federalismo? prima possibile.

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Messaggio Da Fast il Dom Ago 03 2008, 09:15

TERREMOTO DELL’IRPINIA DEL 1980: SBORSATI 32 MILIARDI DI EURO…. E DOPO 28 ANNI SI CONTINUA A PAGARE… I RILIEVI DELLA CORTE DEI CONTI
Il 23 novembre del 1980 la Campania e la Basilicata furono scosse da un terremoto devastante, settimo grado della Scala Richter, che causò 2.914 morti, 280.000 sfollati e coinvolse 679 Comuni. Lo Stato intervenne con un primo stanziamento, corrispondente agli attuali 3,7 miliardi di euro, con la legge 219 dell’81. Da allora una serie pazzesca di altri provvedimenti: due nell’83, uno nell’84, uno nell’86, e via così fino al 2007, tra finanziarie e decreti legge, una pioggia di soldi che ammontano a 32 miliardi di euro nell’arco di 28 anni.
In pratica 27 leggi per 28 anni, fondi equivalenti a 3 finanziarie, due punti del prodotto interno lordo, 60mila miliardi delle vecchie lire per capirci, sei volte i costi dell’Alta velocità ferroviaria Bologna-Firenze, una cifra che permetterebbe di costruire 30 aeroporti come la Malpensa.
La Corte dei Conti, nella relazione pubblicata il 25 luglio sulla “gestione dei fondi del terremoto dell’Irpinia e della Basilicata”, si chiede “perché si è speso tanto in una ricostruzione inspiegabilmente lenta e costosissima?”.
I giudici contabili osservano che “dopo oltre 27 anni dal sisma che ha colpito alcune regioni meridionali continuano a essere finanziati, con nuovi stanziamenti, gli interventi di ricostruzione”. Da considerare che i 32 miliardi di euro citati rappresentano i soli contributi statali, ne sono esclusi i trentennali stanziamenti regionali.
Gli ultimi soldi, 157 milioni di euro, sono arrivati con la Finanziaria 2007 di Prodi, ma rimasti inutilizzati in quanto non è stato emesso il decreto attuativo che doveva fissare criteri e modalità di distribuzione delle risorse tra i vari Comuni.
La burocrazia ci mette del suo: non sarebbe facile neanche assegnare questi contributi in quanto “ ha subito ritardi la definitiva fissazione del fabbisogno di ciascuna amministrazione”. Come se non bastasse poi la Corte dei Conti si è ritrovata in mano una serie infinita di contenziosi, ancora non quantificabili in costi “ per la carenza di un completo e aggiornato monitoraggio”.
Ritardando i pagamenti dei contenziosi si finisce “ per far lievitare i relativi oneri per gli interessi di mora da parte dei creditori. Un buco nero del pubblico bilancio che “al momento non è nemmeno presumibilmente quantificabile”.
Sicuramente dà a pensare che per la ricostruzione post sisma in Friuli, nel 1976 ( 989 morti, 45mila senzatetto, 127 Comuni colpiti, una ricostruzione iniziata dal basso, senza aspettare i soldi dello Stato), ci vollero appena 8 miliardi, un quarto di quelli stanziati per l’Irpinia e i lavori si conclusero entro i dieci anni dal sisma.
E’ evidente che in Irpinia molti ritardi sono stati anche voluti e incoraggiati da quegli ambienti politico-affaristici che su quei morti hanno speculato e lucrato. Ma in fondo è solo una delle tante, tipiche storie italiane, di quell’Italia di cui non vorremmo più sentire parlare in questi termini, ma che non bisogna mai dimenticare.
Quella che dopo trent’anni riesce ancora a stanziare soldi per una ricostruzione come se fosse la cosa più naturale di questo mondo …
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Re: federalismo? prima possibile.

Messaggio Da reny54 il Dom Ago 03 2008, 15:39

Che dire ? Ci sono tante forme di commemorazione alla resistenza : ce n’ è una politica per portare acqua al mulino di assassini come tanti altri che accusano solo gli altri di esserlo ( al massimo sono tutti allo stesso livello solo che i primi hanno perso e i secondi hanno vinto : basta guardare a quanto sono democratici quando perdono le elezioni e cosa montano prima di perderle per poi perderle lo stesso ) e c’ è un resistenza storico-economica per cui uno non ha mai finito di pagare un debito presunto ( abbiamo perfino Gheddafi che ci fa attentati e rivendica l’ apertura di autostrade e fra un po’ anche di case chiuse per riparare a chissà quali passati danni coloniali ) istituendo una commemorazione economica che ogni anno stravede e provvede.
( Torno a dire che in quegli anni con 60.000 miliardi dei loro la Germania ha ristrutturato il suo sistema industriale ).
Fast ha scritto:" Un buco nero del pubblico bilancio che al momento non è nemmeno presumibilmente quantificabile ... Tipiche storie italiane, di quell’Italia di cui non vorremmo più sentire parlare ... Quella che dopo trent’anni riesce ancora a stanziare soldi per una ricostruzione come se fosse la cosa più naturale di questo mondo … "
Io ho sempre cercato di immaginare che cosa va a toccare Berlusconi quando toglie a ‘sti solidali le leve che manovrano tutto questo magazzino aureo, che vedo come un giro di soldi in nero da far paura, che paga clientele, che paga amici esteri, che paga alleanze economiche interne ed esterne e che ora potrebbe essere deviato e girato a favore del sistema italiano nel suo complesso.
La mia paura è sempre stata questa : un sistema del genere come fa a stare fermo e qual’ è il compromesso che si dovrà trovare per concedere a ‘sti magnaccia - ma anche col problema di chi da questo sistema trae sussistenza - di mantenere i loro investimenti senza che il popolo italiano - quello che paga soprattutto - debba, senza saperlo, alimentarli continuando ad aprire linee di credito illimitate e a fondo perduto ? Adesso pagheremo magari con una crisi sociale : sia per il fatto che dobbiamo continuare a versare dentro ad altri fiumi o affluenti, sia per il fatto che adesso abbiamo palesato la scelta di darci un capo con la volontà di chiudere i rubinetti verso l’ esterno.
Va bhè che il progetto di questi poteri di segarci le palle è già andato a buon fine creando il debito pubblico che abbiamo.
Certo che però se togliamo tutti ‘sti sportelli aperti a favore di altri si dovrebbe convogliare sui nostri raccolti un bel fiume di denaro che ingrossa altri fiumi e non il nostro, pagare il debito e crescere.
Questa, a volte penso, è la guerra che dovremo o dovremmo combattere : contro chi vuole che rimaniamo relegati dentro alla trincea, avendo comandanti venduti e che ogni tanto, quando necessario, ci fanno falciare dai mortai nemici fornendo le coordinate di tiro o piazzando esplosivi tra le truppe, e appoggiando chi potrebbe riuscire a farci adottare tattiche indispensabili per uscire dalla trincea e rientrare tra le mura di casa nostra, attualmente occupata da chi da lì ci spara. E sarà o sarebbe doloroso.
Poi stra-sappiamo dove sono state messe le guardie del popolo a difesa del sistema : baroni, giudici, ecc., tutti rigorosamente a sinistra dove si può parlare a nome dei bisognosi ma che di sinistra adottano solo la strategia di occupazione oligarco-pluto-totalitaria del sistema con la pratica dell’ internamento sociale se non dell’ eliminazione tout court dell’ avversario e del critico di turno.
Ovvio che la creazione dell’ uomo deficiente risolve alla radice quasi tutti gli inconvenienti.
Come anche, nel caso nostro, il fagocitare pure Silvio o tutto ciò che sta intorno a Lui.
Allora addio.

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Re: federalismo? prima possibile.

Messaggio Da Cagliostro49 il Mar Ago 05 2008, 21:09

Perchè voi ignorate che dalle cèneri del terremoto irpino,nacque una Banca : Banca dell'Irpinia che adesso si chiama Banca della Campania.

Non c'azzecca ? C'azzecca....c'azzecca ! Crying or Very sad
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