Perché non si può (e perché alcuni cittadini non sopportano più -ismo alcuno)

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Perché non si può (e perché alcuni cittadini non sopportano più -ismo alcuno)

Messaggio Da Mario Giardini il Mer Set 17 2008, 17:32


  • Ugo Mario Alfano aveva 28 anni, quando morì, ad 1942. In famiglia tutti lo chiamavano Mario. Da civile era un meccanico; richiamato alle armi divenne un motorista di aviazione, volava sugli SM-81. Lasciò una moglie e un figlio di quattro mesi, che vide solo una volta, per una settimana. Amedeo Alfano fu richiamato alle armi nel 1943, all’età di 34 anni (era alto 1,48, quindi fino ad allora fu esentato dal servizio attivo), fu preso prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre, deportato in Germania e internato a Mauthausen. Servì come schiavo nelle fabbriche tedesche fino al 1945. Rimpatriato, scese dalla littorina e dalla stazione ferroviaria (fondo valle) andò sulle ginocchia fino alla Chiesa di S. Giovanni Battista, nella piazza principale del paese: un percorso in salita, sui sassi, di circa 2 km. Mi raccontò che aveva fatto un voto, quando, non rientrato nella baracca e nascostosi due giorni prima dell’arrivo degli americani, udiva le SS che ammazzavano tutti quelli che capitavano a tiro, prima di scappare. Augusto Alfano era un Alpino della Julia. Combattè in Grecia, Albania, Jugoslavia. Dopo l’8 settembre sfuggì a una retata dei tedeschi, e tornò a casa (a piedi e con mezzi di fortuna), vestito da prete: qualcuno gli avevano rubato i vestiti, e un vecchio sacerdote, impietosito, gli aveva donato una tonaca dismessa. Emilio Alfano tornò nel 1947 dalla prigionia negli USA: era partito soldato per l’Africa all’inizio del ’40. Fu preso prigioniero in uno dei primi giorni della guerra: guidava un’autoblindo da 2 ton (cioè un’automobile con una mitragliatrice sopra). Mi raccontò che per proteggersi la caricavano di sacchetti di sabbia. Aveva vent’anni alla partenza, tornò che ne aveva 27. Questo per quanto riguarda la famiglia di mia madre. 4 figli maschi, 4 figli in guerra, uno morto. Luigi Giardini prestò servizio in Aeronautica, nei ruoli tecnici. Si arruolò con l’Armata di Montgomery dopo l’8 settembre. Fu congedato perché ferito, dopo Cassino. Antonio Giardini fu chiamato alle armi nel 1939, fu inviato in Africa, scoppiò la guerra e fu preso prigioniero a Tobruk. Tornò nel 1947 dal Canada. Giovanni Giardini (mio padre) fu l’unico a sfuggire alla guerra. Un incidente che gli troncò tutte le dita della mano sinistra lo rese inabile al servizio. Tuttavia, fu preso varie volte dai tedeschi presenti in paese (c’era un comando sulle retrovie del fronte di Cassino) e obbligato a vari lavori, fra cui quello di scavare rifugi lungo la strada statale 82 della Valle del Liri. Fu mitragliato varie volte, ma se la cavò. Un giorno che si fece sostituire da un amico, a pagamento, l’amico ci lasciò la pelle: accoppato da uno Spitfire o da un Grunman. Quando nacqui, mia madre, Domenica Alfano, chiese alla levatrice di registrarmi con il nome di Mario Ugo, in memoria del fratello morto anni prima. Forse la levatrice dimenticò il secondo nome, forse fu l’impiegato di anagrafe. Fatto sta che fui registrato come Mario Giardini. Per anni la cosa fu uno spasso, per gli altri bambini, quando in Argentina frequentavo le elementari: laggiù due nomi sono il minimo indispensabile. Tre o quattro dotazione comune. Io ne avevo solo uno: un gringo muerto de hambre, pobre hasta en los nombres: povero anche nei nomi. Perché anche questo fu la guerra: generò l’ultima ondata di emigrazione verso le Americhe e l’Australia.
  • L’Abruzzo è terra di alpini. Nella prima leva del 1940 tredici ragazzi, nati fra il ’20 ed il ’21, furono incorporati nella divisione Julia. Che, insieme con la Cuneense e la Tridentina, costituì l’ossatura dell’ARMIR. Dodici morirono durante la campagna. Uno tornò, congelato alle gambe, e morì a Civitella Roveto, suo e mio, paese natale. Medaglia di bronzo. Dei tredici che partirono con la Julia, 2 avevano cognome Alfano, 3 Giardini. Il paese, nel ’40, aveva circa 2.200 abitanti. E Giardini e Alfano sono i cognomi meno comuni. Tanto per ricordare: della Julia rientrarono 6500 uomini (su 20 000), della Tridentina circa 7000 (se ricordo bene), della Cuneense solo 3.300. Tutto questo grazie alle decisioni di un dittatore megalomane e della banda che, insieme a lui, era al potere da quasi vent’anni. Un miserabile che portò in guerra il suo paese sapendo che non si era in grado di combatterla, e che non voleva combatterla. Per lo meno, non al fianco dei tedeschi. Ma a quell’assassino questo non importava: voleva “diecimila morti da gettare sul tavolo delle trattative”. Insomma, s’accomodava al vile ruolo di quei pesciolini che vivono dei rimasugli attaccati ai denti dei pescicani. Quelli veri. Mandò quei poveri ragazzi in Russia a combattere d’inverno con le pezze ai piedi, o, nella migliore delle ipotesi, con stivali dalla suola di cartone. Al cimitero del paese ci sono medaglie d’oro, aviatori, alpini, fanti, qualche raro marinaio. Come in tutti i cimitiri d’Italia. Chi dobbiamo ringraziare? Quello spregevole individuo che rispondeva al nome Benito Mussolini. Insieme, si capisce, con le migliaia di altri briganti della sua banda. C’erano persone per bene? E chi ne dubita? Molte lo erano? Certo che sì: in genere le persone per bene superano di gran lunga i malfattori. Ma sono i malfattori che portano interi popoli al macello, li sfruttano, li imprigionano, li torturano. Ed il giudizio non può e non deve mettere sullo stesso piano le opere delle persone per bene e le opere dei malfattori, se il giudizio serve a valutare l’esperimento politico.
  • Io, come milioni di altri, ho un conto aperto con il (fasc)-ismo. Perché è questo totalitarismo che ci è toccato in sorte. Probabilmente lo avrei con il (comun)-ismo, se la mia famiglia fosse nata altrove. E sono in credito. Ma è un conto che non sarà mai saldato, che non può e non deve essere saldato se non sul piano storico e sul piano degli insegnamenti che si possono trarre dal quel periodo terribile. La guerra è finita nel 1945: due generazioni e mezzo fa. Trovo incredibilmente cretina la posizione intellettuale di chi pretende, a 60 anni dalla fine della guerra, di matenere viva la contrapposizione e divisione della razza umana fra fascismo e antifascismo, comunismo e anticomunismo, nella forma che assume questa pretesa tra neri e rossi: ricorrendo alle spranghe, alle molotov, alla P 38, alle bombe. Ancora più cretina è l’idea si possano saldare i conti sostituendo all’oppressione di un colore quella dell’altro. Due anni fa, a Duxford, un inglese allampanato vestito da generale tedesco, nel giorno in cui si celebrava la vittoria della Battaglia di Inghilterra, mi disse: “I morti non hanno bandiere da sventolare. Ecco perché, ad anni alterni, io indosso la divisa inglese e quella tedesca, in questa giornata. Per onorare chi non ha più bandiere da sventolare” Giustissimo. Aggiungo: trovo di una imbecillità suprema e di una pochezza intellettuale che spaventa, il fatto che qui da noi, i vivi agitino quelle bandiere, allo scopo non di ricordarli tutti, ma di perpetuare le divisioni, gli odi, le violenze, che a quelle morti portarono.
  • Non sono, non potrò mai essere fascista, comunista, nazista, o condividere qualsiasi movimento o pensiero che si rifaccia all’idea di stato che avevano Hegel ed i suoi consimili. Sono un uomo libero: ecco perché. Non do il mio cervello in comodato d’uso gratuito. Dunque non accetto che qualcuno pretenda di impormi, per il solo fatto di autoarruolarsi fra coloro che praticano la nobile arte della politica, come devo vivere e che cosa devo pensare. Grazie, faccio da me. Ai politici chiedo solo di occuparsi del Condomio Italia. Tengano i conti in ordine. Spendano le nostre tasse nel miglior modo possibile. Non rubino, se gli riesce. Non voglio altro da loro, non permetto loro di obbligarmi ad altro. Dello stato etico vadano ad occuparsi altrove. Hanno già combinato sufficienti guai nell’ultimo secolo. Questi ingegneri sociali era mediocrissimi, come ingegneri, a qualunque –ismo appartenessero: tutti i loro castelli sono crollati. Finiti nella pattumiera della storia. Durante i lavori di costruzione e durante il crollo sono rimasti sotto le macerie decine di milioni di esseri umani. E non basta per dichiararsi antifascisti, anticomunisti, antinazisti? Cos’altro ci vuole? Caro Fast: no, non si può essere contro tutti i totalitarismi e non essere antifascista. Affermarlo è solo un gioco verbale.
  • Ecco perché a questo Iadicicco, capo a quanto pare di AG, a lui, e a quelli che la pensano come lui, cioè quelli che, nell’anno del signore 2008, affermano che non se la sentono di definirsi “anti-fascisti”, io dico: adelante. Adelante, guevones. Mi ricordate le donne del sud di una volta: morto il marito, lutto perenne, mai risposate. Avete assunto il lutto, solo che non siete le vedove, siete nati dopo che il marito era morto: un po’ stravagante, no? Beh. Io direi che non avete capito un tubo. Bravissimi: costruite pure il futuro sugli odi del passato che vi adoperate a tramandare. E di odio si tratta, non di pura e semplice contrapposizione politica. Oddio, sono giovani. Capisco che una certa dose di cretinaggine sia fisiologica quando si è giovani. Ci siamo passati tutti, è un fatto naturale, non è un guaio. Lo diventa se non si guarisce.
  • Anch’io a vent’anni volevo cambiare il mondo. In meglio. Era il ’68, mi resi conto che tanti avevano la medesima pretesa. La stragrande maggioranza voleva farlo a chiacchiere, cioè mediante la politica. Fottere, parlare, e magari rubare: si può desiderare di meglio dalla vita? Ovvio, non avrebbe funzionato, non poteva funzionare. Ci vuol del genio per capirlo? Mah, a quanto pare, sì, in questo paese è necessario del genio per capire una cosa di un’ovvietà disarmante. Il mondo lo si cambia, lentamente, solo lavorando duro. E cercando d’essere onesti, per quanto ciò è alla portata di essere limitati quali siamo noi. Dopo 40 anni posso affermare che, per quanto mi riguarda, lascerò un mondo un po’ migliore di quello che ho trovato. Non è molto, certo, ma per me è sufficiente.
  • Conclusioni: sono 63 anni che in questo paese non si fa altro che rimestare nel passato, contrapporsi politicamente su barricate ideologiche per difendere partiti ed idee politiche che non ci sono più, e che non torneranno. Per fortuna. Sarebbe troppo chiedere di voltare pagina, di smettere di battersi per affermare un -ismo contro l'altro, e di dedicarsi a costruire o a ricostruire il paese, invece di perdere tempo, soldi, pazienza ed energie dietro all'archeologia politica?
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Messaggio Da Liutprando il Mer Set 17 2008, 17:40

Concordo
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Messaggio Da Paolo il Mer Set 17 2008, 17:41

Chapeau, Comandante
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Messaggio Da skorrett il Mer Set 17 2008, 18:03

concordo Mario, concordo piu' di ogni altro (pur essendo partito dall'anticomunismo). concordo doppiamente quando ricordi che un giovane di AN non puo' fare un pistolotto storico per prendere una posizione che non gli compete (anche anagraficamente). io posso parlare del 68 da parte degli sprangati da destra eppure per me il capitolo è chiuso. figurarsi quello con il fascismo (che per me non si è mai aperto e fugurarsi quanto e come dovrebbe interessare un 25enne presumo).

l'anticomunismo è anacronistico come l'antifascismo ma è anche fuori luogo e fuori tempo - da parte da Fini - richiamarsi all'antifascismo. che c'entra lui con l'antifascismo? ha maturato una cosi forte coscienza antifascista in questi anni da non potersi trattenere dal farco sapere all'Italia intera e al suo partito? le vocazioni improvvise possono restare segrete o poteva fare queste affermazioni all'indomani di Fiuggi quando avrebbe potuto rappresentare un normale taglio radicale. tanto è stato fatto per chiudere l'argomento, da una parte e dall'altra e il discorso poteva e doveva esaurirsi anche se aveva maturato l'antifascismo militante di un comandante partigiano Embarassed

anche da destra è stato criticato berlusconi per essere un accentratore, un mattatore ma, alla luce di una carriera da manager del livello di berlusconi, questi peccatucci ci possono stare Cool

il decisionismo di Fini è, invece, un segno del declino e del fraintendimento della leadership politica che, persa l'ideologia, la politica, l'approfondimento alla fine diviene una sorta di protagonismo da isola dei famosi in formato telegiornale Suspect
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Messaggio Da Liutprando il Mer Set 17 2008, 18:20

Concordo pure con Skorrett.

Anche se i Concord non sono più di moda.
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Messaggio Da Mario Giardini il Mer Set 17 2008, 18:31

Liutprando ha scritto:Concordo pure con Skorrett.

Anche se i Concord non sono più di moda.
Vero. Peccato, però. Chiunque abbia visto decollarne uno, non può non essersi sentito riconciliato con la vita, almeno una volta: era la bellezza fatta aeroplano.
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Messaggio Da Fast il Mer Set 17 2008, 18:47

Data la mia risposta col post si può.
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Re: Perché non si può (e perché alcuni cittadini non sopportano più -ismo alcuno)

Messaggio Da doc il Mer Set 17 2008, 19:00

Allora tutti d'accordo.

Mi chiedo se non si possa fare un passo in più e essere Acomunisti ed Afascisti.

Io credo che alla politica si chieda di registrare i cambiamenti.

Fascismo e comunismo sono storia.
Gli storici faranno il loro lavoro e questo inciderà sulla politica e sul sentire comune.

Credo che dichiararsi anti o volersi iscrivere tra gli anti, non sia più nei tempi e nel sentire degli italiani e vuol dire portare indietro la politica.
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Messaggio Da aladino il Mer Set 17 2008, 19:07

Rispetto, grande rispetto per Giardini , rispetto per le tragedie riferite e di chi le ha vissute.
Mi fermo.
In silenzio, per rispetto delle vittime incolpevoli..
Purtroppo a noi manca lo spirito di Duxdorf, o del Renoir de "la Grande Illusione"..o della la Valle de lo Caidos....

aladino

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Messaggio Da sonar il Mer Set 17 2008, 19:08

potete abolire tutti gli ismi che volete:
resta il capitalismo.
quello non si abolisce, si supera

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Messaggio Da aladino il Mer Set 17 2008, 19:13

Togli il dito dal sito
non sporchiamo banalmente il sito dopo il mio alto intervento
(Giorgio Nap sta a rosica')

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Messaggio Da aladino il Mer Set 17 2008, 19:17

Gentlemen agreement.....
Tu mi insegni a non atterrare con il vento in coda....
E io contraccambiero' con alcune parabole acconce sulla nostra disgraziata
Italia.
Siamo d' accordo, immagino , su una cosa:
gli ottimi cittadini ( e i tuoi sventurati congiunti lo furono) possono vivere con dignita' in ogni regime.


Ultima modifica di aladino il Mer Set 17 2008, 19:19, modificato 1 volta

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Messaggio Da Fast il Mer Set 17 2008, 19:18

Il capitalismo è l'altra faccia del comunismo. Sempre l'accumulo della ricchezza in poche mani è.
da un lato la nomenklatura , dall'altro gli speculatori.
Entrambi odiano la libera iniziativa che sfugge al loro controllo, entrambi pensano di "fare il bene del popolo" distribuendo una minima parte del maltolto.
Libero mercato e libera iniziativa; non libera speculazione o collettivismo.
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Messaggio Da sonar il Mer Set 17 2008, 19:23

il capitalismo finanziario premia la rendita e non gliene fotte niente, nè del lavoro, nè della merce. tanto meno dell'uomo.
è la vera causa di distruzione dell'esistente.
è peggio di bin laden

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Messaggio Da Mario Giardini il Mer Set 17 2008, 19:26

aladino ha scritto: gli ottimi cittadini ( e i tuoi sventurati congiunti lo furono) possono vivere con dignita' in ogni regime.

Ho raccontato della mia famiglia perché è la storia che conosco meglio (ovviamente). Ma non è una fra le peggiori. Il punto non è se si può vivere con dignità in ogni regime. Il punto è che i regimi non hanno più ragioni, di alcun tipo, per esistere.
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Messaggio Da Liutprando il Mer Set 17 2008, 19:31

Fast ha scritto:Il capitalismo è l'altra faccia del comunismo. Sempre l'accumulo della ricchezza in poche mani è.
da un lato la nomenklatura , dall'altro gli speculatori.
Entrambi odiano la libera iniziativa che sfugge al loro controllo, entrambi pensano di "fare il bene del popolo" distribuendo una minima parte del maltolto.
Libero mercato e libera iniziativa; non libera speculazione o collettivismo.
Porca vacca! Non potrò più litigare con Fast.
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Messaggio Da sonar il Mer Set 17 2008, 19:32

giardini,
se non te ne sei accorto viviamo in un regime.
il regime del dominio televisivo.

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Messaggio Da Mario Giardini il Mer Set 17 2008, 19:34

sonar ha scritto:giardini,
se non te ne sei accorto viviamo in un regime.
il regime del dominio televisivo.

Miserabile cialtrone, taci.
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Messaggio Da Fast il Mer Set 17 2008, 19:37

Concordo con il Comandante doppiamente:
Mai più nessun regime , facciamo tacere i cialtroni.
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Messaggio Da aladino il Mer Set 17 2008, 19:41

Mario Giardini ha scritto:
aladino ha scritto: gli ottimi cittadini ( e i tuoi sventurati congiunti lo furono) possono vivere con dignita' in ogni regime.


Ho raccontato della mia famiglia perché è la storia che conosco meglio (ovviamente). Ma non è una fra le peggiori. Il punto non è se si può vivere con dignità in ogni regime. Il punto è che i regimi non hanno più ragioni, di alcun tipo, per esistere.

Nessuno si augura di vivere in regime. Ma fino al 1936 per la stragrande maggioranza degli Italiani era un privilegio vivere in quell' Italia.
E il cponcenso fu generale. Arrigo Petacco , antifascista e famiglia perseguitata dalle Brigate nere, scrive L'Uomo della Provvedenza. Da leggere.
In conclusione nessuno pensa ( sono stufo di ripeterlo) di riproporre il fascismo, ma qualcuno il comunismo ancora si': e va contraddetto.
Come sul fatto che fosse una banda di folli sanguinari: meglio il comunismo del '22 ?,
Tertium non datur.

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Messaggio Da Mario Giardini il Mer Set 17 2008, 19:55

aladino ha scritto:
Mario Giardini ha scritto:
aladino ha scritto: gli ottimi cittadini ( e i tuoi sventurati congiunti lo furono) possono vivere con dignita' in ogni regime.


Ho raccontato della mia famiglia perché è la storia che conosco meglio (ovviamente). Ma non è una fra le peggiori. Il punto non è se si può vivere con dignità in ogni regime. Il punto è che i regimi non hanno più ragioni, di alcun tipo, per esistere.


Nessuno si augura di vivere in regime. Ma fino al 1936 per la stragrande maggioranza degli Italiani era un privilegio vivere in quell' Italia.

Tutto ciò che venne dopo fu fatto pagare, con interessi salatissimi, a tutto il paese. Compresa la parte più povera, come ho raccontato della mia famiglia.

E il cponcenso fu generale. Arrigo Petacco , antifascista e famiglia perseguitata dalle Brigate nere, scrive L'Uomo della Provvedenza. Da leggere.

I conti si fanno alla fine, non all'inizio. Se un architetto progetta un palazzo di 10 piani che non crolla, e poi uno di 200 che crolla, che giudizio si dà?

In conclusione nessuno pensa ( sono stufo di ripeterlo) di riproporre il fascismo, ma qualcuno il comunismo ancora si': e va contraddetto.

Opponendogli il fatto che il fascismo fu un totalitarismo più morbido, all'amatriciana? Che invece di 100 000 000 di morti ne fece solo meno di uno (guerra inclusa)? Che ebbe un consenso plebiscitario? Anche il comunismo di Lenin e Stalin lo ebbe (e di nostalgici di Stalin ce ne sono ancora a milioni).

Come sul fatto che fosse una banda di folli sanguinari: meglio il comunismo del '22 ?,

Folli che si persero nel loro sogno diventato incubo: volevano cambiare l'uomo. Si limitarono a distruggerlo. In Russia ed in Cina ed in Cambogia, a livello industriale. In Germania, protraendo fino all'ultimo secondo un nichilismo mal imparato. Da noi, come sempre, piccolo cabotaggio anche negli assassinii (escludo la guerra).

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Messaggio Da Fast il Mer Set 17 2008, 20:02

"Erano contenti di vivere sotto il fascismo": vero , anche perchè migliorò le loro condizioni.
Per noi sarebbe retrocedere per loro fu avvanzare.
ma poi venne la guerra, e il conto andò in rosso.
Anche perchè la affrontammo in modo icosciente, al fianco di un alleato che non amavamo e non ci rispettava, accompagnandola con le leggi razziali che erano contro ogni nostro sentimento.
In 3 anni il fascismo si giocò ogni credito.
Chi lo seguì fino alla fine lo fece per dignità, per orgoglio, per fede e va rispettato.
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Messaggio Da aladino il Mer Set 17 2008, 20:15

la guerra , uno dei pochi motivi di dissenso con te Fast, ce la saremmo sciroppata comunque.
Ce lo hanno dimostrato, i belgi, gli olandesi, i norvegesi, ecc. ma per noi, partiti come alleati , sarebbero stati cazzi molto ma molto piu' amari, altro che il badile in mano
Franco fu un eccezione in quanto rappresentava un teatro di operazioni privo di interese. Infatti nessuno cerco' di entrare in Spagna.
E poi nutriva, a differenza che per il Duce, una disistima totale. ( Mi farei strappare tutti i denti piuttosto ch tornare a parlare con lui" disse di Franco dopo un colloquio in tempo di guerrA)


Ultima modifica di aladino il Mer Set 17 2008, 20:19, modificato 1 volta

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Messaggio Da Mario Giardini il Mer Set 17 2008, 20:17

Fast ha scritto:"Chi lo seguì fino alla fine lo fece per dignità, per orgoglio, per fede e va rispettato.
Per dignità, passi. Per orgoglio, non si può seguire fino alla fine un dittatore. Per fede...beh, lasciamo perdere: così si giustificano anche i roghi delle streghe.
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Messaggio Da aladino il Mer Set 17 2008, 20:23

Il capoccione ci ha evitato l' anticipo del paradico sovietico, non lo dimentichiamo.
E le realizzazioni furono eccezionli e a favore dei ceti popolari.
Spèecie se lo paragoniamo con iil crudele e fallimentare esperimento stalininao, ch reappresentava l' alterntiva nel '22.
La modernizzazione del paese, anche rispetto ad altre nazioni europee fu spettacoplare.
Ma tu , che sei uomo di ottime letture e persona onesta, lo sai bene.

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