Le leggi razziali

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Le leggi razziali

Messaggio Da gbg il Lun Lug 14 2008, 23:28

L’Italia e le leggi razziali (5500 battute) di Giordano Bruno Guerri


Fino al 14 luglio 1938 il regime fascista era stato piuttosto indifferente ai problemi della razza, a parte le remore naturali di un movimento nazionalista. Mussolini non era antisemita e come lui moltissimi gerarchi. Dopo il "Manifesto degli scienziati italiani" pubblicato quel giorno ("E' tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti"), nacquero riviste come La difesa della razza di Telesio Interlandi: ma rappresentarono soltanto il fanatismo di qualche intellettuale. In Italia, che aveva una lunga storia di invasioni e di meticciato razziale, quasi nessuno credette davvero alla "differenza biologica".
In ogni modo è sbagliato credere, come accade spesso, che il regime fascista abbia emanato le leggi razziali per un pedissequo e passivo scimmiottamento della Germania italiana, con la quale stava sempre più stringendo un’alleanza che l’anno dopo avrebbe portato al Patto d’Acciaio. Certo, l’esempio tedesco servi da stimolo, ma Mussolini aveva – fin dalla nascita del regime – obiettivi precisi, ben prima che anche Hitler conquistasse il potere. Il principale di questi obiettivi era la trasformazione del popolo italiano: ovvero farne un popolo guerriero, con un alto senso dello Stato e della collettività, orgoglioso e fiero di sé e del proprio Paese. In questo quadro si inserisce anche la lotta alla borghesia che – se aveva portato il duce al potere – non si dimostrava abbastanza sensibile verso la figura di quell’”italiano nuovo”, duro, combattente, che si voleva formare. Proprio nel 1938, lo stesso anno delle leggi razziali, Mussolini comunicò al Consiglio Nazionale del partito di avere “individuato un nemico del nostro regime. Questo nemico ha nome borghesia.” In seguito avrebbe dato questa definizione: “Il borghese è quella persona che sta bene ed è vile.”
Le leggi razziali, più a che perseguitare l’esigua minoranza ebraica, miravano dunque a formare negli italiani uno spirito da razza guerriera, dominante e inflessibile. Va da sé che questa motivazione non allevia, casomai rende più grave, l’applicazione delle leggi razziali. Come non serve a diminuirne la gravità etica il fatto che, dopo la conquista dell'Etiopia, le leggi mirassero anche a separare gli italiani da una popolazione "inferiore" e dalla pelle scura. Né serve considerare che, prima dell’Olocausto, le leggi razziali apparivano infinitamente meno gravi di quanto sembrino a noi, che abbiamo sotto gli occhi il loro risultato finale, quello dei campi di sterminio. Né consola che la Chiesa di allora, a differenza di quella di oggi, continuasse a ritenere l’intero popolo ebraico “deicida”. A partire dal 1938 molte testate razziste riproposero integralmente vecchi e recenti articoli antisemiti della Civiltà Cattolica, la rivista dei gesuiti, e Farinacci poté dire, in un discorso: "Se, come cattolici, siamo divenuti antisemiti, lo dobbiamo agli insegnamenti che ci furono dati dalla Chiesa durante venti secoli. (...) Noi non possiamo nel giro di poche settimane rinunciare a quella coscienza antisemita che la Chiesa ci ha formato lungo i millenni."
Sarebbe falsamente consolatorio sostenere che gli italiani furono impermeabili al razzismo. Soprattutto molti giovani, formati nelle scuole fasciste, aderirono all'antisemitismo, anche se fu un'adesione più ideologica che di sostanza. Suggestionati dalla propaganda, dagli esempi delle guide intellettuali e politiche, furono soprattutto affascinati dalla visione di una nuova cultura in funzione antiborghese che sarebbe nata dal concetto di razza: solo dei "puri" e dei "forti", infatti potevano permettersi di sentirsi razzialmente superiori. E’ anche vero che, come ha dimostrato Mimmo Franzinelli nel saggio Delatori (Mondadori), non furono pochi gli italiani a esercitarsi nell’ignobile arte della denuncia di ebrei; né è consolatorio che lo facessero più per motivi di invidia sociale o di concorrenza commerciale che per vero razzismo.
Quanto alle conseguenze pratiche, il 1° settembre 1938 venne istituito presso il ministero degli Interni il Consiglio superiore per la demografia e per la razza; lo stesso giorno si stabiliva con un decreto legge che gli ebrei residenti in Italia da dopo il 31 dicembre 1918 dovevano andarsene; veniva revocata la cittadinanza italiana agli ebrei stranieri che l'avevano ottenuta dopo quella data. A tutti gli ebrei venne vietato di porre la propria residenza entro i confini del regno, agli italiani furono vietati i matrimoni con gli ebrei e ai dipendenti statali con qualsiasi straniero. Nelle scuole la discriminazione di insegnanti e allievi fu immediata.
Le uniche personalità di spicco che avversarono davvero il razzismo furono Italo Balbo, Massimo Bontempelli e Filippo Tommaso Marinetti. Enrico Fermi, premio Nobel per la fisica proprio nel 1938, essendo sposato con un'ebrea lasciò per protesta l'Italia. Gli altri intellettuali e gerarchi, invece, si adattarono all'antisemitismo al pari del popolo, forse soltanto perché‚ c'era qualcuno su cui riversare la responsabilità di un malcontento generale. Gli italiani avevano sperato che, dopo la conquista dell’Etiopia e la costruzione dell’impero, il regime si sarebbe applicato al benessere e alla crescita economica. Invece era intervenuto nella guerra di Spagna, il valore d’acquisto dei salari diminuiva, e il regime chiedeva una fede sempre più cieca. Se molti, in segreto, disapprovavano le leggi razziali, i più limitarono il proprio dissenso a sterili – o, durante la guerra, eroici - atteggiamenti di pietismo individuale.


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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da paolapaola il Mar Lug 15 2008, 00:18

Bel pezzo gbg, grazie.
Sono perplessa sollo sulla chiusura.
Forse preferisco la parola pietà al termine pietismo, in questo caso.
Non posso immaginare diversamente.
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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da Ospite il Mar Lug 15 2008, 01:06

Mussolini non fu antisemita....ma solo antiebraico.

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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da Cagliostro49 il Mar Lug 15 2008, 01:20

Vate,
non sarebbe possibile ingrandire il testo ? Confesso di non farcela anche in risoluzione video 800x600...........sigh........

P.S. l'ho ricopiato in word e me lo sono ingrandito a piacere. Very Happy
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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da gbg il Mar Lug 15 2008, 01:24

Hai ragione paolapaola. Ho usato pigramente un termine storiografico che non distingue fra pietà e pietismo. Ci furono entrambi.
E hai ragione anche tu, cagliostro: ho messo lo stesso corpo usato per il blog, che - misteri tecnologici - ne richiede uno più piccolo.

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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da gbg il Mar Lug 15 2008, 01:24

Hai ragione paolapaola. Ho usato pigramente un termine storiografico che non distingue fra pietà e pietismo. Ci furono entrambi.
E hai ragione anche tu, cagliostro: ho messo lo stesso corpo usato per il blog, che - misteri tecnologici - ne richiede uno più piccolo.

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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da Cagliostro49 il Mar Lug 15 2008, 01:28

Mi fa piacere che il vecchio Longobardo sia sempre sulla breccia......... Very Happy
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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da Ospite il Mar Lug 15 2008, 10:02

Non fu un grande modo di combattere la borghesia.
Anzi, la viltà borghese si adattò subito alle circostanze.

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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da Fast il Mar Lug 15 2008, 10:25

Fare le leggi razziali senza crederci è più vergognoso che farle credendoci.
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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da Michele DBE il Mar Lug 15 2008, 10:34

quoto fast, strano però che chi veniva preso come esempio divenne in poco tempo "succube" e dovette accettare leggi come questa.
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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da Tolly il Mar Lug 15 2008, 10:55

Michele è la storia dei pavidi, e queste occasioni sono un buon momento per dare sazio ai propri istinti di vendetta e gelosia.
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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da Nadir il Mar Lug 15 2008, 12:04

Mmmmm, sni... ho qualche perplessita'.
"Formare negli italiani lo spirito di una razza guerriera perseguitando una minornza" suona molto come "lo vedi quel nano di 12 anni? Ok, Cassius Clay, dimostrami che sei un vero uomo ridisegnandogli la carlinga a mazzate".
Insomma, come metodo formativo - cosi', di primo acchito - sembrerebbe poco efficace. Tra l'altro e paradossalmente, la minoranza ebraica italiana aveva di per se' un discreto orientamento marziale: circa 50 i generali ebrei nel Regio Esercito del 15-18, a fronte d'una popolazione di quanti... boh, sui 55.000 individui, forse.
Quasi uno su mille, considerando uomini, donne, vecchi e bambini... non male, no?

Comunque sia, quello che fu fatto fu fatto. Non posso non notare, pero', che nella pur cristianissima e franchistissima spagna non vi fu mai un abominio simile.

Notevole, a mio avviso, la frase di Farinacci

Noi non possiamo nel giro di poche settimane rinunciare a quella coscienza antisemita che la Chiesa ci ha formato lungo i millenni
.

Credo che metta in evidenza in modo piuttosto inequivocabile una certa relazione di responsabilita'

--
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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da Fast il Mar Lug 15 2008, 12:58

La Chiesa era "antisemita" ma voleva le conversioni non lo sterminio. Del resto,come hai detto, la cristianissima spagna che nel passato aveva espulso tutti gli ebrei non fece leggi razziali. le leggi razziali Italiani erano contro ogni predisposizione del popolo, contro ogni logica e contro ogni ragione.
Non avevamo un problema ebraico, erano poco più di 50.000: perfettamente integrati e molti erano fascisti.
Il problema razziale con i "negri" eravamo andati a cercelo e voglio vedere come avrebbe fatto a selezionare un Arabo libico da un palermitano.
Fu una grossa coglioneria, resa ancora più grave dall'averla fatta per imitazione e senza crederci.
Se il fascismo voleva renderci marziali doveva darci cannoni ed aerei non la corresponsabilità nella Shoa!
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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da aladino il Mar Lug 15 2008, 19:46

Fu con l' aggressione alla Grecia il piu' grave errore-orrore mussoliniano......
Sono stato sconvolto non dai filmati dell'esrcito Usa ( diretti da Hitchcick, lo sapevate?) ma dai verbali dei nostri zelanti commissari con storie agghiaccianti di sequestro di calzini di bambini. Sconvolgente.
L'unico riscatto possibile oggi sta nel difendere Israele.........(avendo un Uzi)
Ma anche, pacatamente:
Solo chi non si e' macchiato di piu' gravi perscuzioni ha titolo di condannarlo.
Appunto chi?
(Chi aveva titolo per giudicare a Norimberga?)

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Re: Le leggi razziali

Messaggio Da aladino il Mar Lug 15 2008, 19:53

Comunque grazie Gbg, magistrale ed obiettivo.
Grazie.

aladino

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