Destra, sinistra ? Bene, male ?

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Destra, sinistra ? Bene, male ?

Messaggio Da reny54 il Gio Lug 17 2008, 02:45

Bah, guardando tra i miei appunti al computer mi è saltata fuori una riflessione mai postata di un annetto fa che integro con l' attualità.
Avviso : filo governativa.

Mi sembra di poter dire che per dividere l’ attuale destra dalla sinistra in modo netto bisognerebbe entrare un po’ nel concetto di federalismo contro statalismo,
di bene contro male.

Lo statalismo, il male, è qualcosa che vuole ricondurre il diverso, la molteplicità a unità e il dinamismo a staticità, in una logica contro la vita che è invece il tutto in continuo movimento : è il buco nero entro cui tutto sparisce, entro cui tutto viene imprigionato, in contrapposizione al sole che irradia e libera energia.
Se dovessi giudicare per esempio il boom economico italiano del dopoguerra direi che si è venuta a creare una tale carica energetica che lo sviluppo, il bene, è
parso come una serie di esplosioni solari il cui fallout è stato fertilizzante per la crescita del nostro benessere : questa energia riusciva ancora a vincere l’ attrazione gravitazionale del buco nero rappresentato dall' ideologia statalista latente, ma già operante nella pratica politica con l' assorbimento per l' assorbimento di buona parte della ricchezza.

L' ideologia era nel sistema, provocando attrito, perdita di potenza, sofferenza delle sue parti, ma non riusciva ad intaccare il potente meccanismo energetico che reggeva, forte della sua bontà costitutiva.

Nelle regioni produttive più “ esplosive “, almeno nel Nord Est, avveniva più come in natura dove la selezione lascia sul campo i migliori : questi migliori arrivavano ad essere indicati dopo un' infinità di tentativi dai quali restavano quelli che avevano superato i duelli con i propri simili e con la fortuna dalla loro. Probabilmente, quello che sarebbe potuto diventare il leone migliore era morto da piccolo o lungo la strada per cause accidentali, ma è sicuro che tra quelli rimasti erano stati selezionati ed esposti i più forti.
Lo statalismo, nella prassi umana, mi sembra invece la possibilità dei peggiori e violenti di costruire meccanismi di rappresentazione di un fantoccio del più forte, elevato a migliore, da rendere riconoscibile come tale. Quindi non solo non verrà mai selezionato il migliore in assoluto, ma neanche il migliore del gruppo più forte, ma i peggiori e violenti del gruppo più forte eleveranno a leader un mediocre astioso come un Prodi o un D’ Alema mentre loro da dietro le quinte combatteranno contro le incommensurabili figure dei Berlusconi Very Happy colpevoli di non appartenere a quei consolidati gruppi del peggior potere.

Mi riallaccio ora ad un articolo di qualche giorno fa : “ La Sicilia chiama, Fiat non risponde “.
E come fa senza il suoi Prodi, che non può più rapinare dalle tasche degli italiani e soprattutto che avrebbe ulteriormente spremuto fino all’ ultimo residuo di sostanza chi ormai è stato prosciugato nella sua capacità di creare ricchezza, come un tubetto di dentifricio ritorto.
Ciò che forse, tra le costruzioni umane, si avvicina maggiormente al concetto di più forte in natura, è la struttura militare, almeno quella di una volta, dove, dopo che si è cercato sul campo di selezionare i migliori candidati idonei al comando individuando il migliore tra i migliori, l' ufficiale prescelto esercita automaticamente un autorevolezza che giustifica un comando e un’ ubbidienza assoluta.
Dopo le battaglie politiche e giudiziarie combattute, vinte o mai perse, Silvio è stato selezionato come il migliore, come legittimo comandante in capo.
Come tale è adeguato e legittimato a definire la struttura militare ( statuale ) secondo i criteri per cui essa debba servire la nazione e non, come ora, farla prigioniera come se lo Stato fosse un entità estranea, al servizio di un comando nemico e quindi traditore.
E il putsch, sempre aleggiante, dovrebbe essere vigilato da tutti quelli spremuti come limoni che sono i più, e che non fanno parte di quelle aziende che si dice abbiano avuto chissà quali guadagni e che se esistono faranno parte delle aziende appartenenti al sistema rosso, floride con i soldi delle altre, la cui floridezza giustificherebbero ancora tasse che sarebbero prelevate sempre da quelle altre.
Si vada a fare una Robin tax al sistema industriale, finanziario, bancario, cooperativo, assicurativo e clientelare sinistro che è quello del possibile putsch giudiziario. Praticamente e ovviamente il contrario di quello che hanno fatto loro.

Manca solo, per giunta, che adesso i soldi delle tasse vengano spesi per il gay che fa causa a deficienti che gli avrebbero tolto la patente in quanto tale, ai nulla facenti della pubblica amministrazione o della sanità che recano danno al cittadino, a tutti quei casi, che possono essere milioni, che comporterebbero risarcimento a fronte di inefficienze dello stato che in quanto causa di disagio o danno giustifichino la pratica risarcitoria.
Per un Nord che paga le tasse sarebbe la beffa finale, ma per il sistema sarebbe l’ ingoiare se stesso : prima si pagano le tasse per mantenere un sistema inefficiente e poi si creano condizioni o meccanismi perché le si paghi due volte con i risarcimenti sui danni causati dalle inefficienze.
Il che purtroppo non è neanche una novità.
In America vi è stata una rivoluzione per lo schiavismo : il nostro nord dovrebbe farla non per liberare il sud dallo schiavismo, ma per liberare se stesso dalla schiavitù.
Almeno a cominciare con il federalismo e una vera riforma dello stato.

reny54

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