Le case chiuse

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Le case chiuse

Messaggio Da gbg il Ven Set 12 2008, 09:28

Avevo neppure otto anni, ora lo so. Mio padre, credendo che non ascoltassi (ma io ero a orecchie tese) discuteva con i suoi amici. “Quando verrà il momento ce lo porto io, ce lo porto”, diceva accennando a me. Ero curiosissimo di sapere dove mi avrebbe portato, perché di certo si trattava di una faccenda grave, tanto era animata la discussione. Ho capito molti anni dopo dove mio padre prometteva di portarmi, un giorno, in quel settembre del 1958. Il 20 febbraio era stata approvata la legge (entrata in vigore alla mezzanotte del 20 settembre) che aboliva le case chiuse e il babbo, evidentemente, era fra quelli che pensava fosse un errore. Avrebbe dunque provveduto a farmi avere quell'iniziazione sessuale a pagamento che avevano avuto lui, e prima di lui suo padre e suo nonno. Babbo Ebo non mantenne mai la promessa avanzata polemicamente agli amici. E durante i tormentati anni dell'adolescenza – pre-Sessantotto e pre-rivoluzione sessuale - glielo rimproveravo, senza avere il coraggio di parlargliene. La carne urgeva, le ragazze erano inavvicinabili e lui non era stato di parola. Ora so che fece bene ma, a mezzo secolo dopo, mi devo pormi le stesse domande che si facevano mio padre e i suoi amici.
La legge, dovuta alla tenacia della senatrice socialista Angelina (detta Lina) Merlin, in realtà fu una conseguenza dell'adesione all'Onu dell'Italia, che sottoscrisse la Dichiarazione dei diritti dell'uomo, dove tra l'altro si impone “la soppressione della tratta degli esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione”. Era un principio giusto, però erano legittime le obiezioni di chi sosteneva che “il meretricio” sarebbe andato fuori controllo. Del resto la legge sulla prostituzione aveva un padre nobilissimo, Camillo Benso conte di Cavour, che regolamentò le case chiuse nel Regno di Sardegna: la sua legge fu adottata anche nel Regno d'Italia fin dalla nascita, nel 1860.
Negli anni Cinquanta, fra gli oppositori della legge c'erano anche molti cattolici, timorosi che la chiusura di quella “valvola di sfogo” avrebbe portato alla rovina parecchie famiglie. Indro Montanelli, poi, scrisse un pamphlet – Addio Wanda! (Longanesi 1956, Rizzoli 1975) – in cui sosteneva: “In Italia un colpo di piccone alle case chiuse fa crollare l'intero edificio, basato su tre fondamentali puntelli, la Fede cattolica, la Patria e la Famiglia. Perché era nei cosiddetti postriboli che queste tre istituzioni trovavano la più sicura garanzia...”
Lina Merlin aveva presentato un primo disegno di legge nell'agosto del 1948, quando in Italia c'erano più di settecento bordelli, più comunemente detti “casini”, che ospitavano a rotazione (“le quindicine”) tremila prostitute registrate. Quando la legge passò, con l'opposizione di missini e monarchici, le lavoratrice del settore erano ridotte a duemilacinquecento, perché da anni non venivano concesse nuove licenze. Erano di più quelle in proprio, abusive, ma pochissime quelle in strada. E qui il primo confronto con l'oggi è impressionante: le prostitute si contano a decine di migliaia, addirittura centinaia di migliaia, con quelle saltuarie. I bordelli, ufficialmente aboliti, sono rinati sotto forma di club, centri estetici e altre iniziative più casarecce o più sofisticate, come in internet. Il mercimonio all'aperto pullula nelle città piccole e grandi, sulle strade statali, provinciali e comunali. Lo sfruttamento non avviene più da parte dello Stato, che ci ha rimesso in tasse ricevute, ma da parte di biechi (e spesso violenti) individui. Certo, creava imbarazzo, prima del 1958, che lo Stato ricevesse una percentuale su ogni “marchetta”, il gettone che il cliente acquistava alla cassa e che gli dava diritto alla prestazione. Ma, se prostituirsi è lecito e rende denaro, è assurdo che i guadagni di chi opera in questo settore non vengano tassati, come qualsiasi altra prestazione, diciamo così, artigianale.
Le donne - ché si tratta perlopiù di donne, benché la prostituzione maschile cresca di giorno in giorno – sono vittime quotidiane della violenza di lenoni e clienti: alimentano un giro d'affari enorme, uno dei maggiori proventi della criminalità, organizzata o meno. E ormai è lecito parlare di un vero mercato delle schiave, popolato soprattutto da ragazze dell'est o del Terzo Mondo. A differenza di quanto avveniva nei casini, non esiste alcun controllo sanitario, allora obbligatorio, e quelle romanticamente chiamate lucciole sono le principali responsabili della diffusione di malattie veneree, nonché dell'aids, spesso portato nel letto coniugale da mariti sciagurati.
Per combattere lo spettacolo delle file di auto lungo i marciapiedi, dove sfarfallano ragazze e trans seminudi, in alcuni comuni non si era trovato niente di meglio che perseguitare i clienti con multe per intralcio al traffico: multe inviate a casa, con indicazione del luogo e dell'ora dell'infrazione. Non riuscendo a colpire gli sfruttatori, si colpivano i clienti, in modo biecamente obliquo. Non sembra migliore la nuova legge “Carfagna”, che prevede multe e carcere per clienti e prostitute di strada. E come strizzare un foruncolo senza estirpare – o sanare – il bubbone che c’è sotto. Quel che manca non è un provvedimento tampone-punitivo, ma una nuova legge organica che affronti globalmente il problema.
Intendiamoci, non c'è da avere nostalgia dei casini, benché ricordati con vene di nostalgia in numerosi film e in alcuni bei libri, come Quanto l'Italia tollerava di Giancarlo Fusco (Canesi 1965, Neri Pozza 1995) e Quelle signorine di Corrado Augias (Tea 1996). Se non è accettabile che lo Stato organizzi la prostituzione, bisognerà pur trovare il modo di contenerne i guasti. Da anni si fanno ipotesi, dalla ghettizzazione in quartieri a luci rosse, come in molti Paesi d'Europa e del mondo, o in casa, in piccole cooperative di poche professioniste. Senza che si riesca a trovare un accordo.
La Merlin, nella sua legge, si appellava fra l'altro all'articolo 32 della Costituzione, che considera la salute come fondamentale diritto dell'individuo; ma la salute viene messa in maggior pericolo oggi. Veniva citato anche il secondo comma dell'articolo 41, per il quale un'attività economica non può arrecare danno alla dignità umana; ma, quando si tratti di libera scelta, la prostituzione non lede la dignità chi ne ha fatto un lavoro: né si dica che spesso è la mancanza di alternative a spingere verso quella strada, la cronica mancanza di badanti italiane è una prova abbastanza evidente del contrario. Riconosciamolo, finalmente, e diamo norme a un mestiere che non può essere lasciato alla barbarie: anche se, e proprio perché, è “il più antico del mondo”.
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Fast il Ven Set 12 2008, 09:56

Le norme non sono mai state date perchè la somma dei due moralismi lo ha di fatto reso impossibile. Peccatrici per gli uni, sfruttate per gli altri: impossibile normare quello che non deve esistere.
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da malcolm il Ven Set 12 2008, 09:58

Manca una cultura della prostituzione. I libri da lei citati nell'articolo sono già qualcosa. Una cultura della prostituzione come fenomeno antropologico da che mondo è mondo, dovrebbe precedere qualsiasi ulteriore provvedimento. Questo primo provvedimento del Ministro Carfagna dovrebbe dare il là ad approfondimenti culturali, filosofici, poetici sul fenomeno millenario della prostituzione e le sue forme moderne.
Secondo me una cultura della prostituzione che parli anche di eros, servirebbe a tirare fuori dallo sporco e pericoloso ghetto la prostituzione. Nietzsche chiedeva che la prostituzione venisse nobilitata: è proprio questo il punto. Nobilitare, elevare di dignità questo mestiere più antico del mondo. Dare dignità alle prostitute come ce l'hanno le massaggiatrici del corpo. Avremmo alla fine un risanamento complessivo di questa categoria di persone e un risarcimento morale.

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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Fast il Ven Set 12 2008, 10:07

Caspita Malcom: distruggere 2000 anni di sessofobia giudaico/cristiana non è mica vender noccioline.
Per la prostituzione bisognerebbe tornare alla visione solare greco/romana.
Oppure convincere le donne a darla a tutti senza tante storie. Twisted Evil
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da malcolm il Ven Set 12 2008, 10:11

Fast, ma prima della Merlin non c'era forse la prostituzione? Oggi bisogna darle forma all'altezza dei tempi e della nostra civiltà. Non credo sia una cosa apocalittica, forse nel senso etimologico, sì.

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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Fast il Ven Set 12 2008, 10:17

C'erano le case chiuse, poi la mentalià progressista della sinistra ha ritenuto che chiuderle significasse liberare la donna. Trasferendo la prosituzione in strada, aumentando il potere dei magnacia, consentendo alla delinquenza organizzata di lucrerci sopra ed infine alle gang di trafficanti di fare una moderna tratta delle schiave.
da un lato la Chiesa che ci vorrebbe assessuati se non per il tempo di inseminare, dall'altro i progressisti che ogni volta che cercano di applicare le loro teorie per migliorare il mondo di fatto lo peggiorano.
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da fabio il Ven Set 12 2008, 10:22

Fast ha scritto
....Oppure convincere le donne a darla a tutti senza tante storie. ....


ma dovrebbero capirla da sole finalmente. che e' una soluzione che appaga entrambi i sessi

poi l'uomo e' piu' coglione e con la mentalita' che gli hanno inculcato paga lo stesso
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Fast il Ven Set 12 2008, 10:25

Purtroppo le donne , in maggioranza, o si innamorano ed allora diventato fedeli, oppure si concedono solo il maschio da impressione di ricchezza o forza o improntitudine.
Per i mediocri, i malestanti, gli imbranati, la cosa si fa dura.
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Ospite il Ven Set 12 2008, 11:48

malcolm ha scritto:Manca una cultura della prostituzione. I libri da lei citati nell'articolo sono già qualcosa. Una cultura della prostituzione come fenomeno antropologico da che mondo è mondo, dovrebbe precedere qualsiasi ulteriore provvedimento. Questo primo provvedimento del Ministro Carfagna dovrebbe dare il là ad approfondimenti culturali, filosofici, poetici sul fenomeno millenario della prostituzione e le sue forme moderne.
Secondo me una cultura della prostituzione che parli anche di eros, servirebbe a tirare fuori dallo sporco e pericoloso ghetto la prostituzione. Nietzsche chiedeva che la prostituzione venisse nobilitata: è proprio questo il punto. Nobilitare, elevare di dignità questo mestiere più antico del mondo. Dare dignità alle prostitute come ce l'hanno le massaggiatrici del corpo. Avremmo alla fine un risanamento complessivo di questa categoria di persone e un risarcimento morale.

Malcolm, se desideri approfondire... al di là delle nostalgie di Camilleri in "La pensione Eva" (Mondadori, 2006), forse è il caso di lasciare parlare le dirette interessate.
Allora, c'è Nell Kimball con "Memorie di una maitresse americana" (lo trovi in mille edizioni a ogni angolo di strada, proprio come le signore in questione): istruttiva e brillante autobiografia di una che ha tesaurizzato il consiglio della vecchia zia "ogni ragazza siede sulla sua fortuna, e non lo sa".
Di ben altri toni, ma altrettanto interessante, la testimonianza raccolta dalla proto-femminista Amanda Guiducci nel 1976 in "Due donne da buttare" (Rizzoli, poi rieditato nella collana Bur e poi - forse - Tea). Dà voce a due tipologie di donna afflitte da lavori particolarmente ripetitivi: una sempre alle prese con una polvere che non riesce mai a scrollarsi di dosso (e non è solo questione di Hoover), l'altra con una fila di maschietti più o meno indistinguibil.
Già, eppoi c'è Tama Janowitz in "Schiavi di New York" (Bompiani, 1987) che attacca brutalmente con un "Da quando mi sono messa a fare la puttana avevo dovuto vedermela con peni di tutte le forme e dimensioni possibili. Certi..." segue accuratissima descrizione.
Punti di vista diversi, ma possono contribuire ad acculturarti.
Quanto alla questione che è in discussione in questi giorni, in my humble opinion sarebbero da tenere d'occhio gli esempi di Olanda & Germania, molto pragmatici & sani.

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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Ospite il Ven Set 12 2008, 11:55

Sempre Tama Janowitz, a conclusione della sua descrizione "... più passava il tempo e più ero contenta di non possedere una di quelle appendici".

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Re: Le case chiuse

Messaggio Da malcolm il Ven Set 12 2008, 12:12

Ti ringrazio delle indicazioni bibliografiche...ma sono già quattro libri + i due dell'articolo di gbg...
ma io ho altro da leggere...se mi mettessi a leggere tutti questi libri sarebbe un lavoro, no, no!
Però ti consiglio di fare un pacco regalo e di mandarlo al Ministro insieme a tutti i nostri post sull'argomento Smile

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Re: Le case chiuse

Messaggio Da aladino il Ven Set 12 2008, 12:34

Parlatene con Nonno, io c' ero ed ho un ricordo piacevolissimo ed una eterna gratitudine per le dolci , affettuose, sanissime puttane.
Se oggi so dove mettere le mani, lo devo a quegl'angeli.

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Re: Le case chiuse

Messaggio Da aladino il Ven Set 12 2008, 12:37

[quote="gbg"]Avevo neppure otto anni, ora lo so. Mio padre, credendo che non ascoltassi (ma io ero a orecchie tese) discuteva con i suoi amici. “Quando verrà il momento ce lo porto io, ce lo porto”, diceva accennando a me. Ero curiosissimo di sapere dove mi avrebbe portato, perché di certo si trattava di una faccenda grave, tanto era animata la discussione.



Straordinariamente vero: se volete essere ascoltati dai vostri figli............... parlate a voce bassa..........

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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Ishtar il Ven Set 12 2008, 14:11

Fast ha scritto:/>Oppure convincere le donne a darla a tutti senza tante storie. Twisted Evil


Guarda che già succede Twisted Evil
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Ishtar il Ven Set 12 2008, 14:14

Fast ha scritto:Purtroppo le donne , in maggioranza, o si innamorano ed allora diventato fedeli, oppure si concedono solo il maschio da impressione di ricchezza o forza o improntitudine.
Per i mediocri, i malestanti, gli imbranati, la cosa si fa dura.

Le malestanti, le imbranate, le cesse, mi pare incorrano nello stesso problema.
Anche gli uomini se si innamorano diventano fedeli, finché non passa un'altra che gli ricorda com'era bella la caccia. Tra l'altro non è una leggenda che anche gli uomini rincorrano i soldi e il potere di certe donne.
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Nazarine il Ven Set 12 2008, 14:47

chissà che con le nuove restrizioni il sesso a pagamento non vada a chiudersi nelle case. In fondo a nessuno gliene importa nulla del problema della prostituzione, il fastidio è dato dai casini sulle strade non da un senso sviluppato della morale pubblica. Forse è questo l'intento del decreto legge della Carfagna. Non ci resta che stare a guardare
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Fast il Ven Set 12 2008, 14:49

Il sesso negli appartamente dovrebbe essere consentito, a meno di proteste da parte di condomini. Se la legge contro la prostituzione in strada sarà efficace, e ne dubito,si organizzeranno locali adati. del resto basta aprire un privè.
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Ospite il Ven Set 12 2008, 17:22

Giusto Giordano.
I centri estetici,palestre e sopratutto solarium (spesso all'interno di centri estetici) markettoni.
P.S. Il nome Ebo (o diminutivo ?) è di una simpatia a dir poco gigantesca. Cool

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Re: Le case chiuse

Messaggio Da aladino il Ven Set 12 2008, 17:57

Fast ha scritto:Il sesso negli appartamente dovrebbe essere consentito, a meno di proteste da parte di condomini. Se la legge contro la prostituzione in strada sarà efficace, e ne dubito,si organizzeranno locali adati. del resto basta aprire un privè.


Intra moenia e ...in tra mona.........

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Re: Le case chiuse

Messaggio Da gbg il Ven Set 12 2008, 21:50

I commenti dei lettori del Giornale

#1 Antony36 (200) - lettore
il 12.09.08 alle ore 9:12 scrive:
Pur condividendo interamente il Suo scritto, ritengo molto tortuoso e pieno di difficoltà il cammino per una nuova e civile legge sull'esercizio della prostituzione. Almeno quanto sarà difficile estirpare lo stereotipo propagandato da certi ambienti, che considera le prostitute tutte "povere vittime della crudeltà maschile da redimere"!
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#2 mario caminiti (286) - lettore
il 12.09.08 alle ore 11:39 scrive:
Bell'articolo! Il DDL Carfagna forse non riuscirà a sovvertire questa situazione, ma almeno mette sullo stesso livello (per me cosa giusta) prostituta e cliente. La storia che ha raccontato Guerri, oltre che piacevole, offre uno spaccato ed una serie di considerazioni che, prima o poi (mi sa poi) si dovrà affrontare. La Carfagna (e il Governo) ha iniziato, ma credo che ci vorrà molto più coraggio. Quello che accade sulle nostre strade, ad ogni ora, non solo viola la nostra Costituzione, ma calpesta anche i più elemetari diritti dell'uomo. Anche questa è un'emergenza, molto più pericolosa di altre a mio avviso, il Governo deve affrontare il problema con determinazione e sobrietà, regolametando un volta per tutte,la prostituzione che, e lo sappiamo tutti, ci sarà sempre perché sono sempre più quelli che la vogliono. Questa è la verità
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#3 lorenzodv (51) - lettore
il 12.09.08 alle ore 11:48 scrive:
io sono cresciuto secondo i valori cristiani, per questo contrario alla prostituzione.vedendo pero' le cose da un altro punto di vista, laico, credo che l'apertura sarebbe una cosa positiva.punto uno la regolarizzazione,punto due la sicurezza a livello igienico sanitario,punto tre le tasse.Non credo che si debba arrivare a interi quartieri, perche' si finirebbe di creare luoghi di massa per drogati , sfruttatori e delinquenti,ritengo invece utile una singola struttura atta a recepire i clienti,un po' come quando si va in hotel.credo di essere un cattolico fuori dal comune,non mi copro gli occhi,e'inutile!!neanche accendo la tv mi ritrovo allusioni su allusioni, dalle reclame alle soap sono pieni di riferimenti sessuali, quella non e' prostituzione?
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#4 pigirai (62) - lettore
il 12.09.08 alle ore 12:02 scrive:
eh caro Guerri, io invece sento nostalgia per quegli anni, sopratutto paragonandoli allo schifo odierno che vediamo per le strade, senza contare la criminalità che c'è dietro a queste schiave moderne ed al pericolo di malattie per gli utenti. Avendo compiuto i 18 anni nel marzo del 1955 ho avuto un po' di tempo per "svezzarmi" ma il problema si è presentato alla partenza per la naja, CAR di Bari, novembre 58 a legge Merlin già in vigore. I cucinieri della caserma avevano ricevuto l'ordine di abbondare col bromuro dal caffè ai cibi liquidi per controllare le pulsioni delle reclute. Tornando al problema odierno, penso che qualsiasi tentativo venga attuato per "estirpare" la prostituzione, è una guerra persa; non mi piaccione neppure i quartieri a luci rosse; la soluzione migliore, a mio avviso, è il sistema cooperativo gestito direttamente dalle interessate che verseranno, così, i tributi dovuti.
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#5 mopy (848) - lettore
il 12.09.08 alle ore 12:04 scrive:
Mettere la prostituzione al chiuso è una buona idea,almeno si evitano gli sconci per le strade sotto gli occhi di tutti.Non saranno contenti i condomini, che ricorrereranno a Regolamenti condominiali di ferro.Quello che viene trascurato,secondo me, è l'aspetto dello sfruttamento di tante disgraziate o disgraziati,indifesi e provenienti da ogni parte del mondo,sulla cui pelle arricchiscono mafie di ogni nazionalità.C'è un parte della disegno di legge che tutela specificamente i minori di 18 anni,ma chiederei di aumentare di molto le pene per gli associati mafiosi che sfruttano e costringono alla prostituzione anche persone adulte,approfittando del loro stato di bisogno.Chi è libera e bella o anche maschio,può fare ciò vuole, al chiuso, ma gli farei pagare le tasse come addetto ad attività socialmente rilevante ad elevato quoziente penetrante.
#6 ezio (4) - lettore
il 12.09.08 alle ore 12:19 scrive:
Sono d'accordo a togliere le prostitute dalla strada. I motivi sono tanti e validi. Però cosi e solo un sistema per far cassa. Qua ogni legge = inasprimento delle multe. Pagherà qualche povero cristo, sicuro non la prostituta o il suo aguzino. Le prostitute in strada stanno bene in vista e sotto gli occhi di tutti, basta andare li e prenderle. Poi rimpatriarle, metere in un centro le povere malcapitate, cominciando a togliere l'incentivo a schiavisti privi di ogni scrupolo. Perche la stragante maggioranza di queste ragazze non è la per loro scelta e stanno vivendo un dramma che forse va oltre la nostra immaginazione vittime di delinquenti senza scrupolo. Invece multe per fare cassa tra anni loro malcapitate saranno ancora la. PUNTO Non posiammo pensare di risolvere i problemi inasprendo le multe.
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#7 Giorgio Rubiu (135) - lettore
il 12.09.08 alle ore 12:32 scrive:
Il punto errato della legge Merlin fu quello di abolire le case chiuse. Per entrare nell'ONU sarebbe bastato togliere l'obbligatoria licenza di stato (come per i tabaccai e le farmacie; uno ogni tanti abitanti) da cui lo stato guadagnava diventando, così, partecipe in un'attività inestirpabile.I controlli medici obbligatori erano una forma di sicurezza per modesta che essa fosse.Le ragazze facevano abluzioni con il permanganato e il contatto,per quanto spersonalizzato,creò anche rapporti di amicizia e simpatia.Ricordo con dolcezza Magda,Nuccia,Tania,Sonia,Stella che trovarono la voglia di confidare,ad un essere gentile ed educato quale ero io,le loro storie.Molte avevano un figlio frutto di un errore giovanile e facevano il mestiere per poterlo mantenere in un buon collegio.Con Magda nacque anche l'amore.Mi chiamava,con dolcezza,"orso plantigrado",per le mie dimensioni ed il mio aspetto peloso.E la cosa mi è rimasta teneramente nel cuore dove è tutt'ora!
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#8 Sylvia Mayer (1902) - lettore
il 12.09.08 alle ore 12:44 scrive:
Sono d'accordo.Si aprano eros center come in Germania ed altrove.Il controllo sara'piu'facile.Quello sullo sfruttamento da parte di eventuali lenoni,quello sanitario,quello della sicurezza delle donne (o degli uomini),quello sulla prostituzione minorile.Si facciano pagare le tasse a proprietari di bordelli e prostitute.Che divengano cittadine come tutti gli altri.Salvaguardando la loro liberta' di prostituirsi,se lo vogliono.Non si risolvera' il problema in toto,ovviamente,ne' subito.Ci saranno sempre drogate/i che si offrono per strada,o donne/maschi che per ragioni di mercato non riusciranno magari ad aggregarsi ad un bordello.Inoltre,se non si procedera' di pari passo ad almeno sfoltire pesantemente la presenza di immigrati clandestini, per loro l'eros center non sara'possibile,e li ritroveremo comunque sulle strade.Ma le strade saranno molto meno affollate,e sara'piu'facile arrestarli.Anche i clienti per strada saranno di meno.Solo,in quali galere li mettiamo gli altri?
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#9 francyderasmo (135) - lettore
il 12.09.08 alle ore 13:05 scrive:
la camera di commercio dovrebbe istituire le cooperative "angeli della serenita' per far lavorare seriamente le donzelle che hanno piacere a vendere il loro corpo, ottenendo cosi' entrate massicce che potrebbero garantire una regolamentazione del loro lavoro (asl e controlli capillari) naturalmente, con questo,si venderebbero piu' immobili e si creeranno posti di lavoro, pulizie, call center, assicurazioni, body gard, portinai,acquisti in sexi shop, commercialisti, ed altro. (vuoi vedere che risaniamo l'italia anziche' con il turismo?) scherzi a parte, ritengo che la prostituzione dalle strade debba sparire. i protettori arrestati e finalmente un po' di pulizia da tutto questo squallore che ad oggi abbiamo condiviso e supportato non creando delle leggi per eliminare questo commercio sessuale.
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#10 Wolf (1405) - lettore
il 12.09.08 alle ore 13:18 scrive:
Sebbene nato in una famiglia cattolica, sin dai miei 8 anni avvertivo lontananza nei confronti del cristianesimo e poi verso qualsiasi religione monoteista ed organizzata. Detto questo, la mia cultura adulta è di tipo liberale. Reputo la prostituzione un lavoro come tanti altri, lavoro che però deve essere svolto in apposite strutture. Il divieto di esercizio del meretricio in strada è sacrosanto ma il mantenimento della legge Merlin è ipocrita. Ho viaggiato tanto e non mi vergogno di ammettere di aver conosciuto i bordelli, in quei paesi dove il meretricio è tollerato o, addirittura, legale. Piantiamola dunque con l'ipocrisia che invece copre la realtà italiana: case private trasformate in bordelli, club privati come casini, escort services...Rompiamo la criminalità della tratta delle schiave una volta per tutte. Regards
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#11 pietrom (26) - lettore
il 12.09.08 alle ore 14:19 scrive:
A Sylvia Mayer che ha scritto: "in quali galere li mettiamo gli altri?". Il problema carcerario e' un finto problema. Le carceri traboccano di detenuti? Basta utilizzare gli stadi di calcio, che con qualche lavoro di adattamento possono diventare perfetti centri di detenzione. Ogni citta' ha il suo. Le partite si possono giocare nei campi utilizzati per gli allenamenti e trasmesse via satellite. I tifosi saranno scontenti, tutti gli altri no.
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#12 Sylvia Mayer (1902) - lettore
il 12.09.08 alle ore 14:22 scrive:
*Wolf *- Il meretricio in Italia per fortuna e' legale. La prostituzione non e' reato. Solo lo sfruttamento della medesima lo e'.Sembrerebbe che la nuova legge non dichiari reato la prostituzione,ne usufruirne come cliente, ma solo prostitursi per strada. Non ho ancora letto bene quale reato in questo caso sia stato pensato per i clienti che abbordano per strada le prostitute.Credo che il succo sia tutto nel "in strada,pubblicamente".Ciao
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#13 Wolf (1405) - lettore
il 12.09.08 alle ore 15:48 scrive:
@#12 Sylvia Mayer, mi è sembrato di capire che il divieto sia proprio "l'esercizio in strada". Tutto normale, niente di scandaloso. E' scandaloso non voler "regolarizzare" la professione se esercitata a casa o in strutture ad hoc. La legge Merlin ha abolito i bordelli e di fatto anche se un gruppo di prostitute si associassero in cooperativa, violerebbero la legge e sarebbero perseguite. A me piacerebbe poter regolarizzare queste lavoratrici e lavoratori. Ciao
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#14 Dom (88) - lettore
il 12.09.08 alle ore 18:44 scrive:
...si ma colpire le ragazze è sbagliato! Bisogna scoraggiare la domanda, quella dei clienti. Son loro che pompano danaro nelle casse della criminalità organizzata, non scordiamocelo. Occorre pertanto spezzare il ciclo prostituta-cliente-sfruttatore. Sbattendo in galera quest'ultimo, impaurire (multe, biasimo sociale, scandalo ect.) il cliente e disinnescare così i "motivi" per cui la prostituta scende in strada e cioè: soldi e quantità dei "polli" disposti a portarglieli. Solo quando la domanda sarà scarsissima, quasi nulla, il problema prostituzione in strada potrà dirsi definitivamente risolto. Ma data la vastità del territorio a disposizione sarà problematica la fase di controllo, perlustrazione e conseguente applicazione della norma. Questo però non deve sconfortare. L'unico grande neo dell'iniziativa che il Governo vuol tentare è quello, lo ripeto, della punizione anche delle ragazze. Sono l'anello più debole e nello stesso tempo l'esca più potente. (Segue)
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#15 Dom (88) - lettore
il 12.09.08 alle ore 18:47 scrive:
...Multarle o sbatterle in galera servirà a poco. Anzi si aggiungerà un'umiliazione inutile visto che sono già offese da un mestiere infame e amaro, molto amaro. Ogni prostituta a fine "carriera", anche quella arricchitasi, potrà testimoniarvelo.
#16 fiorellinoblu (1) - lettore
il 12.09.08 alle ore 18:51 scrive:
In caso di liberalizzazione della prostituzione, molte cose non cambierebbero, altre sì. I "clienti" sono ora e rimarrebbero dei porci, le prostitute sono ora e rimarrebbero schiave e carne da macello, i *********, invece, potrebbero modificare il proprio status e fregiarsi del titolo di "imprenditori". Ma che bel progresso e civiltá!
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da gbg il Ven Set 12 2008, 21:51

Christian1985 ha scritto:Giusto Giordano.
I centri estetici,palestre e sopratutto solarium (spesso all'interno di centri estetici) markettoni.
P.S. Il nome Ebo (o diminutivo ?) è di una simpatia a dir poco gigantesca. Cool

Il babbo si chiamava Febo, detto Ebo.
Sulla trattoria che ha avuto per qualche anno a quell'epoca, e che non dimenticherò mai, c'era scritto "DA EBO".
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Cagliostro49 il Sab Set 13 2008, 01:40

Riassumendo :
i privè di cui parla lo Spartano,hanno vita sempre breve. Le soffiate delle mogli li fanno sempre chiùdere.

Nessun condomìnio ospiterà mai una cooperativa di puttane,travestiti,viados,e variopinta umanità.

Il reato contro la morale è troppo fariseo per poter èssere approvato da una società cattofarisàica come la nostra. Quindi ?

Quindi il zoccolame resterà per strada perchè non ci sono le palle per applicare il modello svizzero-tedesco dove la prostituzione è legale e controllata sia fiscalmente che sanitariamente.

La zavorra vaticana ci impedisce pure questa soluzione pragmàtica.Anzi,la ventilata minaccia di galera,è una òttima foglia di fico per salvaguardare capre governative e càvoli vaticani.

Anche perchè.ammesso che le arrèstano,dove vanno a riaprire l'ufficio ?
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Re: Le case chiuse

Messaggio Da Ospite il Sab Set 13 2008, 01:50

Reprimere l'llegalità,Riaprire la Legalità.


Ultima modifica di Christian1985 il Sab Set 13 2008, 02:47, modificato 3 volte

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Re: Le case chiuse

Messaggio Da aladino il Sab Set 13 2008, 02:34

E punire anche lo scempio dell' ortografia...............

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Re: Le case chiuse

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