell'utente http://nullius.myblog.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da aladino il Mer Set 24 2008, 02:33

Vero conte , accadde anche al sottoscritto di essere gratificato da un tale - fondamentale - distinguo.
"Lei e' un bancario eterodosso" mi disse, una mia cliente, titolare dalla cattedra di "Psicologia dell' Eta' Evolutiva"...

aladino

Messaggi : 3589
Data d'iscrizione : 05.05.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da malcolm il Mer Set 24 2008, 09:10

Cagliostro 49:
"Altrimenti il Conte Camillo,si rivolta nella tomba. E sarebbe un vero peccato..........."

A me del Conte Camillo non importa molto.

malcolm

Messaggi : 930
Data d'iscrizione : 18.05.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da malcolm il Gio Set 25 2008, 09:03

Poi ho pensato che forse tu, Cagliostro, ti riferivi a Camillo Benso Conte di Cavour....
Io invece avevo che il Conte Camillo fosse una macchietta di qualche commedia di Eduardo De Filippo Laughing

malcolm

Messaggi : 930
Data d'iscrizione : 18.05.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: La terza cultura

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum