Quer pasticciaccio brutto.....

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Quer pasticciaccio brutto.....

Messaggio Da Fast il Mer Lug 23 2008, 10:11

E Tavaroli parla, stanco di essere l'unico capro espiatorio per l'affare "Spionaggio Telecom" il Tavaroli capo della sicurezza Telecom parla.
E dice cose interessanti, sspinto dal vento di Repubblica gonfia le vele della delazione. Soldi a Fassino, soldi a Guido Rossi, pressioni , veti incrociati , ricatto, fondi esteri, scalate.
Cossiga che trama per distaccare Mastella da berlusconi, intrallazzi, inciuci, mazzette e mazzate.
Cui prodest?
Perchè Repubblica da spazio a quelle che tutti si affannano a definire menzogne e calunnie?
Lotta fratricida all'interno della sinistra, volata per DiPietro,voglia di verità, giornalismo investigativo o giornalismo di parte?
Salvo Silvietto dal Lodo Alfano ( e lodo Alfano), sta a vedere che saranno quelli di sinistra a volerne l'ellargamento?
E il proprietario di Repubblica Carlo De Benedetti è estraneo a tutto questo?
Tanto per ricordare il personaggio:Figlio di industriali dopo aver tentato una scalata alla FIAT con l'appoggio di gruppi industriali elvetici, ne viene estromesso e con il ricavato della sua quota rileva la CIR ottenedo il controllo di Espresso e Repubblica che diventano la stampa di riferimento per le sue idee di sinistra.
Nel 1978 diventa proprietario della Olivetti che ridurrà ptaticamente a nulla con migliaia di licenziamenti e poi diventa socio dell'Ambrosiano, diretto da Calvi,diventandone vicepresidente onorario.
Nell'aprile 1985 Romano Prodi presenta a sorpresa De Benedetti come azionista di maggioranza della Sme (fiore all'occhiello dell'industria agro alimentare italiana, definita dallo stesso Prodi Perla del gruppo IRI, spaziando da Motta e Alemagna a Bertolli, spermercati GS e Autogrill).
La vendita è incomprensibile sia da un punto di vista economico che da un punto di vista procedurale. In sordina era stato venduto il 64% della Sme per 497 miliardi (pagabili a rate). La società aveva una cassa attiva per 80 miliardi di lire (40 milioni di Euro) e utili (nel 1985) per 60. Inoltre al pacchetto di maggioranza della società non veniva applicato il premio di maggioranza per il controllo della stessa. Se consideriamo che la Sme aveva una capitalizzazione di 1.300 miliardi è facilmente comprensibile come il controllo azionario della società passava di mano per una cifra notevolmente inferiore a quanto fissato dal valore di mercato. .
Dopo aver cercato alla voce "tangenti & De Benedetti" è saltato fuori il mandato di cattura e l'arresto nei confronti dell'ing. Singolarmente, pur trattandosi di 10 miliardi di tangenti a PSI e DC per forniture alle Poste ammesse, non c'è arresto, se non domiciliare, e siamo in piena Mani Pulite... Credo ci fosse anche un'altra serie di tangenti acclarate alla SIP...
Frugando nelle pagine di Cronologia 1993 (molto utili: si veda la questione dei fondi neri a Scalfaro, con catena di processi al direttore del Sisde) ho trovato che l'ingegner De Benedetti ottenne per essere stato vicepresidente del Banco Ambrosiano di Guido Calvi per 65 giorni qualcosa come 81 miliardi di lire (negli anni '70!), e che l'indagine della magistratura portò alla assoluzione e alla non restituzione di questa cifretta...
Tuttavia non c'è traccia alcuna sulla sentenza del processo a carico di Carlo De Benedetti per le tangenti.
Come pare caduta nell'oblio la vendita di centinaia di telescriventi obsolete (eravamo in piena era fax) alle Poste Italiane.
Una ultima annotazione tanto per non parlare solo del conflitto di interessi di Silvietto:Nota sul Gruppo editoriale L'Espresso (Proprietà di CIR, proprietà De Benedetti), dati CIR:
"Gruppo editoriale leader in Italia, opera nel settore dei media, in particolare nella carta stampata (quotidiani e periodici), nella radio, nella televisione digitale, nella raccolta di pubblicità e nel settore Internet. La capogruppo, Gruppo Editoriale L'Espresso SpA, pubblica il quotidiano nazionale la Repubblica e il settimanale L'Espresso. Attraverso le sue controllate è anche editore di 16 quotidiani locali, di tre emittenti radiofoniche nazionali, ha una presenza rilevante nel settore Internet e raccoglie la pubblicità per le pubblicazioni del Gruppo oltre che per alcuni editori terzi. E' di gran lunga il più importante editore di quotidiani in Italia con circa 6 milioni di lettori al giorno".
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Re: Quer pasticciaccio brutto.....

Messaggio Da Cagliostro49 il Mer Lug 23 2008, 22:52

Non credo che il Deus ex machina di tutto questo polverone sia solo De Benedetti. Sicuramente è il maggiore azionista,ma ci sono altri poteri forti e sùbdoli di cui noi volgo non sappiamo niente nè possiamo capirne le trame e le ragioni che pòrtano a delle scelte di marketing per smerdiare Tizio invcece di Caio.

Ciò che mi inquieta,piuttosto,è Tavaroli quando dice testualemnte che "" .....un imputato ha anche il diritto di mentire al pm "" ! Cioè di raccontare una cosa ai magistrati e una cosa diversa ai giornali. Insomma,il cittadino che incappa nelle maglie di un’inchiesta non è tenuto a dire la verità, ma solo a perseguire una efficace strategia difensiva.

L’accertamento dei fatti è un dato relativo, conta solo l’èsito processuale. In questo paese nessun imputato si vergogna più della sua condizione e questo lascia davvero perplessi...........
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