Con Vendola sconfitto

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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da Fast il Lun Lug 28 2008, 20:33

Tra l'altro sto rivalutando Marx, non per le conseguenze delle sue idee, quanto per le intuizioni sul capitalismo come degenerazione del liberismo.
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Fast

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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da malcolm il Lun Lug 28 2008, 20:35

Secondo me, le idee dell'ideologia non sono idee, sono piuttosto false convinzioni.

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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da malcolm il Lun Lug 28 2008, 20:37

Tra l'altro sto rivalutando Marx, non per le conseguenze delle sue
idee, quanto per le intuizioni sul capitalismo come degenerazione del
liberismo (Fast)

Interessante ricerca. Io devo finire Nietzsche e Holderlin. Poi forse ritorno a Marx. Basketball

malcolm

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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da aladino il Lun Lug 28 2008, 21:10

per fortuna che questo è un forum de' comunisti

aladino

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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da aladino il Lun Lug 28 2008, 21:10

meglio Marx Tortora.....

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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da Fast il Lun Lug 28 2008, 21:49

Si può combattere senza conoscere il nemico?
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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da Mario Giardini il Lun Lug 28 2008, 22:13

Questo è un saggio della scrittura di Miss Vendola (il 27 giugno è l'anniversario del disastro di Ustica). Peccato che uno così non sia stato fatto segretario di Rifondazione: l'avrebbe seppellita definitivamente. Ammiro Miss Vendola: impossibile mettere insieme un maggior numero di corbellerie, di pregiudizi, di ragionamenti fraudolenti, di assoluta indifferenza ai fatti accertari, e di squallida strumentalizzazione di 81 poveri cristi morti per una bomba di Gheddafi.

LIBERAZIONE - la memoria - 27 giugno 2001

di NICHI VENDOLA

Sembra un concentrato di teorie dietrologiche. Sembra la miniatura perfetta del Grande Complotto e dei suoi scenari da incubo. Sembra il copione di un film pulp girato tra Hollywood e Cinecittà. Sembra. In realtà è una delle più inquietanti tragedie di una democrazia "a sovranità limitata": una tragedia italiana, partorita con sapienza eversiva e cialtroneria sovversiva da quei segmenti di classe dirigente che hanno incarnato una sorta di "doppio Stato" e che hanno praticato i sentieri di una illegalità istituzionalmente protetta.

Ustica è una ferita aperta e destinata a non rimarginarsi mai: le ombre di quelle ottantuno creature danzano in un tempo ormai remoto e sfocato, eppure ancora dicono, per chi ha orecchie per sentire, tutta la estrema insopportabilità di una morte sepolta nel gioco dei misteri del Potere. Ustica è anche, nel suo stratificato cumulo di menzogne e di depistaggi, una vera e propria "autobiografia" del nucleo segreto dei nostri apparati di sicurezza, della loro ontologica inaffidabilità democratica, delle loro cicliche propensioni all'avventura reazionaria, di quella loro infedeltà costituzionale pari solo alla speculare fedeltà atlantica.

Ventuno anni di inchieste e di processi ci hanno fatto intuire ma non dimostrare, capire ma non conoscere, cosa accadde quella notte a Ustica. Intanto la notte: si dice così, "era notte", "quella notte": pilotando conseguenti immagini di oscurità, di cieli, di tenebre e di stelle, di aerei come pipistrelli che volano solo seguendo l'input del radar. Vede la macchina, non vedono gli occhi. Peccato che la notte di Ustica non fosse notte, ma fosse soprattutto per chi era ad alta quota, pieno giorno. Certo, anche alle ore 20 e 58: così è, col sole al tramonto ma comunque infuocato e accecante, così è sei giorni dopo il solstizio d'estate, così è fattualmente, astronomicamente.

Ma la suggestione "notturna" è il primo dei mille esempi di manipolazione della verità che riempiono il libro di un ventennio di mezze ammissioni e di intere bugie. Il giudice Priore non è documentalmente riuscito, dopo lustri di insabbiamento, a ricostruire le dinamiche e le responsabilità di quanto accaduto nel cielo siciliano la sera del 27 giugno 1980, quando il Dc9 decollato da Bologna non giunse mai all'aeroporto di Punta Raisi. Quel volo senza atterraggio si svolse in un "teatro di guerra" che è stato occultato alla magistratura e al Paese dal sistematico tradimento dei più alti gradi del'Aeronautica e dei Servizi segreti: ecco, noi non sappiamo chi fosse nella cabina di regia di quel teatro.

Ma supponiamo che non potesse che esserci registi di scuola americana e di formazione Nato. Noi sappiamo piuttosto bene quali fossero gli attori che si confrontarono - lungo una rotta internazionale, assai più ampia della Bologna Palermo - ma non sappiamo quale ruolo interpretò ciascuno dei corpi volati che battevano bandiera italiana, forse francese, forse inglese, naturalmente statunitense e quindi libica. Ma sappiamo con fondata certezza che quel giorno in una sorta di confuso e allucinato bowling si tramava per colpire un birillo di cruciale importanza: il leader libico Gheddafi, anche lui in volo in quella stessa porzione di cielo mentre traversava il Mediterraneo alla volta di Varsavia. Forse cercarono di far saltare direttamente il suo aereo (una specie di "golpe tra le stelle"), colpendo di striscio quel Mig di scorta che finì per schiantarsi sulle alture della Calabria. Forse deliberatamente provocarono la strage dei civili italiani per addossarne la colpa ai libici e preparare l'opinione pubblica ad un intervento di "polizia internazionale": occorre ricordare che nel frattempo, nella stessa giornata, si insubordinarono alcuni generali libici nel tentativo di rovesciare il regime di Gheddafi; occorre ricordare che, in quelle stesse ore, la portaerei Saratoga era già pronta a partire in direzione della costa tripolitana.

In ogni caso si tratto di una incommensurabile vergogna, ordita da vertici di Stati maggiori di uno Stato minore, che predispose la condizione fondamentale al compiersi della tragedia. Dopo venne la notte vera: quella delle sfilate processuali del Palazzo con le stellette, delle altolocate esibizioni di reticenza, delle solenni menzogne. E poi la notte di altre morti assai strane, altri capitoli "gialli" e "neri" di un romanzo che non avremmo mai voluto leggere.

Ustica fu il battesimo di sangue degli anni ottanta, sulla sua pista senza ritorno si inaugurarono le grandi manovre di quella modernizzazione anche militare dell'Occidente. I missili Cruise e Pershing bussavano alle porte di un'Europa che, accogliendoli come inquilini, ne accettava l'ipoteca politica e culturale. In quel tornare si fa più forte e specifico il progetto di egemonia americana sul vecchio continente: bisogna eliminare ogni ostacolo, anche al costo di una strage "geopolitica" come quella di Ustica. E noi, vent'anni dopo, siamo a chiederci chi, come e perché. Anche se in verità sappiamo - pasolinianamente - tutto. Anche se magari abbiamo cominciato a dimenticare. Paghi di commemorare l'album di tutti i nostri morti ammazzati, potremmo dimenticarci di chiedere conto di quella notte col sole, quando ottantuno passeggeri di un Dc9 pagarono salato il biglietto di un viaggio negli interstizi bui dell'Impero.
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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da Ospite il Lun Lug 28 2008, 23:08

Caro ingegnere, saprai bene che nei discorsi congressuali si cfercano facili applausi. Non si tratta di dibattiti politici. Posso assicurare, conoscendo Vendola, e non appoggiandone la linea, che è ben cosciente delle corbellerie dette. Tuttavia concordo sul fatto che da segretario avrebbe seppellito rifondazione definitivamente.

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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da Mario Giardini il Lun Lug 28 2008, 23:44

Meadow ha scritto:Caro ingegnere, saprai bene che nei discorsi congressuali si cfercano facili applausi. Non si tratta di dibattiti politici. Posso assicurare, conoscendo Vendola, e non appoggiandone la linea, che è ben cosciente delle corbellerie dette. Tuttavia concordo sul fatto che da segretario avrebbe seppellito rifondazione definitivamente.
Il discorso non l'ha fatto al congresso, ma in un anniversario della strage (il 21mo) a Bologna. Poi: è cosciente delle corbellerie e le dice lo stesso? Peggio che andar di notte. A un cretino si perdona, ad un truffatore per interesse politico no.
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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da Cagliostro49 il Mar Lug 29 2008, 00:02

Fast ha scritto:La religione sta alla religiosità come l'ideologia sta alle idee. Twisted Evil

E la teologìa sta alla religione,come l'aritmètica sta alla matematica finanziaria.
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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da Ospite il Mar Lug 29 2008, 02:10

Meadow ha scritto:Caro ingegnere, saprai bene che nei discorsi congressuali si cfercano facili applausi. Non si tratta di dibattiti politici. Posso assicurare, conoscendo Vendola, e non appoggiandone la linea, che è ben cosciente delle corbellerie dette. Tuttavia concordo sul fatto che da segretario avrebbe seppellito rifondazione definitivamente.


Compagno,
Vedo che hai risposto come si deve ad un anticomunista ma sopratutto vedo che hai intelletto sul caso- e sul compagno -Nicola.

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Re: Con Vendola sconfitto

Messaggio Da Ospite il Mar Lug 29 2008, 02:14

Mario Giardini ha scritto:
Meadow ha scritto:Caro ingegnere, saprai bene che nei discorsi congressuali si cfercano facili applausi. Non si tratta di dibattiti politici. Posso assicurare, conoscendo Vendola, e non appoggiandone la linea, che è ben cosciente delle corbellerie dette. Tuttavia concordo sul fatto che da segretario avrebbe seppellito rifondazione definitivamente.
Il discorso non l'ha fatto al congresso, ma in un anniversario della strage (il 21mo) a Bologna. Poi: è cosciente delle corbellerie e le dice lo stesso? Peggio che andar di notte. A un cretino si perdona, ad un truffatore per interesse politico no.
Non posso che essere d'accordo, ma il mio non era assolutamente un tentativo di difesa. Il mio intervento, appunto, mirava proprio a portare il discorso sul "movente politico" affinchè non lo si considerasse banalmente un cretino che spara a vanvera. Lo so che è peggio, ma tant'è.

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