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Messaggio Da paolapaola il Lun Lug 07 2008, 01:41

Nel luogo in cui mi trovo ora, mi sta capitando spesso di incontrare genitori ( la maggior parte piuttosto giovani) con figli gravemente disabili.
Discutendo con il mio compagno, mi chiedevo come mai qui ne vediamo tanti di ragazzi con questi gravi problemi ( parlo di sindrome di down, trisomie 13 e 18 e altre cose che non conosco bene) e lui mi faceva notare che in queste zone d'Italia le famiglie sono più restie ad affidare i ragazzi agli istituti.
Inoltre riflettevamo su quanto sia probabilmente meno diffusa l'indagine medica prenatale o comunque la cultura della prevenzione-interruzione di gravidanza.
Questa cosa mi colpisce molto (sono mamma da poco, di un bambino, fortunata io, sano, bello e sereno), per non dire che mi stravolge.
A freddo e non basandomi sulla morale cattolica, ho sempre pensato che davanti a una diagnosi di grave disabilità del mio bambino avrei interrotto la gravidanza.
Una volta trovatami nell'attesa del risultato della mia amniocentesi però ( che ho fatto pur avendo 29 anni) il mio piccolo ha iniziato a muoversi e io ho capito che non ce l'avrei mai fatta.
Cosa avrei fatto allora?
Sarei stata un eroe come questi genitori ( la maggior parte gente semplice e con pochi mezzi) che vanno avanti e combattono, amano e soffrono tutta la vita riuscendo a essere spinta dall' amore, comunque?
O la mia cultura "moderna" ( la stessa che mi ha spinta a fare l'amniocentesi) non avrebbe retto davanti a un dolore così viscerale e a una vita prevalentemente orientata verso il sostegno di un figlio non autosufficiente?

Insomma, ditemi di voi.
Non vi chiedo una "semplice" opinione sull'aborto, ma un pò su tutto ciò che gravita intorno a questo tema.
A volte infatti certe patologie non sono neanche diagnosticabili nella vita intrauterina e quindi arrivano come fulmini a ciel sereno.

Personalmente non mi sono mai sentita tanto piccola come davanti a un padre che ho visto qualche giorno fa spronare e sostenere il proprio figlio affetto da un grave disturbo a interagire con il mondo.
Sorrideva e si dispiaceva per me che mi dispiacevo. Pazzesco.
L'essere umano può essere davvero meraviglioso.
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Re: Vita

Messaggio Da Ospite il Lun Lug 07 2008, 01:48

paolapaola ha scritto:Nel luogo in cui mi trovo ora, mi sta capitando spesso di incontrare genitori ( la maggior parte piuttosto giovani) con figli gravemente disabili.
Discutendo con il mio compagno, mi chiedevo come mai qui ne vediamo tanti di ragazzi con questi gravi problemi ( parlo di sindrome di down, trisomie 13 e 18 e altre cose che non conosco bene) e lui mi faceva notare che in queste zone d'Italia le famiglie sono più restie ad affidare i ragazzi agli istituti.
Inoltre riflettevamo su quanto sia probabilmente meno diffusa l'indagine medica prenatale o comunque la cultura della prevenzione-interruzione di gravidanza.
Questa cosa mi colpisce molto (sono mamma da poco, di un bambino, fortunata io, sano, bello e sereno), per non dire che mi stravolge.
A freddo e non basandomi sulla morale cattolica, ho sempre pensato che davanti a una diagnosi di grave disabilità del mio bambino avrei interrotto la gravidanza.
Una volta trovatami nell'attesa del risultato della mia amniocentesi però ( che ho fatto pur avendo 29 anni) il mio piccolo ha iniziato a muoversi e io ho capito che non ce l'avrei mai fatta.
Cosa avrei fatto allora?
Sarei stata un eroe come questi genitori ( la maggior parte gente semplice e con pochi mezzi) che vanno avanti e combattono, amano e soffrono tutta la vita riuscendo a essere spinta dall' amore, comunque?
O la mia cultura "moderna" ( la stessa che mi ha spinta a fare l'amniocentesi) non avrebbe retto davanti a un dolore così viscerale e a una vita prevalentemente orientata verso il sostegno di un figlio non autosufficiente?

Insomma, ditemi di voi.
Non vi chiedo una "semplice" opinione sull'aborto, ma un pò su tutto ciò che gravita intorno a questo tema.
A volte infatti certe patologie non sono neanche diagnosticabili nella vita intrauterina e quindi arrivano come fulmini a ciel sereno.

Personalmente non mi sono mai sentita tanto piccola come davanti a un padre che ho visto qualche giorno fa spronare e sostenere il proprio figlio affetto da un grave disturbo a interagire con il mondo.
Sorrideva e si dispiaceva per me che mi dispiacevo. Pazzesco.
L'essere umano può essere davvero meraviglioso.


Il mio pensiero (inutile e di poco conto) è che Non si dovrebbe far vivere una vita in quello stato.
Ed io non sono certamente un "ateo evoluzionista materialista" anzi....sono un loro acerrimo nemico.

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Re: Vita

Messaggio Da mi il Lun Lug 07 2008, 17:03

Dieci anni fa avevo tante certezze. Mi sarei sposata di lì a poco, presto laureata in lettere avrei insegnato, avrei avuto una famiglia numerosa. Avevo già affrontato preventivamente, con dolore vero, anche l'ipotetico lutto della morte di un figlio. Perché se lo metti al mondo, gli dai vita e morte, assieme, strette strette, incagliate, annodate, indistricabili. Perché a mia zia sono morti due bambini, a due e un anno, per una malattia che allora non dava speranze, solo sofferenza e sofferenze. Ero certa che la vita è vita, sempre e comunque meglio della morte. Mi sarei dedicata a un figlio con problemi? Senza dubbio, e chi lo dice che noi siamo felici perché normali e lui no, spastico, down, anencefalico, autistico...

Poi. Il mio fidanzato di allora mi ha lasciato, non sull'altare ma nelle vicinanze della scalinata della chiesa. E da un muro di certezzze che crollano mi si è spalancato il mondo. Delle scelte. Mio dio, se può essere dura. E ancora non devo decidere di vita o non vita.

La stessa zia ha adottato un bambino, dopo la morte dei suoi primi due figli. Un bambino con problemi di ritardo mentale. Oggi ragazzo, indipendente ma impegnativo, pensiero e responsabilità costanti. E' una donna che tu, paolapaola, avresti potuto incontrare assieme a quei padri e quelle madri che nomini, che vedi ogni giorno. Forte, che non si è arresa nemmeno di fronte alla malattia e alla morte del marito, ormai cinque anni fa. Ma è una donna, solo una donna, povera donna, con tutto il mondo sulle sue spalle, accidenti.

Oggi vorrei un attimo delle mie certezze inutili di dieci anni fa. Ma non si può. Si vive, tutto qua.
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Re: Vita

Messaggio Da LACOSA il Lun Lug 07 2008, 17:04

Grande mi, non parlarmi di certezze, mi destabilizzi. Mad
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Messaggio Da mi il Lun Lug 07 2008, 17:07

Come si destabilizza un instabile? O meglio: com'è un instabile destabilizzato, finalmente stabile?
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Re: Vita

Messaggio Da Fast il Lun Lug 07 2008, 17:07

A me fa sentire in parte fortunato ed in parte "colpevole" per aver avuto 4 figli sani
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Re: Vita

Messaggio Da LACOSA il Lun Lug 07 2008, 17:09

mi ha scritto:Come si destabilizza un instabile? O meglio: com'è un instabile destabilizzato, finalmente stabile?

scratch E' un quiz?

Un instabile lo si destabiliza semplicemente parlandogli di certezze. No non è difficile.
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Re: Vita

Messaggio Da zorababela il Lun Lug 07 2008, 17:16

questo post me l'ero perso.

paola, ho sempre pensato, come te, che di fronte alla certezza (o al semplice rischio) di mettere al mondo un figlio con gravi malformazioni, avrei abortito.
poi negli anni sono arrivata a dire "non lo so, dovrei trovarmici".
ora sono ancora nella posizione del "dovrei trovarmici" con la quasi certezza che - come te - non avrei il coraggio di.
ma cos'è coraggio? e cosa serve per decisioni simili? incoscienza o senso di reponsabilità?
due fattori intercambiabili a seconda dei punti di vista.
è coraggio mettere al mondo un figlio con gravi malformazioni o è incoscienza? è senso di responsabilità o egoismo? e si potrebbe continuare all'infinito.
non lo so. ti dico semplicemente questo.

per fortuna tra qualche anno sarò nelle condizioni di non pensarci più, l'orologio biologico corre e questi pensieri sono strettamente legati a quella scadenza.
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Re: Vita

Messaggio Da mi il Lun Lug 07 2008, 17:35

Grazie alla vita
(Gracias a la Vida, di Violeta Parra)

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato due soli, che quando li apro
perfetto distinguo il nero dal bianco
e nell’alto cielo lo sfondo stellato
e in mezzo alla folla l’uomo che io amo

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato l’udito che in tutto il suo raggio
sente notte e giorno urla, tv e radio
silenzio, vetri rotti, risate e pianto
e la voce dolce del mio bene amato

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il suono e il vocabolario
con lui le parole che penso e declamo
madre amica sorella e sole illuminando
e la via dell’anima di chi sto amando

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato i piedi che sto trascinando
con loro ho guardato cittadine e fango
laghi neve deserti monti e mare caldo
e casa tua il tuo vicolo la strada e il parco

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il cuore che agita il suo passo
quando vedo il frutto del pensiero umano
quando vedo il Bene, dal Male lontano
quando vedo in fondo al tuo sguardo chiaro

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il sorriso e mi ha dato il pianto
così io distinguo bacio da cuore infranto
i 2 materiali che fanno il mio canto
ed il vostro canto che è lo stesso canto
e il canto di tutti che è il mio stesso canto

Gracias a la vida que me ha dado tanto!
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Re: Vita

Messaggio Da Nadir il Lun Lug 07 2008, 17:35

Di figli ne ho due. Lara e Marco rispettivamen te di 5 anni e mezzo e due. Fortunatamente sono sani e squartaballe come deve essere un normale manufatto alla loro eta'.

Analisi? Traslucenza nucale, ecografia, niente di invasivo (quelle invasive le suggeriscono solo dopo i 35 anni o in caso di precedenti familiari). Che avrei fatto in caso di dubbio?
Adesso dico "boh", ma son quasi sicura che avrei abortito. Per realismo vigliacco.
So che crescere un bimbo menomato e' totalizzante, che ti crea un cordone di dipendenza fino alla morte (di uno dei due e poi si lascia strascichi. In ogni caso). Riconosco l'umanissimo meccanismo di difesa che scatta nei genitori con figli disabili: il loro essere sereni, in pace... un po' come quei tizi che si fanno frati e sono talmente, spudoratamente felici che ti fa sorgere il dubbio che per loro sia VITALE essere felici mentre tu puoi permetterti il lusso di essere triste.

Io non ho questa capacita' di autoinganno e non e' un vantaggio.
Per questo dico che, probabilmente, avrei abortito... anche se, in caso di falso negativo, una volta nato, lotterei comunque per un mio figlio con le unghie e coi denti.

--
Nadja Jacur
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Messaggio Da Ospite il Lun Lug 07 2008, 18:32

1. Denial
2.Anger/Resentment
3. Bargaining
4. Depression
5. Acceptance

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Re: Vita

Messaggio Da paolapaola il Mar Lug 08 2008, 01:54

zorababela ha scritto:questo post me l'ero perso.

paola, ho sempre pensato, come te, che di fronte alla certezza (o al semplice rischio) di mettere al mondo un figlio con gravi malformazioni, avrei abortito.
poi negli anni sono arrivata a dire "non lo so, dovrei trovarmici".
ora sono ancora nella posizione del "dovrei trovarmici" con la quasi certezza che - come te - non avrei il coraggio di.
ma cos'è coraggio? e cosa serve per decisioni simili? incoscienza o senso di reponsabilità?
due fattori intercambiabili a seconda dei punti di vista.
è coraggio mettere al mondo un figlio con gravi malformazioni o è incoscienza? è senso di responsabilità o egoismo? e si potrebbe continuare all'infinito.
non lo so. ti dico semplicemente questo.

per fortuna tra qualche anno sarò nelle condizioni di non pensarci più, l'orologio biologico corre e questi pensieri sono strettamente legati a quella scadenza.

hai centrato esattamente il punto del mio dubbio.
e anche io non so, ma non smetto di chiedermelo.
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Messaggio Da paolapaola il Mar Lug 08 2008, 02:20

[quote="Nadir"]Di figli ne ho due. Lara e Marco rispettivamen te di 5 anni e mezzo e due. Fortunatamente sono sani e squartaballe come deve essere un normale manufatto alla loro eta'.

Analisi? Traslucenza nucale, ecografia, niente di invasivo (quelle invasive le suggeriscono solo dopo i 35 anni o in caso di precedenti familiari).

vero.
com'è anche purtroppo vero che a volte nascono bambini gravemente disabili da genitori giovani e senza precedenti in famiglia.
I falsi negativi sono possibili per gli esami ormai di routine (bi-test e tri-test) ma non ne ho mai sentiti per l'amniocentesi.
Per questo, all'epoca,optammo per questa.
Un saluto ai tuoi manufatti squartaballe (conosco bene il genere Wink )
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