L'acqua

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Re: L'acqua

Messaggio Da Giovanni Schioppo il Mer Set 17 2008, 20:39

Per Mario Giardini.
E' un buon augurio, e speriamo che le cose vadano così.
Se, però, applichiamo il concetto di entropia all'umanità (mi si perdoni, almeno per il momento l'illazione) ci troviamo di fronte a due possibilità: 1) l'umanità estrarrà sempre più energia dalla natura immettendola nel proprio sistema, e, in questo caso l'entropia può solo aumentare e con essa il grado di disordine totale e la probabilità statistica di nuovi conflitti; 2) l'umanità estrarrà meno energia dalla natura facendo, in questo modo, diminuire la sua entropia, il suo disordine e la probabilità di nuove guerre.
Purtroppo, però, i fenomeni storici e politici sono necessariamente irreversibili ed evolvono solo nella direzione che porta ad un aumento dell'entropia dei sistemi socio-politici che hanno generato i fenomeni stessi.
Ergo, non possiamo permetterci il lusso di essere troppo ottimisti.

Giovanni Schioppo

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Re: L'acqua

Messaggio Da Mario Giardini il Mer Set 17 2008, 21:03

Giovanni Schioppo ha scritto:Per Mario Giardini.
E' un buon augurio, e speriamo che le cose vadano così.
Se, però, applichiamo il concetto di entropia all'umanità (mi si perdoni, almeno per il momento l'illazione) ci troviamo di fronte a due possibilità: 1) l'umanità estrarrà sempre più energia dalla natura immettendola nel proprio sistema, e, in questo caso l'entropia può solo aumentare e con essa il grado di disordine totale e la probabilità statistica di nuovi conflitti; 2) l'umanità estrarrà meno energia dalla natura facendo, in questo modo, diminuire la sua entropia, il suo disordine e la probabilità di nuove guerre.
Purtroppo, però, i fenomeni storici e politici sono necessariamente irreversibili ed evolvono solo nella direzione che porta ad un aumento dell'entropia dei sistemi socio-politici che hanno generato i fenomeni stessi.
Ergo, non possiamo permetterci il lusso di essere troppo ottimisti.

Scusi, preferisco essere franco: mai visto prima una applicazione più bislacca del secondo principio della termodinamica. Mi sorprende soprattutto che venga fatta in questo momento, quando il principio è messo fortemente in discussione da molti scienziati (vedi teoria del caos, gli studi di Prygogine e altri).
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Re: L'acqua

Messaggio Da gbg il Gio Set 18 2008, 02:06

La privatizzazione dell’Acqua
Tuttavia, per quanto riguarda la gestione dell’acqua, c’è da fare i conti con un crescente fenomeno di privatizzazione dell’acqua. Nel Regno Unito è stata l’espressione di una scelta politica del governo Thatcher. La privatizzazione alla francese (fondata sul sistema della "gestione delegata" dei servizi alle compagnie private) è di gran lunga la più usata. In Canada vi sono stati dei tagli drastici alle spese per le infrastrutture e le municipalità locali sono state costrette ad affidare gli investimenti in materia di acqua alle compagnie private. Forti spinte per la privatizzazione sono presenti in Germania federale, in Irlanda, in Italia, nei Paesi Bassi. Moltissime le città nel Sud del Mondo in cui da diversi anni tale privatizzazione si è verificata.
"Qualunque sia la motivazione" – afferma Riccardo Petrella – "la privatizzazione dell’acqua non è una soluzione efficace dal punto di vista politico, sociale, economico, ambientale, etico. Non è giustificabile considerare l’acqua come una fonte di profitto. In quanto fonte di vita, l’acqua è un bene patrimoniale che appartiene agli abitanti del pianeta (così come agli organismi viventi). La privatizzazione del petrolio è stata e resta un errore storico fondamentale, che non può essere ripetuto: bisogna impedire la petrolizzazione dell’acqua"
La privatizzazione fa gonfiare i prezzi dell’acqua in maniera smisurata. Il capitale privato è consapevole del fatto che i servizi per l’acqua sono diventati un settore di attività molto redditizio. Così, le grandi multinazionali dell’acqua, (tra cui le francesi Suez-lyonnaise, Vivendi-Generale, Saur-Bouygues, o le più note Danone e Nestlé) spingono perché si sviluppi il mercato dell’acqua. Grazie alla loro potenza finanziaria, alla loro tecnologia e alle loro enormi competenze accumulate negli anni, esse sperano di assicurarsi il controllo di questi mercati.
Qualche esempio. La Danone ha acquisito la gestione di tre sorgenti: una in Indonesia, una in Cina e l’altra negli Stati Uniti. La Nestlé ha iniziato a commercializzare in Pakistan la sua prima acqua "purificata", acqua di rubinetto trattata con l’aggiunta di minerali.
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Re: L'acqua

Messaggio Da sonar il Gio Set 18 2008, 05:34

mettetevi bene in mente una cosa:

l'acqua è un diritto, non un bisogno

perciò non può essere equiparata al petrolio

sonar

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Re: L'acqua

Messaggio Da Ishtar il Gio Set 18 2008, 14:18

"Qualunque sia la motivazione" – afferma Riccardo Petrella – "la privatizzazione dell’acqua non è una soluzione efficace dal punto di vista politico, sociale, economico, ambientale, etico. Non è giustificabile considerare l’acqua come una fonte di profitto. In quanto fonte di vita, l’acqua è un bene patrimoniale che appartiene agli abitanti del pianeta (così come agli organismi viventi). La privatizzazione del petrolio è stata e resta un errore storico fondamentale, che non può essere ripetuto: bisogna impedire la petrolizzazione dell’acqua"

Sono d'accordo.
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Re: L'acqua

Messaggio Da Liutprando il Gio Set 18 2008, 17:24

Ishtar ha scritto:"Qualunque sia la motivazione" – afferma Riccardo Petrella – "la privatizzazione dell’acqua non è una soluzione efficace dal punto di vista politico, sociale, economico, ambientale, etico. Non è giustificabile considerare l’acqua come una fonte di profitto. In quanto fonte di vita, l’acqua è un bene patrimoniale che appartiene agli abitanti del pianeta (così come agli organismi viventi). La privatizzazione del petrolio è stata e resta un errore storico fondamentale, che non può essere ripetuto: bisogna impedire la petrolizzazione dell’acqua"

Sono d'accordo.
ma proprio per niente.
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Re: L'acqua

Messaggio Da sonar il Gio Set 18 2008, 19:23

ripeto:
l'acqua è un diritto, non è un bisogno come il petrolio o altro.
e i diritti non sono privatizzabili nè vendibili.
ci spettano e basta.
lol!

sonar

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Re: L'acqua

Messaggio Da Liutprando il Gio Set 18 2008, 19:47

L'acqua è di tutti. La gestione della distribuzione è organizzata. La gestione è un organizzazione e come tale può essere pubblica o privata.

L'acqua non è un diritto.
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Re: L'acqua

Messaggio Da Mario Giardini il Gio Set 18 2008, 19:58

Liutprando ha scritto:L'acqua è di tutti. La gestione della distribuzione è organizzata. La gestione è un organizzazione e come tale può essere pubblica o privata.

L'acqua non è un diritto.

Liut, è una delle tante balle ambientaliste. Non vale la pena occuparsene (per come la prospettano gli ambientalisti).
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Re: L'acqua

Messaggio Da Liutprando il Gio Set 18 2008, 20:06

Mario Giardini ha scritto:
Liutprando ha scritto:L'acqua è di tutti. La gestione della distribuzione è organizzata. La gestione è un organizzazione e come tale può essere pubblica o privata.

L'acqua non è un diritto.

Liut, è una delle tante balle ambientaliste. Non vale la pena occuparsene (per come la prospettano gli ambientalisti).
Concordo.
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Re: L'acqua

Messaggio Da sonar il Gio Set 18 2008, 20:58

lacqua, come l'aria, è un diritto.
punto.
lol!

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Re: L'acqua

Messaggio Da gbg il Ven Set 19 2008, 00:37

Il 2° Forum Mondiale dell’Acqua
La guerra mondiale dell’acqua è stata lanciata e sembra che questa sia stata e continui ad essere legittimata anche a livello internazionale.
Infatti, proprio durante il secondo Forum Mondiale sull’Acqua, svoltosi all’Aia dal 17 al 22 marzo 2000 e organizzato dalla Commissione Mondiale per l’Acqua, è stata approvata una Dichiarazione Ministeriale perlomeno discutibile, che sancisce la vittoria della concezione dell’acqua come bene di mercato e non come diritto naturale di tutti.
Il Forum ha rigettato l’idea dell’accesso all’acqua come un diritto umano e sociale inalienabile; riconoscere tale diritto avrebbe comportato l’introduzione nella politica concreta dell’acqua di regole ed obblighi per gli Stati e per le imprese private, che né gli uni né le altre accettano con entusiasmo.
La Dichiarazione afferma, inoltre, che l’acqua è una risorsa naturale sempre più cara perché in via di rarefazione crescente a causa dell’inquinamento e degli sperperi; è dunque un "bene economico".
Secondo la Dichiarazione, l’acqua deve avere un valore di mercato e il suo prezzo deve essere calcolato e definito sulla base del costo totale di produzione, al fine di assicurare al capitale la remunerazione più adeguata del suo intervento.
"La via è aperta alla petrolizzazione dell’acqua" – afferma ancora Riccardo Petrella – "La riduzione dell’acqua ad una merce, e come tale, alle regole dell’economia capitalista di mercato nell’ambito della libera concorrenza e del libero commercio non poteva essere espressa in maniera più chiara ed esplicita. La nuova saga dell’acqua come L’oro blu del 21° secolo ha trovato all’Aia una consacrazione politica e scientifica al più alto livello internazionale".
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Re: L'acqua

Messaggio Da sonar il Ven Set 19 2008, 05:38

gbg, non ci sono cazzi.
l'acqua è indispensabile alla vita. senza acqua si muore.
se c'è il diritto fondamentale alla vita (lo sancisce persino la Chiesa) c'è anche il diritto INALIENABILE all'acqua.
possono fare tutti i forum che vuoi. a meno di stabilire che il genocidio è legale non si può che considerare l'acqua un diritto.
tutto il resto è fuffa
lol!

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Re: L'acqua

Messaggio Da gbg il Sab Set 20 2008, 00:47

Un Contratto Mondiale sull’Acqua
Le alternative esistono e sono possibili. E’ necessario attivarsi per un Contratto Mondiale sull’acqua, fondato su alcuni principi necessari ed indispensabili per una politica solidale dell’acqua a livello locale e mondiale.
L’acqua appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune.
In quanto fonte di vita insostituibile per l’ecosistema, l’acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune. A nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata.
L’acqua è patrimonio dell’umanità. La salute individuale e collettiva dipende da essa. L’agricoltura, l’industria e la vita domestica sono profondamente legate ad essa. Il suo carattere " insostituibile " significa che l’insieme di una comunità umana – ed ogni suo membro – deve avere il diritto di accesso all’acqua, e in particolare, all’acqua potabile, nella quantità e qualità necessarie indispensabili alla vita e alle attività economiche.
Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile individuale e collettivo
L’acqua appartiene più all’economia dei beni comuni e della distribuzione della ricchezza che all’economia privata dell’accumulazione individuale ed altre forme di espropriazione della ricchezza. Mentre nel passato la condivisione dell’acqua è stata spesso una delle maggiori cause delle ineguaglianze sociali, la civilizzazione di oggi riconosce l’accesso all’acqua come un diritto fondamentale, inalienabile, individuale e collettivo. Il diritto all’acqua è una parte dell’etica di base di una buona società e di una buona economia.
L’acqua deve contribuire al rafforzamento della solidarietà fra i popoli, le comunità, i paesi, i generi, le generazioni.
Le risorse d’acqua sono distribuite in modo ineguale. Questo non significa che deve esserci anche ineguaglianza nell’accesso all’acqua fra le persone, le comunità e le regioni. Inoltre, l’ineguaglianza nella distribuzione dell’acqua e della ricchezza finanziaria non significa che le persone ricche d’acqua e ricche economicamente possano farne l’uso che vogliono, anche venderla (o comprarla) all’esterno per derivarne il massimo profitto. L’acqua è "res publica". La gestione dell’acqua, inoltre, è fondamentalmente un affare dei cittadini, una pratica di democrazia locale, nazionale, internazionale e mondiale.
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Re: L'acqua

Messaggio Da Ishtar il Sab Set 20 2008, 14:49

gbg ha scritto:Un Contratto Mondiale sull’Acqua
Le alternative esistono e sono possibili. E’ necessario attivarsi per un Contratto Mondiale sull’acqua, fondato su alcuni principi necessari ed indispensabili per una politica solidale dell’acqua a livello locale e mondiale.
L’acqua appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune.
In quanto fonte di vita insostituibile per l’ecosistema, l’acqua è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune. A nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata.
L’acqua è patrimonio dell’umanità. La salute individuale e collettiva dipende da essa. L’agricoltura, l’industria e la vita domestica sono profondamente legate ad essa. Il suo carattere " insostituibile " significa che l’insieme di una comunità umana – ed ogni suo membro – deve avere il diritto di accesso all’acqua, e in particolare, all’acqua potabile, nella quantità e qualità necessarie indispensabili alla vita e alle attività economiche.
Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile individuale e collettivo
L’acqua appartiene più all’economia dei beni comuni e della distribuzione della ricchezza che all’economia privata dell’accumulazione individuale ed altre forme di espropriazione della ricchezza. Mentre nel passato la condivisione dell’acqua è stata spesso una delle maggiori cause delle ineguaglianze sociali, la civilizzazione di oggi riconosce l’accesso all’acqua come un diritto fondamentale, inalienabile, individuale e collettivo. Il diritto all’acqua è una parte dell’etica di base di una buona società e di una buona economia.
L’acqua deve contribuire al rafforzamento della solidarietà fra i popoli, le comunità, i paesi, i generi, le generazioni.
Le risorse d’acqua sono distribuite in modo ineguale. Questo non significa che deve esserci anche ineguaglianza nell’accesso all’acqua fra le persone, le comunità e le regioni. Inoltre, l’ineguaglianza nella distribuzione dell’acqua e della ricchezza finanziaria non significa che le persone ricche d’acqua e ricche economicamente possano farne l’uso che vogliono, anche venderla (o comprarla) all’esterno per derivarne il massimo profitto. L’acqua è "res publica". La gestione dell’acqua, inoltre, è fondamentalmente un affare dei cittadini, una pratica di democrazia locale, nazionale, internazionale e mondiale.

Straquoto!
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Re: L'acqua

Messaggio Da Mario Giardini il Sab Set 20 2008, 21:19

[quote="gbg"]Un Contratto Mondiale sull’Acqua
quote]

E' nato il messianismo acquifero. Prepariamoci: ai maschietti consiglio una carioletta portapalle.
Peccato, però. Avrei preferito un messianismo di-vino. Infatti, un manifesto come quello che segue mi troverebbe fra i firmatari:


Un Contratto Mondiale sul vino.

Le alternative esistono e sono possibili. E’ necessario attivarsi per un Contratto Mondiale sul vino, fondato su alcuni principi necessari ed indispensabili per una politica solidale del vino a livello locale e mondiale.

Il vino appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune.

In quanto fonte di vita insostituibile per l’ecosistema, il vino è un bene vitale che appartiene a tutti gli abitanti della Terra in comune. A nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata.

Il vino è patrimonio dell’umanità. La salute individuale e collettiva dipende da essa. L’agricoltura, l’industria e la vita domestica sono profondamente legate ad essa. Il suo carattere " insostituibile " significa che l’insieme di una comunità umana – ed ogni suo membro – deve avere il diritto di accesso al vino, e in particolare, al vino di uva, nella quantità e qualità necessarie indispensabili alla vita e alle attività economiche.

Il diritto al vino è un diritto inalienabile individuale e collettivo

Il vino appartiene più all’economia dei beni comuni e della distribuzione della ricchezza che all’economia privata dell’accumulazione individuale ed altre forme di espropriazione della ricchezza. Mentre nel passato la condivisione del vino è stata spesso una delle maggiori cause delle ineguaglianze sociali, la civilizzazione di oggi riconosce l’accesso al vino come un diritto fondamentale, inalienabile, individuale e collettivo. Il diritto al vino è una parte dell’etica di base di una buona società e di una buona economia.

Il vino deve contribuire al rafforzamento della solidarietà fra i popoli, le comunità, i paesi, i generi, le generazioni.

Le risorse di vino sono distribuite in modo ineguale. Questo non significa che deve esserci anche ineguaglianza nell’accesso al vino fra le persone, le comunità e le regioni. Inoltre, l’ineguaglianza nella distribuzione del vino e della ricchezza finanziaria non significa che le persone ricche di vino e ricche economicamente possano farne l’uso che vogliono, anche venderlo (o comprarlo) all’esterno per derivarne il massimo profitto. Il vino è "res publica". La gestione del vino, inoltre, è fondamentalmente un affare dei cittadini, una pratica di democrazia locale, nazionale, internazionale e mondiale.

In grassetto è evidenziato il messaggio politico (anche per il vino).
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Re: L'acqua

Messaggio Da Mario Giardini il Lun Set 29 2008, 21:01

gbg ha scritto:Il 2° Forum Mondiale dell’Acqua
La guerra mondiale dell’acqua è stata lanciata e sembra che questa sia stata e continui ad essere legittimata anche a livello internazionale.
Infatti, proprio durante il secondo Forum Mondiale sull’Acqua, svoltosi all’Aia dal 17 al 22 marzo 2000 e organizzato dalla Commissione Mondiale per l’Acqua, è stata approvata una Dichiarazione Ministeriale perlomeno discutibile, che sancisce la vittoria della concezione dell’acqua come bene di mercato e non come diritto naturale di tutti.
Il Forum ha rigettato l’idea dell’accesso all’acqua come un diritto umano e sociale inalienabile; riconoscere tale diritto avrebbe comportato l’introduzione nella politica concreta dell’acqua di regole ed obblighi per gli Stati e per le imprese private, che né gli uni né le altre accettano con entusiasmo.
La Dichiarazione afferma, inoltre, che l’acqua è una risorsa naturale sempre più cara perché in via di rarefazione crescente a causa dell’inquinamento e degli sperperi; è dunque un "bene economico".
Secondo la Dichiarazione, l’acqua deve avere un valore di mercato e il suo prezzo deve essere calcolato e definito sulla base del costo totale di produzione, al fine di assicurare al capitale la remunerazione più adeguata del suo intervento.
"La via è aperta alla petrolizzazione dell’acqua" – afferma ancora Riccardo Petrella – "La riduzione dell’acqua ad una merce, e come tale, alle regole dell’economia capitalista di mercato nell’ambito della libera concorrenza e del libero commercio non poteva essere espressa in maniera più chiara ed esplicita. La nuova saga dell’acqua come L’oro blu del 21° secolo ha trovato all’Aia una consacrazione politica e scientifica al più alto livello internazionale".

Questi dati sono validi solo per gli USA, e sono pubblicati U.S. Geological Survey Information Services. Quindi sono dati ufficiali e affidabili.
Dunque, senza tradurre tutto, si può affermare che:
1. Il consumo pro-capite di acqua è diminuito dal 1990. Infatti, nel 1990 era 1620 galloni per giorno e per persona. Nel 2000, 1430.
2. I consumi sono aumentati stabilmente fra il 1950 e il 1980, ma dall’85 sono variati di meno del 3%
3. Il maggior uso di acqua si fa nelle centrali elettriche (viene usata come liquido di raffreddamento: 48% del totale, un terzo di questo 48% è acqua marina, cioè salata)
4. L’acqua per irrigazione è il 34% del totale, ma il 40% di quella dolce. Il consumo è stabile dal 1985, nonostante che la superficie coltivata sia aumentata complessivamente del 8%.
5. Il consumo per usi industriali è diminuito dal 1985 al 2000 di circa il 20%
6. Nonostante che dal 1950 al 2000 la popolazione sia aumentata del 90%, il consumo d’acqua è aumentato solo del 127%. E ciò nonostante l’aumento di consumi dovuti all’agricoltura, all’industria, all’energia elettrica.
7. Infine. Solo l’11% di fornitura d’acqua è coperto dal pubblico. Il resto è privato.

Domande: il quadro di chi paventa scarsità, guerre planetarie, petrolizzazione dell’acqua vi sembra credibile, alla luce di questi dati che riguardano il paese capitalista per eccellenza? A me no.

Estimated Use of Water in the United States in 2000

• Withdrawals totaled 408 billion gallons per day in 2000

• Freshwater withdrawals were 85 percent of the total

• Seventy-nine percent of total withdrawals were from surface water

• Thermoelectric-power plants withdrew an estimated 195 billion gallons per day

What Were the Withdrawals in 2000?

A report by the U. S. Geological Survey (USGS), “Estimated use of water in the United States in 2000” (USGS Circular 1268), shows that about 408 billion gal­lons of water per day were with­drawn for use in the United States during 2000. Withdrawals in 1990 averaged nearly 1,620 gallons per day per person; in 2000, the per capita aver­age had declined to about 1,430 gallons per day. During the same decade, the United States experi­enced a population increase of about 33 million. Total withdrawals increased steadily from 1950 to 1980 but have var­ied less than 3 percent since 1985.

Seventy-nine percent of the 2000 withdrawals were from surface water, and the remainder was from ground water. About 85 percent of total withdrawals were freshwater because it is required for many uses. The saline withdrawals were nearly all from surface water. California, Texas, and Florida withdrew the most water; together they accounted for one-fourth of all water withdrawals in 2000.

What Are the Types of Water Users?
Thermoelectric-power plants accounted for 48 percent of total withdrawals (195,000 million gallons per day [Mgal/d]) in 2000. Surface water was the source for more than 99 percent of total thermoelectric-power withdrawals, one third of which were saline. Histori­cally, large supplies of water, mainly for cooling, had to be available to operate thermoelectric-power plants. For this reason, large power plants have been sited near the oceans, the Great Lakes, the Gulf of Mexico, and large rivers.
Withdrawals for irrigation were about 137,000 Mgal/d, second only to thermoelectric power nationwide. Irrigation represented 34 percent of total withdrawals and 40 percent of total freshwater withdraw­als. Eighty-six percent of irrigation with-drawals, and 75 percent of the total land irrigated in 2000 were in the 17 conterminous Western States. Withdrawals for irrigation have remained nearly stable since 1985 despite an 8-percent increase in total acres irrigated.
During 2000, public sup­pliers withdrew about 43,300 Mgal/d of freshwater. Public-supply withdrawals constituted about 11 percent of total water withdrawals and about 13 percent of total freshwater withdrawals. About 63 percent of these withdrawals was from surface-water sources.
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Re: L'acqua

Messaggio Da Mario Giardini il Lun Set 29 2008, 21:02

USGS Report Parte II


Public-water suppliers deliver water to users for household (domestic), indus­trial, commercial, and other purposes. If a home is not connected to a public-supply system, the household needs its own water supply. Typically homes in urban settings are served by public-supply systems, rural homes have their own wells, and suburban homes may have either source of water. During 2000, about 43.5 million people had their own water supply, using about 3,590 Mgal/d, most of which was ground water. During 1950, 62 percent of the population was served by public supplies; by 2000 this had risen to 85 percent.Total water use by category, 2000Dependence on public supplies during 2000 varied from 49 percent in the U.S. Virgin Islands to 100 percent in the Dis­trict of Columbia and Puerto Rico. (The District of Columbia, Puerto Rico, and the U.S. Virgin Islands are referred to here as States for brevity.)
For 2000, self-supplied industrial with­drawals were an estimated 19,700 Mgal/d or about 5 percent of total withdrawals. Industrial water use includes water used for the manufacture and production of commodities such as food, paper, chemicals, refined petroleum, and refined metals. Water for industrial uses may be delivered from a public supplier or be self-supplied. Surface water was the source for 82 percent of total industrial withdraw­als. Less than 7 percent of total industrial withdrawals were from saline water.
Since 1985, withdrawals for industrial uses have declined steadily from about 25,800 Mgal/d to 19,700 Mgal/d in 2000. This decline may be due to a combina­tion of factors. The number of production workers in manufacturing establishments has dropped about 5 percent since 1989; some intensive water-using industries, such as petroleum and coal products, have undergone large reductions1. Envi­ronmental laws and regulations also have encouraged more efficient use of water by industrial facilities.
Combined withdrawals for livestock, aquaculture, and mining were less than 3 percent of total withdrawals in 2000. Aquaculture includes fish farms and fish hatcheries. Only freshwater was consid­ered for the livestock and aquaculture categories. During 2000, ground water accounted for 29 percent of the withdrawals for aquaculture. Livestock with­drawals were an estimated 1,760 Mgal/d, 58 percent from ground water. Mining water use is the use of water for extract­ing solid minerals (such as copper), liquids (such as petroleum), and gas (such as natural gas). Mining water use in 2000 was 58 percent ground water and 58 percent freshwater.
Water Use in Perspective
Based on the trend of water withdraw­als as estimated by the USGS in 5-year intervals since 1950, total withdrawals, thermoelectric-power withdrawals, and irrigation withdrawals peaked about 1980. Public-water supply withdrawals have increased steadily since 1950, and domestic withdrawals also have generally increased since 1950. Self-supplied industrial is the only category to decline consistently dur­ing the past two decades. Although population increased almost 90 percent from 1950 to 2000, total withdrawals increased 127 percent during the same period.
What Is the Importance of Nationwide Water-Use Data?
Water-use estimates are published in USGS Circular 1268, “Estimated use of water in the United States in 2000.” Every 5 years, the USGS compiles water-use information in cooperation with State, Federal, and local agencies to document how the Nation’s water resources are used. Circular 1268 is the most recent publication in a series that presents 50 years of water-use data in the United States.
Federal, State, and local agencies play a key role in the collection and dissemination of water-use data. The USGS, by compiling and publishing water-use estimates for the Nation, provides water-resource planners with the information needed to address problems involving water-resource allocation and environ­mental impact. Having access to these data allows engineers, scientists, and policy makers to assess current and future water-use needs.
1U.S. Department of Commerce, Bureau of Economic Analysis, 2003, report SA25, Income and employment tables by SIC industry, 1969 –2001, accessed July 11, 2003 at http://www.bea.gov/bea/regional
By Deborah S. Lumia, Kristin S. Linsey, and Nancy L. Barber
For More Information
USGS Circular 1268 “Estimated use of water in the United States in 2000” and USGS water-use contacts by State are available at http://water.usgs.gov/watuse
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Mario Giardini

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Re: L'acqua

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