Non si vive precariamente.

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Non si vive precariamente.

Messaggio Da Fast il Gio Lug 31 2008, 08:44

DALL’AGRICOLTURA ALLA RICERCA SCIENTIFICA, I PRECARI IN ITALIA SONO 2.269.000, PARI ALL’8% DEGLI OCCUPATI… 400MILA SOLO NEL PUBBLICO IMPIEGO…LE CAUSE DI LAVORO SONO 200MILA… MANCA UN PIANO ORGANICO DI STABILIZZAZIONE E TANTE FAMIGLIE VIVONO NELLA INSICUREZZA

Si è molto discusso in questi giorni del problema del precariato, anche per le mosse del Governo non sempre improntate a chiarezza, anzi diremmo più tendenti al motto “ un giorno un passo avanti, il giorno successivo mezzo passo indietro”. Ciò non favorisce certo una visione obiettiva del problema ed un’equa razionalizzazione delle esigenze del mercato del lavoro da un lato e del bisogno di sicurezza del lavoratore dall’altro.
Per inquadrare il fenomeno partiamo dai dati ufficiali, come sempre. L’esercito dei precari in Italia è composto ( dati Istat 2008) da ben 2.269.000 persone. In questi giorni costoro si chiedono se potranno in futuro fare causa al datore di lavoro per vedersi riconosciuta l’assunzione a tempo indeterminato “in presenza di accertate violazioni contrattuali”. Perché la questione su cui si è arenato il Governo è bene sottolinearlo non è che uno fa causa a capocchia alle Poste e il giudice gli dà ragione perché gli è simpatico, ma solo in presenza di “accertate violazioni contrattuali”. Laddove esistono tali violazioni, qualcuno ci dovrebbe spiegare perché mai un giudice non possa, anzi non debba, emettere una sentenza di assunzione obbligatoria.
O il precario dovrebbe essere felice ( come dice tale Bocchino di AN) di due mesi e mezzo di stipendio come liquidazione se ritira la pratica legale?
Scendiamo nel dettaglio: se le Poste italiane hanno su 154mila dipendenti ben 27mila precari che vengono chiamati di sei mesi in sei mesi a riempire i vuoti del personale, in un percentuale prossima al 19% dei dipendenti indeterminati, qualcosa non funziona. Finchè i precari fossero 1.000 su 154.000 si potrebbe pensare che vengano assunti per le emergenze stagionali, ma quando sono 27mila vuol dire che è un sistema per non fare le assunzioni necessarie e quindi è una presa per il culo che gioverà certamente a qualcuno, ma indegna di un Paese civile e sociale.
Gli stessi precari in questi giorni si chiedono anche se le vertenze in atto proseguiranno l’iter con la vecchia norma, oppure il lavoratore in vertenza incasserà la mensilità di indennizzo ( da 2,5 a 6 stipendi lordi), ma non avrà diritto al posto di lavoro.
Interrogativi che la momento non trovano risposta, visto che neppure al Governo c’è molta chiarezza. La riforma interessa centinaia di migliaia di persone, dall’agricoltura alla ricerca scientifica, una percentuale di oltre l’8% degli occupati totali, con una previsione di 200mila cause di lavoro alle porte.
E questo solo per il settore privato, nel pubblico impiego i precari sono 400mila su un totale di 3,5 milioni di dipendenti: qua vige la prassi della regolarizzazione ad ondate che sistemano il pregresso, ma la confusione è grande. La Confindustria difende la norma approvata dall’emendamento leghista in quanto “in linea con le direttive europee”, ma la vicenda è tutt’altro che lineare.
Stando ai tecnici del Servizio Studi del Senato infatti “ non è chiaro se la norma concerna solo i giudizi in corso ( alla data di entrata in vigore della legge e di conversione del decreto) o se sia una nuova disciplina a regime “. In pratica al Senato nutrono seri dubbi riguardo la retroattività della norma che sostituisce l’assunzione a tempo indeterminato con un’indennità per i precari che abbiano subito un uso distorto del contratto a termine.
E la Sinistra, a proposito dei precari, ha poco da parlare: il Governo Prodi, infatti, stanziò la miseria di 20milioni di euro per la regolarizzazione dei contrattisti. Considerando che un dipendente pubblico costa allo Stato 40mila euro lordi, in pratica furono stabilizzati solo 400 precari. Al ritmo dettato da Prodi ci sarebbero voluti esattamente 704 anni per assumere tutti i dipendenti pubblici con contratto di lavoro a tempo determinato. Laddove la Sinistra ha fallito, si impone per il nuovo Governo di centrodestra una posizione nuova e coraggiosa che non vada al traino di Confindustria, ma che stabilisca regole e tempi certi, maturati attraverso il confronto con le parti sociali. Le esibizioni estemporanee non servono, servono idee, progetti e coscienza sociale. Un amico mi raccontava che ieri in un asilo genovese, due addette precarie da ben 10 anni piangevano al pensiero di perdere il loro posto di lavoro che gli permette di sopravvivere con dignità. Abbiamo votato un Governo che facessero tornare il sorriso al nostro popolo, non che facesse spuntare le lacrime a chi si suda il pane con fatica: Silvio ricordalo a certi tuoi ministri e sottosegretari.
Guardate meno i sondaggi e vivete di più in mezzo alla gente, è cosi che “si cresce” e si fa l’interesse del proprio popolo
(DESTRADIPOPOLO)
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Re: Non si vive precariamente.

Messaggio Da Ospite il Gio Lug 31 2008, 10:27

fast io davvero non ti capisco.......

incolli sempre articoli intelligenti ed interessanti estratti da destradipopolo con cui è difficile non essere d'accordo.....

poi pero' se a dire le stesse cose è qualcuno sul forum scatta la presa per il culo........

allora tu reciti una parte.....oppure ti piace solo provocare......

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Re: Non si vive precariamente.

Messaggio Da Fast il Gio Lug 31 2008, 11:15

Quando posto un articolo ( e generalmente posto roba mia che scrivo anche per altri forum) lo faccio solo dopo essermi documentato nei limiti del mio possibile.
Ed esprimo le mie idee, che tu od altri siate o meno d'accordo non è questo l'importante.
Il tuo difetto, caro Scarfaleone è di partire con idee preconcette, senza analisi e senza discussioni, Tu hai già deciso chi sono, chi siamo e dunque perchè ribattere?
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Re: Non si vive precariamente.

Messaggio Da Ospite il Gio Lug 31 2008, 11:26

ma che cazzo stai dicendo?

se io leggo qualcosa scritto da te o da altri che ritengo valido ed interessante non ho alcun problema ad ammetterlo.......

se avessi dei preconcetti scriverei invece che tutto cio' che scrivi è merda senza distinzione.....

mi sembra invece che sia vero il contrario.........

e cioè per te a per altri se una cosa viene detta da una certa parte ok..........se proviene da altre parti sono minchiate.......

p.s. ma questo pezzo è tuo?

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Re: Non si vive precariamente.

Messaggio Da Liutprando il Gio Lug 31 2008, 11:30

E' una questione di lana caprina. Da sempre in Italia si è convinti che i dipendenti siano un'unica classe sociale. In realtà vi sono due categorie distinte ed antagoniste: i dipendenti pubblici ed i dipendenti privati.
Alla vita facile dei primi corrisponde sempre minori risorse per i secondi.

L a soluzione sarebbe un più equilibrato rapporto tra pubblico, che deve essere minoritario, e privato, che deve avere con la società economica un rapporto avanzato.

Purtroppo in questi anni si è privilegiato il comparto pubblico a scapito di quello privato rendendo ancor più difficile la soluzione ad una situazione economica che tende a peggiorare in continuarione senza via d'uscita se non per via drammatiche.
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Re: Non si vive precariamente.

Messaggio Da Ospite il Gio Lug 31 2008, 11:43

ma se tu liutprando lasci fare per decenni agli industriali e ai politici che cazzo vogliono non possono che essere questi i risultati....

1) nel pubblico i politici hanno occupato tutti gli spazi occupabili e non si muove foglia senza prima passare da loro....i dipendenti pubblici in questo contesto sono stati e continuano ad essere un bacino potenziale gigantesco di voti....da qui i privilegi....

come è possibile pensare di ridurre i privilegi se poi questo si traduce in perdita di consenso?

semplicemente impensabile....e l'azione di brunetta andrà scemando in breve tempo....chi vivrà vedrà...

2) nel privato si è consentito ad un manipolo di affaristi senza scrupoli di fare di tutto........

precariato.......stipendi da fame......mancanza di sicurezza......sfruttamento a 360° del lavoratore.....

tutto cio' porta solo ed esclusivamente vantaggi per l'industriale o l'imprenditore o il datore di lavoro privato....

non per nulla i guadagni degli industriali sono aumenti del 90% negli ultimi 10 anni mentre i salari sono cresciuti nello stesso arco di tempo del 10%..........

senza contare che questo manipolo di affaristi quando va bene ha solo commesso il reato di evasione fiscale......


Dunque privato e pubblico ormai chiedono queste caratteristiche al lavoratore:

- essere raccomandati

- essere perfetti yesman

- essere disposti a farsi sfruttare in tutti i modi

perchè queste sono le caratteristiche essenziali per consentire al datore di lavoro privato di continuare ad ingrassare e al politico di continuare ad ottenere consensi....


Per chi non vuole o non puo' rientrare in queste categorie le porte sono inevitabilmente chiuse........

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Re: Non si vive precariamente.

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