Riforme sociali.

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Messaggio Da Fast il Sab Ago 02 2008, 09:22

Non si parla altro che di riforme:non vi è politico, destra o sinistra, che non tragga la conclusione della assoluta necessità di riforme.
Anche ogni persona perbene capisce e desidera riforme sociali, e può essere confortevole.
Ma è molto meno confortevole la pretesa che le riforme sociali sia solo il governo a farle perchè questo altro non è che il solito ritornello degli Italiani " Io pago le tasse (quando le paga) al resto pensi il Governo".
Ci rendiamo dunque conto che le riforme ci vogliono, sono necessarie, adirittura urgenti ma non ci rendiamo conto che la riforma più importante la deve attuare ogni singolo cittadino, per conto proprio, in se stesso.
E' ormai il momento in cui bisogna governare se stessi, imporsi una legge morale. Chi pensa di esaurire il suo compito col voto sbaglia: si è votato ad Aprile, ma bisogna votare ogni giorno.
Votare contro il proprio egoismo; l'egoismo di ceto, di corporazione, di squadra, di partito.
Votare contro ogni giorno dell'anno.
L'egoismo individuale è il vero nemico degli Italiani, l'egoismo che i impedisce di far blocco come gli Inglesi, i tedeschi , I francesi.
Se il Governo deve fare le "Grandi Riforme" tocca a noi la piccola riforma quotidiana, non cedere al disincanto, alla noia , al motto "Non voglio grane".
Ognuno deve riscoprire il proprio senso di responsabilità e capire che chi ci governa è il riflesso di quello che siamo.
Essere uomini quotidianamente da poco porterà sempre ad avere governi da poco.
Per questo molti si affidano a tribuni improvvisati, pagliacci arrivisti, ideologie sorpassate.
Per questo molti sognano un disastro catarchico che nel distruggere tutto faccia sparire anche le prove del loro fallimento umano.
Responsabilità, consapevolezza, serietà, lavoro e forza di volontà, al servizio proprio e degli altri.
Questo necessità, non lamentele inutili, non velleitarie idee, non velenosi rancori, non stupidi torcicolli ideologici.
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Re: Riforme sociali.

Messaggio Da Liutprando il Sab Ago 02 2008, 11:13

Allo stato dei fatti, però, l'Italia continua ad essere una nazione mancata.
Se non son bastati 60 anni per renderla tale, una via d'uscita meno moralista è anche la più equa.
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Re: Riforme sociali.

Messaggio Da Fast il Sab Ago 02 2008, 11:50

Fummo Nazione raffazzonata, messa assieme con l'assenza del popolo per volontà di alcuni avventurieri e l'ambizione di una dinastia di secondo piano che voleva crescere.
Tentammo di diventare Nazione attraverso avventure coloniali disastrose, ambizioni sproporzionate da grande potenza, fummo unificati per 5 anni nella Grande Guerra più dalla paura dei tedeschi che dall'amore fra di noi.
Ci illudemmo per 20 anni che un sentimento patriottico imposto per legge ed esibito retoricamente potesse bastare. Con l'8 Settembre non cadde il Fascismo, morì la Patria.
da allora abbiamo tutti avuto piccole patrie da salvaguardare (ideologiche o meno) e solo raramente gli interessi comuni coincidevano.
Mi spiace dover prendere atto che forse sarà più facile salvarci tutti se lo faremo divisi, ognuno sulla sua zattera piuttosto che tenrtare di tenere a galla il Titanic.
Se federalismo deve essere, fiscale per iniziare, che federalismo sia. presto che il tempo corre.
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Re: Riforme sociali.

Messaggio Da reny54 il Sab Ago 02 2008, 12:35

Fast ha scritto:La riforma più importante la deve attuare ogni singolo cittadino, per conto proprio, in se stesso. Chi pensa di esaurire il suo compito col voto sbaglia. Bisogna votare ogni giorno : Votare contro il proprio egoismo. Votare contro ogni giorno dell'anno. Votare per responsabilità, consapevolezza, serietà, lavoro e forza di volontà, al servizio proprio e degli altri.
Sacrosanto.
Ma c' è chi l' ha capito da una vita che una simile unione di intenti libererebbe la gente e la porterebbe ad un livello morale diverso, con tutte le conseguenze a cascata.
Da noi ha imperversato il dividi e impera. Il cattivo egoista e ricco nord da depredare legittimamente, e ora a maggior ragione dati i debiti comunque accumulati nel frattempo, al quale sottrarre ricchezza che altrimenti non distribuirebbe autonomamente a sufficienza, ricchezza che alla fine non basta mai visto che poi basta farne arrivare in quantità tale da giustificare sempre la richiesta continua.
Insomma, anche se mi ripeto : hanno costruito un meccanismo ideologico di nord contro sud e un conseguente " virtuoso " meccanismo inaggettivabile di compensazione dove, dopo adeguato linciaggio, la struttura per rimediare a questo presunto abominievole egoismo del nord assorbe gran parte della raccolta presunto-solidale ( mentre Fiat, per esemplificare, e tutti i poteri forti assimilabili si pappano la loro quota insaziabile con le loro manovrine ) e dove il personale della struttura utlizzato per il suo mantenimento è consapevole del fatto che lavora dentro ad un fortino dove si maschera il commercio di coca con qualche sala adibita a cure per malati ma è quella che gli dà occupazione e stipendio, oltrechè qualità della vita visto che essendo la struttura un contenitore che non persegue l' obiettivo si ritrova pure con poco da fare e può dedicarsi ad altro.
Tutti i discorsi della Lega, restando almeno sulla superficie delle affermazioni e sul tono guerresco con cui si vuole imporle all' attenzione, sono tutti di buon senso e valgono tanto per il nord quanto per il sud. ( dagli immigrati che nessuno vuole cacciare, ma che è giusto controllare, regolare, ecc., al federalismo fiscale solidale che fa assumere più responsabilità a chi governa e vota localmente .... ).
Un meccanismo come quello attuale fa comodo solo a chi lo detiene e serve per non far decollare il sud e a razziare e non far liberare il nord che pur senza rappresentanza politica ha " fatto " non chiacchierato, e si prende pure l' appellativo di ignorante che pensa solo ai soldi.
Neanch' io come veneto campanilista non è che sono molto contento di tanta gente nostra.
Ma un conto è voler vedere i mali per cambiare rotta, un altro è marciarci sopra per fare di ogni erba un fascio.
Se quelli del sud si offendono dicendogli che se non tutti i meridionali sono mafiosi, tutti i mafiosi però sono meridionali, neanche al settentrione, che ha fatto ricca l' Italia, in tanta parte con intelligenza, impegno, abnegazione, sacrificio, amore del proprio fare, ecc. ecc. ecc., sta bene che si dica che se non tutti i settentrionali sono solo dei stramaledetti ricchi egoisti parun, però tutti i stramaledetti ricchi egoisti parun sono settentrionali, giustificandone l' epurazione dopo aver messo in risalto solo gli aspetti spregevoli e volendo piegare la realtà ad una visione parziale, sommaria ed ideologica.
Ma la visione di qualche forumista è che noi siamo la merda e loro le piante da concimare : perciò facciamo ribrezzo, ma forniamo sostanze utili perchè loro diventino sempre più belle.
Che è l' eterna filosofia di chi ci comanda da qualche parte a cui si uniscono tutti quelle che in qualche maniera riescono a nascondersi tra le pieghe del sistema o a mettersi al suo servizio per fare uguale.
Comunque a parte queste ultime divagazioni straquoto a monte le parole di Fast, e per questo spero che nord e sud marcino insieme e non divisi, con l' unico obiettivo che ognuno possa crescere secondo le sue possibiltà e caratteristiche, si può dire dei anche dei propri talenti ?, nella volontà di aiutarsi e rispettarsi a vicenda dopo che ci si è voluto innanzitutto aiutare da soli : basta buttare l' immondizia per terra perchè tanto qualcuno la raccoglierà.

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Re: Riforme sociali.

Messaggio Da Liutprando il Sab Ago 02 2008, 17:34



Ultima modifica di Liutprando il Sab Ago 02 2008, 18:16, modificato 1 volta
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Re: Riforme sociali.

Messaggio Da Liutprando il Sab Ago 02 2008, 17:35

reny54 ha scritto:
Beh, scritto in un modo un po' macchinoso ma condivisibile fino alla conclusione di Fast che esorta un "armiamoci e partite".

Molto meglio dove Fast assume il federalismo come via d'uscita onorevole.
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Re: Riforme sociali.

Messaggio Da Cagliostro49 il Sab Ago 02 2008, 21:30

Longobardo,
il Federaslismo (che vi sognate pure la notte ) non è la panacea ai nostri problemi. Sarà approvato e condiviso solo quando si sarà capito come alimentare ugualmente la corruzione e il clientelismo politico-affaristico.

E sia chiaro : non parlo solo del Regno delle due Sicilie. Perchè su una cosa converrai : " cà nisciune è fesso "........
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