Mediterraneo, la nostra madre

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Mediterraneo, la nostra madre

Messaggio Da skorrett il Dom Ago 31 2008, 22:09

Durante la mia vacanza a Pantelleria ho letto, tra l'altro, il libro di Franco Cassano: La pensée méridienne. Il libro parte dal rintuzzare la retorica dello- 'charme idilliaco' di vigne e olivi, dell'età d'oro greco romano, dell'imbecillità automobilistica della Paris-Dakar, dei siti turistici e viaggi organizzati che lo stanno rendendo una pattumiera di lusso. Cassano contesta anche la storiografia d'ispirazione cristiana che vede il perpetuo confronto tra le due grandi rive dove, sul versante opposto, c'è il nemico e riafferma la centralità, nel nostro destino europeo, del Mediterraneo: il grembo della nostra civiltà che ci ha accompagnato nei diversi secoli con un approccio piu' ponderato e consapevole alla vita ed una maggiore apertura allo scambio. E' un 'pensiero forte' quello di rienterpretare le nostre radici mediterranee che va contro il mercantilismo globalizzato, l'universo dell'industrializzazione generalizzata, dell'efficacia meccanica, del calcolo tecnologico: tutti elementi riconducibili al Nord.
"Penser à pied" cioè prendendo il tempo necessario è un elemento riconducibile al Sud marino. "Andare lentamente, dare un nome alle piante, parlare con le persone etc etc....E' vivere ad un'altra velocità, prossimi agli inizi e alle fine, laddove si realizza la piu' grande esperienza del mondo... Andare lentamente vuol dire ringraziare il mondo, lasciarci riempire dal lui..."

Elenco alcune idee esposte:
Il mediterrraneo è mezzo di mediazione e di meditazione della nostra civiltà europea

il mediterraneo è la dialettica immediata tra mare e terra: entrambe hanno in se un concetto spaziale ristretto. non è - insomma - lo stesso rapporto dei paesi/continenti che interaggiscono con gli oceani. terra e mare che si limitano mutualmente danno un senso della misura. perduto nell'oceano, ulisse non avrebbe rivisto la sua itaca. l'esistenza marina delle sue popolazioni ha sviluppato un carattere nomade, flussi e riflussi, esodi e esili. la mdernità e l'innovazione sono rimbalzate tra le coste. la frequenza degli scambi è stata il vettore principale della crescita europea.

gli uomini del nord ( fuori mediterraneo) hanno creato le loro culture affrontando un ambiente ostile- si sono chiusi e difesi dalle invasioni mentre le popolazioni mediterranee hanno beneficiato e sono risultate permeabili (per cultura) ai vari apporti esterni.
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Re: Mediterraneo, la nostra madre

Messaggio Da Ospite il Lun Set 01 2008, 09:00

Grazie per la citazione di questo Cassano (che non conosco) e delle sue riflessioni sulla cultura riflessa dal Mediterraneo: approfondirò.
Mi ha colpito la sintesi racchiusa in quel "penser à pied", con le sue implicazioni.
Quanto alle conseguenze che ne scaturisono, in termini di contrapposizioni culturali economiche e storiche, spero di trovare nel libro di Cassano dialettica per quanto riguarda una lettura anche in funzione del Fattore Climatico, solitamente trascurato dagli storici.

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Re: Mediterraneo, la nostra madre

Messaggio Da malcolm il Lun Set 01 2008, 09:11

Skorret,
cyclops questo genere di libri cercano un'investitura politica nel sud per chi li scrive, un posto di assessore, una candidatura, una carica politica.
"Andare lentamente vuol dire ringraziare il mondo, lasciarci riempire dal lui..." - con queste sciocchezze si pensa di risolvere i problemi del Meridione? nell'epoca della globalizzazione e dell'omologazione? Laughing

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Re: Mediterraneo, la nostra madre

Messaggio Da skorrett il Lun Set 01 2008, 14:27

Papaio ha scritto:Grazie per la citazione di questo Cassano (che non conosco) e delle sue riflessioni sulla cultura riflessa dal Mediterraneo: approfondirò.
Mi ha colpito la sintesi racchiusa in quel "penser à pied", con le sue implicazioni.
Quanto alle conseguenze che ne scaturisono, in termini di contrapposizioni culturali economiche e storiche, spero di trovare nel libro di Cassano dialettica per quanto riguarda una lettura anche in funzione del Fattore Climatico, solitamente trascurato dagli storici.

ci sono molte, tantissime considerazioni, anche riguardo al fattore climatico, alla politica, all'economia ma essenziamente è un libro di geopolitica. il libro è edito in Francia ma credo che in Italia sia stato pubblicato da Feltrinelli.

rigurado l'osservazione di meadow, no. l'autore non presenterà il conto: sono idee, spunti di studiosi alien
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Re: Mediterraneo, la nostra madre

Messaggio Da Chiara il Lun Set 01 2008, 16:41

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Re: Mediterraneo, la nostra madre

Messaggio Da Chiara il Lun Set 01 2008, 16:43

Mediterraneo e meridione non sono sinonimi. Genova e Venezia non sono forse città mediterranee?
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Messaggio Da skorrett il Lun Set 01 2008, 17:16

chiara, la canzone di bennato è pertinente e rispecchia lo spirito del libro

è che ci pensiamo poco e siamo piu' attratti dall'Europa continentale e siamo portati a sentirci internazionali come segno di 'emancipazione' ma dovremmo osservare meglio l'influenza e le potenzialità del Mediterraneo e valorizzare di piu' il nostro ruolo strategico nel mediterraneo
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Re: Mediterraneo, la nostra madre

Messaggio Da skorrett il Lun Set 01 2008, 17:18

Chiara ha scritto:Mediterraneo e meridione non sono sinonimi. Genova e Venezia non sono forse città mediterranee?

sono d'accordo: non e' questione di Meridione.
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Messaggio Da malcolm il Lun Set 01 2008, 17:25

Sì lo so. Ma vado in libreria e vi dico poi che cosa volevo dire.

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Re: Mediterraneo, la nostra madre

Messaggio Da malcolm il Lun Set 01 2008, 20:03

Da un lato l’antimodernismo
di Massimo Fini (vedi sul Giornale i due articoli di Giordano Bruno Guerri del 20 e del 22.5.2008), dall’altro l’antioccidentalismo di Cassano e Dolo.

Questa volta il Mediterraneo è la parola dietro la quale si nasconde il meridione antileghista e antiberlusconiano.
Il sottotitolo del libro è non a caso “l’alternativa mediterranea”, non si va oltre la solita logica
dell’alternativa: alla globalizzazione, alla concezione “monoteistica dell’occidente”, al “fondamentalismo del mercato” (sic!) (ora il fondamentalismo non è più quello islamico, è quello del mercato), alla “subordinazione atlantica” dell’Europa, insomma alla “deriva oceanica della globalizzazione”.

Insomma pare una teoria generale “oggettiva e scientifica” (il libro è di 650 pagine).

Ma in realtà non c’è incompatibilità tra globalizzazione e Mediterraneo, come tra globale e locale.
E’ l’arretratezza della globalizzazione che va combattuta insieme alla retorica localistica.
Il globale non è contro la terra natìa (nella fattispecie il Mediterraneo).

Berlusconi ha ricevuto le lodi da Gheddafi.
Il libro è già vecchio pur essendo del 2007.

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Messaggio Da Chiara il Lun Set 01 2008, 20:12

Che dire, in fondo c'è una contraddizione in quel che dice Cassano. La prima globalizzazione fu proprio quella dei romani, ricca di frutti, certo, ma sicuramente non pacifica.
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Messaggio Da Fast il Lun Set 01 2008, 21:14

Io contesterei alla base l'idea di un Mediterraneo "punto di incontro". Fu essenzialmente punto di scontro e solo l'affermarsi di forze egemoni riusciva a pacificarlo. Non scambierei il commercio per un gesto di amore tra popoli.
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Messaggio Da Chiara il Lun Set 01 2008, 21:47

Fu luogo di scontro. Ma cosa può essere? Cosa sarà?
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Messaggio Da Fast il Lun Set 01 2008, 22:11

Luogo di scontro, forse non crueno (spero) ma esisterà sempre la tendenza verso una egemonia.
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Messaggio Da skorrett il Lun Set 01 2008, 22:17

leggo normalmente per acquisire altri punti di vista ed idee stimolanti non per condividere per intero le tesi esposte. gli studi di geopolitica rappresentano una metodologia per mitigare gli schemi della politica e dell'economia, troppo rigide e scientifiche ora che le ideologie sono morte

per questo ho letto il vecchio libro di cassano - un sociologo partito dal marxismo ed oggi su posizioni neoconservative - dopo aver letto, lo scorso anno, l'altro libro che Cassano ha scritto insieme a Danilo Zolo, edito da Feltrinelli nel 2007 (che malcolm cita). (Danilo Zolo è un professore di diritto internazionale a Firenze).

Nei due libri non si parla di omogeneità dei popoli del mediterraneo (uniformità culturale o monoteista): come si potrebbe?, nè si prende ad esempio il mediterraneo dell'impero romano e greco con qualche nesso o continuità storica: come potrebbe essere?

l'unità (se cosi si puo' definire) si condensa quando 'la tradizione greca e la tradizione latina da una parte, e dall'altra parte la cultura ebraica e quella del mondo arabo-islamico, hanno reagito l'una sull'altra grazie alla mediazione feconda degli ebrei spagnoli e dei mussulmani moreschi (moriscos), che si erano rifugiati massicciamente nel maghreb nel corso del XVI secolo' (Danilo Zolo).

Contro gli stereotipi dell'egemonia greco-latina, o quelli dell'oreintalismo e del razzismo coloniale, la scuola algerina (vedere anche Guenon tra gli altri e Braudel) hanno rivalutato la cultura araba come elemento di diffusione artistica, commerciale, medica e matematica ed anche sulla benefica influenza dello sviluppo delle 'aree marine' e delle 'coste' del mediterraneo, stabilizzando le strutture abitative costiere, le culture rurali, i commerci fino ad allora dispersi e frammentari. etc

poi, per farla breve, l'eclisse mediterranea coincide con l'occidentalismo ed il commercialismo. oggi è un modello da studiare per trovare eventualmente risposte alternative alla globalizzazione o all'eccesso di europa

lo sta facendo massicciamente Sarkozy con una idea neocoloniale improvvisata e confusa, tendente a ridare alla Francia un ruolo di controllo del Mediterraneo con il fine di rinforzare la Francia all'interno della UE

con maggiore intelligenza Berlusconi e, in seguito credo, Tremonti l'Italia puo' giocarsi la carta del mediterraneo come avvenire d'europa anche in virtu' del suo passato, della sua tradizione e del suo ruolo geografico
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Messaggio Da Nazarine il Mar Set 02 2008, 13:22

Come scrive skorrett, se continuiamo di questo passo credo che fra cinque anni, l'Italia, riprenderà molto del lustro passato, date tempo al premier e vedrete quanti passi avanti, lo si sta già avvertendo. Il clima è diverso, nonostante la crisi, c'è più fiducia rispetto al governo di quei cialtroni dell'anno passato.

Ora siamo tutti fermi in attesa che l'uragano passi ma, appena si potrà di nuovo rischiare, ne vedremo delle belle nella nostra amata nazione. E' la prima volta che sento che il mio voto elettorale è stato azzaccato e che sta lavorando più che bene per me e la comunità
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Messaggio Da fabio il Mar Set 02 2008, 22:26

Nazarine ha scritto:. E' la prima volta che sento che il mio voto elettorale è stato azzaccato e che sta lavorando più che bene per me e la comunità


quoto. la sensazione in giro e' questa
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Messaggio Da skorrett il Mer Set 17 2008, 17:26

" Una possibile soluzione, secondo il numero uno della Cir, può venire dalla "sponda Sud del Mediterraneo". "Abbiamo - ha detto - una sponda naturale che è il Sud del Mediterraneo dove potremmo esportare conoscenze, tecnologie cultura. Per le nostre imprese, per lo più medio-piccole, la Cina e l'India sono paesi lontani e costosi. Noi abbiamo una Cina vicina: il Sud del Mediterraneo, a partire da Israele".

Un paese dal quale, secondo De Benedetti, possiamo imparare molto e i cui imprenditori guardano a noi "soprattutto dal punto di vista del marketing e del management perchè ci trovano simpatici". Qualità che, unite all'eccellenza di Israele dal punto di vista scientifico e tecnologico, potrebbero dare luogo "a una buona combinazione".

da repubblica - convegno aspen a roma
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Messaggio Da Mario Giardini il Mer Set 17 2008, 18:29

Nazarine ha scritto:Come scrive skorrett, se continuiamo di questo passo credo che fra cinque anni, l'Italia, riprenderà molto del lustro passato, date tempo al premier e vedrete quanti passi avanti, lo si sta già avvertendo. Il clima è diverso, nonostante la crisi, c'è più fiducia rispetto al governo di quei cialtroni dell'anno passato.

Ora siamo tutti fermi in attesa che l'uragano passi ma, appena si potrà di nuovo rischiare, ne vedremo delle belle nella nostra amata nazione. E' la prima volta che sento che il mio voto elettorale è stato azzaccato e che sta lavorando più che bene per me e la comunità


Cara Naz, mi piacerebbe crederlo, ma non è, semplicemente, possibile. Cinque anni? Vediamo.



1. Problema del debito pubblico. Supponiamo di volerlo rimborsare (costa 50 miliardi all'anno di interessi). Sono 1600 miliardi.

2. Problema delle infrastrutture.

2.1 Autostrade (ne occorrerebbero ottomila km). Ad un costo medio di 15 Milioni a Km, occorrono 120 Miliardi.

2.2 Viabilità normale. Più difficile da calcolare, ma possiamo supporre che ci vogliano altrettanti soldi che per le autostrade. 120 Miliadi.

2.3 Centrali nucleari. Per ottenere un minimo di protezione contro le forniture di energia, ne occorrerebbero 35 – 40. Costo: da 105 a 120 Miliardi.

2.4 TAV. Ne occorrono almeno 3000 Km. Oggi costano 65 M € a km (6 volte la media europea). Supponendo di abbattere i costi del 50%, significa spendere altri 100 Miliardi di euro.

2.5 Aeroporti. Andrebbero tutti rimodernati e collegati correttamente con i centri urbani serviti. 30 Miliardi.

2.6 Ferrovie normali. Le linee disponibili risalgono a inizio novecento. Sono 16 000 Km e andrebbero rifatti quasi tutti. Costi: forse 300 Miliardi.

2.7 Metropolitane. Roma, Napoli, Firenze, Palermo, ecc. Non bastano 50 Miliardi.

2.8 Ospedali. Forse occorrono 25 Miliardi.

2.8 Scuole. Altrettanti. 25 Miliardi.

2.10 Carceri e Giustizia in Generale: informatizzazione, ecc. Servono almeno 15-20 Miliardi.

2.11 Varie et eventuali. 100 Miliardi.



Totale: 2600 miliardi circa. Dividendo per 20 anni sono 130 Miliardi all’anno. Per vent’anni. Si può fare, ma a una sola condizione. Oggi lo stato spende 800 miliardi all’anno. 200 Sono di spesa non riducibile: pensioni. Il resto, 600, dovrebbe essere ridotto a 470. Una riduzione del 22%. Questo è il conto della serva, ma dà un’idea delle dimensioni dei problemi.
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Messaggio Da Balestra antonio il Mer Set 17 2008, 18:36

Sono stato sempre convinto che la convinzione è uguale alla pazzia,leggendovi me ne convinco ancora di più.Scherzate o ne siete proprio convinti? si vive in un clima di più sicurezza? ma dove vivete? Aumentano i clandestini ,i furti gli stupri,gli omicidi ,presto aumenterà luce e gas, il gasolio, non accenna a diminuite, la gente fa ancora più fatica ad arrivare alla fine del mese,e voi parlate come se stessimo godendo e navigando nel benessere e nella tranquillità. C’è un malcontento generale, fa acqua da tutte le parti , non ve ne accorgete? O questi problemi non vi toccano.
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Messaggio Da Mario Giardini il Mer Set 17 2008, 19:59

Balestra antonio ha scritto:Sono stato sempre convinto che la convinzione è uguale alla pazzia,leggendovi me ne convinco ancora di più.Scherzate o ne siete proprio convinti? si vive in un clima di più sicurezza? ma dove vivete? Aumentano i clandestini ,i furti gli stupri,gli omicidi ,presto aumenterà luce e gas, il gasolio, non accenna a diminuite, la gente fa ancora più fatica ad arrivare alla fine del mese,e voi parlate come se stessimo godendo e navigando nel benessere e nella tranquillità. C’è un malcontento generale, fa acqua da tutte le parti , non ve ne accorgete? O questi problemi non vi toccano.

Come disse Ricasoli di un avversario politico che sfoggiava una gran barba: troppi peli per un solo coglione.
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Messaggio Da Balestra antonio il Mer Set 17 2008, 21:24

Mario Giardini ha scritto:
Balestra antonio ha scritto:Sono stato sempre convinto che la convinzione è uguale alla pazzia,leggendovi me ne convinco ancora di più.Scherzate o ne siete proprio convinti? si vive in un clima di più sicurezza? ma dove vivete? Aumentano i clandestini ,i furti gli stupri,gli omicidi ,presto aumenterà luce e gas, il gasolio, non accenna a diminuite, la gente fa ancora più fatica ad arrivare alla fine del mese,e voi parlate come se stessimo godendo e navigando nel benessere e nella tranquillità. C’è un malcontento generale, fa acqua da tutte le parti , non ve ne accorgete? O questi problemi non vi toccano.

Come disse Ricasoli di un avversario politico che sfoggiava una gran barba: troppi peli per un solo coglione.
Si riferiva a lei Giardini?
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Messaggio Da sonar il Gio Set 18 2008, 11:13

secondo me questo governo di inett non ce la fa.
entriamo in recessione e fra 2 anni al massimo si va di nuovo a votare
lol!

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Messaggio Da sonar il Gio Set 18 2008, 11:15

giardini, le centrali nucleari sai dove te le devi mettere?
lol!

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Messaggio Da aladino il Gio Set 18 2008, 12:32

sì, a votare il bugliolo: prima di quanto immagini

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