Le br, 25 anni dopo

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Messaggio Da Cagliostro49 il Gio Ago 07 2008, 21:39

Fesso labore spartano....... come vedi.........
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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da aladino il Ven Ago 08 2008, 00:44

[....)
Ciao, Puccettino, principessa d'oro. Ciao, Neno, bello come un amore.
Lettera scritta da Enrico vezzalini prima di essere fucilato: le cui ultime parole furono:"Perdono tutti, Viva l'Italia, Viva il fascismo".
Visto che parliamo di buone intenzioni.[/quote]


Che Scalfaro , (magistrato della RSI e sedicente doppiogiochista) possa finire all' inferno.....(sempre che lo accettino)

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da Ospite il Ven Ago 08 2008, 01:13

Devo ammettere che Fast ha ragione (raramente ma in questo caso....) quando dice che gli italiani volevano più un frigorifero nuovo di un nuovo Comunismo.
L'italiano medio è sempre stato così....del resto

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da malcolm il Ven Ago 08 2008, 09:14

Inizio con una citazione di Freud, un medico che vede le cose della società da medico; dunque nessun colore politico:
"C'è da attendersi che le classi (...) (subalterne) invidino ai più fortunati i loro privilegi e facciano di tutto per sbarazzarsi del più di privazioni loro imposto. Dove ciò non è possibile, si afferma all'interno ...(della civiltà) un malcontento durevole,in grado di condurre a pericolose ribellioni (...) è compressibile che gli oppressi sviluppino un'intensa ostilità contro la civiltà, da essi consentita con il lavoro, ma dei cui beni ricevono una parte insufficiente (...) E' inutile aggiungere che una civiltà, che lascia insoddisfatti un così gran numero di suoi partecipi e li spinge alla rivolta, non ha prospettive - nè merita - di durare a lungo" (L'avvenire di un'illusione, 1927).

1. - Abbiamo da un lato questo dato di realtà per la società italiana dell'epoca (parlo di società e non di civiltà) - dal dopoguerra agli anni di piombo.
2. - Dall'altro lato abbiamo una "cultura" politica che proveniva a) dalla lotta partigiana e dalla resistenza e b) dalle correnti più estreme e staliniste del PCI. Psicologicamente potrei definirla una cultura del risentimento e dell'invidia tesa a una giustizia sociale tramite un giustizialismo diffuso. Ai gruppi storici si affiancarono giovani sostanzialmente "nichilisti" per i quali fare un attentato era sempre meglio che non fare nulla.

Considerazione generale sui trenta-quarant'anni dalla Liberazione. Se togliamo lo sviluppo tecnologico del paese (autostrade, automobile, boom, la legge sul divorzio, ecc.) che altro non era che la necessaria omologazione allo sviluppo della tecnica moderna mondiale, tutto il resto non era solamente consistito nella speculazione edilizia (le mani sulla città), nella occupazione dello Stato da parte della DC e poi dei partiti (PCI e sindacati compresi). Questo ceto politico (ma già allora esisteva la casta, anzi da allora è iniziata la casta) era lontano dalla società civile. (Quando si avvicinava ad esso era solo per spegnere le domande culturali e libertarie - vedi come fu censurato Pier Polo Pasolini e come fu "sconfitto"dal PCI il movimento del '68 perchè il modelli italiani della cosiddetta "lotta politica" non fossere rinnovati).
Dunque c'è da chiedersi quale civiltà ci fu in quegli anni? O dobbiamo concludere con Freud medico della civiltà che "una civiltà, che lascia insoddisfatti un così
gran numero di suoi partecipi e li spinge alla rivolta, non ha
prospettive - nè merita - di durare a lungo"?
Bisognerebbe, nello spirito di Nietzsche, enucleare l'insieme "politico-morale-religioso" che in realtà comandava la società. Se da un lato il PCI aveva abbandonato ogni ermeneutica del pensiero di Marx (ma dire "abbandonato" è troppo: in realtà non l'ha mai sperimentata) per il dialogo tra comunisti e cattolici, se la Chiesa - qualunque fosse il governo - comandava idelmente sulla società, anche attraverso la DC,se la difesa dello stats quo dei valori morali era il prius, è evidente che la siuazione della classe operaia o delle periferie non veniva vista nella sua sofferenza reale, ma solo in quella "morale". Così lo sfascio del paese andava avanti. Ma andava avanti - contrariamente a quanto pensava Freud - anche la durata di "questa civiltà", la lunga durata che il terrorismo non riuscì a interrompere essendo fondato su politiche del risentimento e tipi di comunismo estremo che nulla avevano a che fare con Marx.
Dunque mancò allora - come del resto oggi - una autentica ermeneutica del pensiero di Marx e una attualizzazione del pensiero di Nietzsche.
Su al lavoro cheers

(fine terza puntata)

malcolm

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da aladino il Ven Ago 08 2008, 16:36

E come curare la sifilide con il sale inglese

aladino

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da malcolm il Ven Ago 08 2008, 17:03

Hai mai sentito parlare di perdita dei valori e della necessità di nuovi valori?
Bene, i nuovi valori dove li vai a pescare?

malcolm

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da aladino il Ven Ago 08 2008, 17:19

La metafora e' lapidaria.....come non carpirla....
Fa anche molto caldo.........

aladino

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da malcolm il Ven Ago 08 2008, 17:26

Scusami Aladino, ma che ne so io di sifilide?!

malcolm

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da aladino il Ven Ago 08 2008, 17:31

Vedi su tu fossi stato un tombeur de fammes come mi onoro di essere tutt'oggi , ti saresti premurato di conoscere i guai venerei e come evitarli....
Cosa di cui sono orgoglioso, nonostante sia onusto di pugna ( non fare facili battute...) lol!

aladino

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da malcolm il Ven Ago 08 2008, 17:35

Cosa vuol dire? che non essere un tombeur des fammes, non ti da diritto a una spiegazione?
Ma questa non è goliardia?

malcolm

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da aladino il Ven Ago 08 2008, 17:42

Perche' ti reputo persona intelligente, spiegare il mio post potrebbe urtare la tua suscettibilita'.....solo discrezione e apprezzamento, mon amì.......

aladino

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da malcolm il Ven Ago 08 2008, 17:43

che pauraaaaaaaaaaa.......

malcolm

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da aladino il Ven Ago 08 2008, 18:08

cheers bounce cheers bounce cheers

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da malcolm il Ven Ago 08 2008, 18:14

bounce cheers bounce cheers

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da malcolm il Sab Ago 09 2008, 09:24

Come e perchè si supera il nichilismo sarà il tema della prossima e ultima puntata.
Perchè sia chiaro che il nichilismo - e ancor più il terrorismo - sono le prospettive superate da Marx, Nietzsche e Heidegger ai quali io mi richiamo Twisted Evil

malcolm

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da malcolm il Sab Ago 09 2008, 09:31

“Ciò che avete ereditato, acquisito,
ciò che la bocca dei padri vi ha narrato e insegnato, legge e usanza, i nomi
dei vecchi Dei, valorosamente dimenticateli! E come chi è nuovo nato levate gli
occhi alla divina Natura…” (Hölderlin)

malcolm

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da aladino il Sab Ago 09 2008, 22:19

E come chi è nuovo nato levate gli
occhi alla divina Natura
…” (Hölderlin)



e , dopo, lavatevi le mani.......

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oltre il nichilismo

Messaggio Da malcolm il Lun Ago 11 2008, 08:26

Sia chiaro che
andare oltre il nichilismo non significa dire sì allo status quo e ai dominatori, cioè a coloro che intendono per “dominare”:
“trafficare e mercanteggiare per il potere”(Così
parlò Zarathustra
).



Per Nietzsche,
“ai fabbricanti e ai grandi imprenditori
del commercio sono mancati, sino ad oggi, tutti quei segni e quelle forme della
razza superiore (…) se essi avessero
avuto nello sguardo e nei gesti la distinzione della nobiltà di sangue, forse
tra le masse non sarebbe nato il socialismo” (La Gaia Scienza).



“Razza superiore”
e “nobiltà di sangue” nel pensiero di Nietzsche non sono termini razzisti, ma
metafore per indicare “spiriti liberi” o uomini ben riusciti o infine
superuomini (che non hanno niente a che fare con i supermen).



Dunque per lui –
come per Marx – gli imprenditori “sino
ad oggi” sono uomini di scarso valore e
per Nietzsche essi probabilmente hanno favorito la nascita del socialismo - che avrebbe potuto essere evitato se fosse
stato evitato lo sfruttamento del loro lavoro da parte di questi uomini rozzi.



Questi uomini di
scarso valore ebbero e hanno dalla loro parte lo Stato che è “il più freddo di tutti i freddi mostri”.



Ma Nietzsche non
si assoggetta: “Io contraddico come mai è stato contraddetto e ciò nonostante
sono il contrario di uno spirito negatore
(Ecce homo). Egli è uno
spirito positivo.



Gli spiriti
negatori sono quelli che invidiano e odiano e sono animati dal risentimento. Al nostro stomaco – dice Zarathustra - “ ripugna
tutto questo infuriarsi e odiare e rigurgitare”.



Lo spirito
negatore è all’origine quello che nega la pienezza della vita: il cristianesimo,
con il suo preferire l’ideale dell’al di là alla piena e pagana vita sulla terra.



Lo spirito libero
è, invece, uno spirito affermativo che afferma, appunto, la ricchezza della vita e il piacere di cui la
vita è sorgente.



Non c’è bisogno
di confutare, negare , ma basta lasciar
essere la “decomposizione” dei valori. Che futuro possono avere valori che sono
disvalori? Jacques Derrida sulla scia di Nietzsche parlerà un secolo dopo di Decostruzione in atto.



Col negare e con
il confutare, invece, si diventa moralisti,
cattolici, comunisti, ideologi, predicatori…illudendosi così di “migliorare”
l’umanità; in realtà provocando il suo indebolirsi.



Gli spiriti
liberi, affermativi della vita, non vogliono “migliorare” o “correggere”
l’umanità predicando una morale dell’ideale futuro contro la vita ora.



“Noi filosofi e
“spiriti liberi” - dice Nietzsche - ci sentiamo, alla notizia che il vecchio Dio è morto, come sfiorati da
una nuova aurora, siamo felici perché
l’orizzonte ora è libero (La Gaia
Scienza
).



“Vecchio Dio”
vuol dire per Nietzsche: vecchi
valori, vecchia morale, vecchia politica, tutti “padri padroni” del pensiero.



“Ciò che avete
ereditato, acquisito, ciò che la bocca dei padri vi ha narrato e insegnato,
legge e usanza, i nomi dei vecchi Dei, valorosamente dimenticateli! E come chi
è nuovo nato levate gli occhi alla divina Natura…” scriveva Hölderlin quasi un
secolo prima.



(Se consideriamo
i 60 anni di storia italiana, di padri
padroni del pensiero
ne troviamo tanti: Chiesa, Dc, Pci, letture canoniche-togliattiane
di Marx, cattedratici di Nietzsche,
ecc.)



Fino a quando
dominerà la contro-natura millenaria del moralismo, la realtà non sarà visibile
nei suoi tratti limpidi. Perché “la realtà è stata spogliata del suo valore,
del suo senso, della sua veracità, nella misura in cui si è inventato un mondo
ideale (…) maledizione scagliata contro la realtà, l’umanità stessa è
diventata, per suo mezzo, mendace e falsa, già nei suoi istinti più
sotterranei”.



Solo dopo che si
sono superati i vari nichilismi,
emergono i problemi reali e, per esempio, “il concetto di politica” trapassa “interamente in una guerra di spiriti”
perché “tutte le forme di potere della
vecchia società sono saltate in aria – si basano tutte sulla menzogna”.
Politica come guerra di spiriti, come critica decostruttiva radicale del
nichilismo inconcludente celato dietro le politiche tradizionali.



Ecco i tipi di
nichilismo.



1. Nichilismo passivo - quello della rinuncia alla vita, dell’amore per la morte -;
2. nichilismo attivo - quello del vuoto dei valori che il primo ha prodotto, cioè ancora il nulla. Tutto è nulla, e allora
Viva il caos e la distruzione! Viva la
morte!
Largo all’avvenire!” (Lèon
Bloy, cit. in Frammento di Lenzerheide, pag. 57). Come fece notare P.
Bourget, questi nichilisti alla fine fanno un voltafaccia. Non prendeteli,
dunque, sul serio
né prima né dopo il voltafaccia con cui abbracciano cristianesimo,
buddismo o induismo.



Entrambi questi
tipi di nichilismo esprimono una "tensione verso…" (per es. il bel Sol dell’avvenire), mai l’affermazione della vita ora.



3. Infine, il nichilismo perfetto“il crollo completo dei
valori finora in vigore (…) implica l’incondizionata necessità della posizione
di nuovi valori. La svalutazione dei valori finora supremi non è che lo stadio
storico preliminare di un corso della storia ” (Heidegger).



Infatti Nietzsche
dice: “abbiamo bisogno, prima o poi, di nuovi
valori…
”. Valori che esprimano l’affermazione della vita o la vita come
affermazione.



Realtà e veri
problemi sono per lui: “problemi del nutrimento, dell’abitazione, della dieta
spirituale, della cura delle malattie, della pulizia, del tempo atmosferico”,
un nuovo partito della vita che abbia come compiti principali “l’educazione e
la crescita dell’umanità”; salute invece della salvezza dell’anima! problemi
dell’alimentazione…



“Tutti i problemi
politici, dell’organizzazione sociale, dell’educazione sono stati falsati sulla
base del fatto di aver preso per grandi uomini gli uomini più dannosi, di aver
insegnato a disprezzare le ‘piccole cose, voglio dire le questioni basilari della
vita stessa”.



Non si tratta di
migliorare o correggere con ideali morali l’umanità, ma di avere a cuore la
realtà dell’umanità. Le questioni
- morali e politiche - dell’anima hanno sviato l’umanità dal risolvere problemi
che si potevano risolvere con la tecnica - per esempio il problema
dell’economia (eco-nomia) e del
benessere (ben-essere) senza la drammatizzazione del conflitto sociale.



“Avremo bisogno
di istituzioni per imparare a vivere” dice Nietzsche, accennando anche a
necessari seminari sul suo Zarathustra -
“la bibbia del futuro”. La nuova vita non è rinuncia in attesa dell’al di là,
ma afferma il presente, la vita adesso, dopo la crifica delle falsi morali (del lavoro, sessuali, della famiglia, del matrimonio, ecc.).Essa è un “felice guardare avanti, in
un futuro che non deve restare solo una promessa”.



Dalla promessa del regno dei cieli si passa a quella del futuro-non-solo-promesso.
E’ questa la rivoluzione copernicana dell’ oltre-il-nichilismo.
cat Laughing cat Basketball



(fine quarta e
ultima puntata)

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da catilina il Lun Ago 11 2008, 13:00

citazioni a parte, sempre utili, ma il "nichilismo" cos'è?
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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da malcolm il Lun Ago 11 2008, 16:33

Enciclopedia Rizzoli Larousse
s.m.
1. FILOS. Tendenza a negare in modo assoluto
l'esistenza della realtà o di alcuni valori di essa. (È usato più spesso in
riferimento a Nietzsche per indicare l'inevitabile decadenza della cultura
occidentale e dei suoi valori.)
2. Tendenza rivoluzionaria dell'intellighenzia russa della fine dell'Ottocento
che, fidando ciecamente nella scienza, rifiutava tutti i valori tradizionali.
3. estens. Ogni atteggiamento genericamente rinunciatario e negativo nei
confronti del mondo.


Rolling Eyes

Per me, dando un'altra definizione da enciclopedia (aggiornata), è una forma di idealismo e di metafisica di rinuncia o di negazione della vita che secondo Nietzsche ha inizio con Platone e con il cristianesimo - definito “un platonismo per il popolo”.
Con “nichilismo perfetto o classico” si intende il suo attraversamento e la incondizionata necessità di nuovi valori (Nietzsche e Heidegger).

malcolm

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da catilina il Lun Ago 11 2008, 18:29

malcolm ha scritto:Enciclopedia Rizzoli Larousse
s.m.
1. FILOS. Tendenza a negare in modo assoluto
l'esistenza della realtà o di alcuni valori di essa. (È usato più spesso in
riferimento a Nietzsche per indicare l'inevitabile decadenza della cultura
occidentale e dei suoi valori.)
2. Tendenza rivoluzionaria dell'intellighenzia russa della fine dell'Ottocento
che, fidando ciecamente nella scienza, rifiutava tutti i valori tradizionali.
3. estens. Ogni atteggiamento genericamente rinunciatario e negativo nei
confronti del mondo.


Rolling Eyes

Per me, dando un'altra definizione da enciclopedia (aggiornata), è una forma di idealismo e di metafisica di rinuncia o di negazione della vita che secondo Nietzsche ha inizio con Platone e con il cristianesimo - definito “un platonismo per il popolo”.
Con “nichilismo perfetto o classico” si intende il suo attraversamento e la incondizionata necessità di nuovi valori (Nietzsche e Heidegger).

non danno proprio l'idea di cosa si stia parlando e quanta sia la forza del pensiero di nietzsche, in parte non compreso anche da Heidegger che , per inciso, non è propriamento un nichilista.

e ora, dopo questa saccente, immodesta , non giustificata intromissione me ne vado a cercare una pizzeria aperta. Very Happy
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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da aladino il Lun Ago 11 2008, 19:11

Nichilismo.
Patologia che colpisce persone allergiche al Nichil, con dermatiti, ponfi, ulcere. ecc.

(Anche gli Olandesi a guardia di Sebreniça ritennero che i disvalori di Karadzgic si sarebbero esauriti nel tempo, al massimo dopo 9000 morti....)


Ma co sto caldo, asasen.......

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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da gbg il Sab Ago 23 2008, 02:43

catilina ha scritto:quoto fast e aggiungo che non ho capito, gbg potrebbe chiederne il motivo, perchè anzichè far fuori gente che c'entrava poco o nulla e comunque , in quanto avente ruolo , sicuramente facilmente e immediatamente sostituibile, i brigatisti non hanno mai attaccato seriamente strutture e infrastrutture mettendo in ginocchio seriemente la tenuta istituzionale e democratica .

che so? una centrale elettrica, un viadotto sull'autosole, una raffineria, un porto...

pensate al casino che verrebbe fuori con due cariche di tritolo sull'autosole e sull'adriatica: italia ferma per mesi.

invece nulla, pedinavano il giornalsita per farlo fuori sparando alle spalle .

Bel punto da sviluppare.
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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da peppedrago il Sab Ago 23 2008, 19:19

gbg ha scritto:
catilina ha scritto:quoto fast e aggiungo che non ho capito, gbg potrebbe chiederne il motivo, perchè anzichè far fuori gente che c'entrava poco o nulla e comunque , in quanto avente ruolo , sicuramente facilmente e immediatamente sostituibile, i brigatisti non hanno mai attaccato seriamente strutture e infrastrutture mettendo in ginocchio seriemente la tenuta istituzionale e democratica .

che so? una centrale elettrica, un viadotto sull'autosole, una raffineria, un porto...

pensate al casino che verrebbe fuori con due cariche di tritolo sull'autosole e sull'adriatica: italia ferma per mesi.

invece nulla, pedinavano il giornalsita per farlo fuori sparando alle spalle .

Bel punto da sviluppare.

Scusa Cat, spiegati meglio, secondo te, oggi, un terrorista, per combattere il sistema, dovrebbe preferire qualche viadotto dell'autostrada ad un giornalista (si fa per dire) di rete 4 ??
Strano modo di vedere la rivoluzione.

Le Bribate Rosse colpivano bersagli altamente simbolici, se avessero voluto semplicemente il caos, avrebbero potuto fare come i neri con le bombe nelle banche.

P.S.
A scanso di equivoci onde evitare che come accaduto in passato il significato delle sue parole sia, in malafede, completamente travisato, si ribadisce che l'utente Peppedrago aborra qualsiasi forma di terrorismo, azioni criminali, teppismi e furti di elemosine dalla cassette delle chiese.

F
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Re: Le br, 25 anni dopo

Messaggio Da malcolm il Dom Ago 24 2008, 09:26

Negli anni delle Br non c'era ancora il terrorismo di Bin Laden, non c'era ancora stato l'attentato alle Torri Gemelle, e la mafia non aveva ancora fatto gli attentati omicidi contro Falcone e Borsellino.
Dunque 1. - l'immaginario terroristico era ancora per così dire "artigianale";
2. - le Br avevano una loro provenienza che era la resistenza e la lotta partigiana.

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