La crisi della cultura di sinistra

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La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da gbg il Dom Lug 06 2008, 14:34

Arrivano brutti segnali dalla cultura di sinistra. Umberto Eco, come principale contributo di pensiero alla politica continua a dire che – con Berlusconi al governo – se ne andrà all’estero. (E poi non lo fa.) Il Il professor Galimberti, scoperto in innumerevoli plagi, fa lo gnorri, sicuro che tanto prima o poi tutto s’aggiusta, e continua a dare lezioni di etica. Sandro Veronesi, per reazione a un articolo del Giornale, augura all’autore di venire sodomizzato anche in agonia e, non soddisfatto, sostiene che chi scrive sul Giornale (quindi anche chi lo legge) è più o meno, un infame mentecatto. Secondo Gianni Vattimo, “A parte le bombe, tutto è lecito contro Berlusconi”, ma si dice pronto a dare l’assalto a Palazzo Chigi “con le armi in pugno”.
Sono posizioni, e pensieri, comprensibili in un blog o in un forum, dove non tutti possono avere gli strumenti intellettuali e di conoscenza per sviluppare un pensiero critico che non si limiti a inveire aprioristicamente contro il “nano di merda”. (Qui ne abbiamo qualche esempio.) Beninteso, la critica a Berlusconi è più che lecita, anzi necessaria. Come quella di oggi, che condivido, di Angelo Panebianco sul “Corriere della Sera”: la legge sulle intercettazioni va fatta, anche perché esiste un articolo della Costituzione, il quindicesimo, per cui “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazioni sono inviolabili.” Mentre invece, la norma sospendi-processi e quella per tutelare le più alta cariche dello Stato devono essere più ponderate, discusse con l’opposizione e non imposte. Ma non direi che Panebianco possa essere indicato come pensatore di sinistra.
E l’Italia, come il forum, avrebbe bisogno di un contributo serio del pensiero di sinistra. Perché quello di destra – per i motivi ormai quasi secolari che sappiamo – stenta a formarsi e decollare; la radicalizzazione delle posizione dell'intellighenzia di sinistra finirà per radicalizzare anche quello della destra, e non è un bene. E perché, se gli intellettuali di sinistra più in vista si schierano con un antiberlusconismo becero e di maniera, finiranno soprattutto per danneggiare soprattutto la sinistra e il buon lavoro di Veltroni, che della sinistra estrema si è liberato a caro prezzo.
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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Dom Lug 06 2008, 14:52

Umberto Eco ha detto parole ben diverse.

"In un momento in cui la maggioranza pensa di avere sempre ragione, la minoranza deve mobilitarsi".

La critica a Berlusconi deve essere totale, senza intermediazioni: secondo le penne "embedded" alla Ostellino, l'opposizione "moderata" dovrebbe assistere inerte al falò del codice di procedura penale, al falò della Costituzione.
Questo è il moderatismo dei Galli della Loggia, degli Ostellino, e di tutte questi sepolcri imbiancati.

Ha detto bene Vattimo: le uniche armi contro questa gente sono ormai quelle materiali, bassamente materiali.

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Fast il Dom Lug 06 2008, 15:25

Penso si tratti dell'aggressività passiva degli imbelli.
E' il cortocircuito causato dalla distruzione delle aspettative, è la nevrosi di chi pensa di essere un "migliore" e non riesce a capacitarsi di come gli altri non se ne rendano conto.
Io credo che mentre il pensiero politico di destra sta facendo passi notevoli in avanti nell'analisi degli errori e nel cercare nuove soluzioni il pensiero politico di sinistra sia rimasto chiccato dalla incapacità dimostrata sia nel governare che nel convincere.
Il cercare di gettare all'aria il tavolo quando la partita rischia di essere persa è il tipico gesto di stizza di chi non sa giocare, non sa perdere e non sa neppure vincere.
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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da reny54 il Dom Lug 06 2008, 15:40

gbg ha scritto:Arrivano brutti segnali dalla cultura di sinistra. Umberto Eco ... se ne andrà all’estero.
Ed è un brutto segnale ?
gbg ha scritto:Sandro Veronesi augura di venire sodomizzato anche in agonia
a chi sostiene Berlusconi : un, secondo lui, infame mentecatto.


Gianni Vattimo si dice pronto a dare l’assalto a Palazzo
Chigi “con le armi in pugno”.



E dovremmo avere paura di guerreggiare civilmente contro queste
carogne umane ?



A me viene in mente la Cortina degli anni d’ oro quando
veniva frequentata solo da chi poteva permettersela.


Quando con il benessere economico Cortina è stata calpestata
anche dagli italiani, la crema si è rivoltata indignata sentendo il naturale distacco
messo in discussione da tutta la plebaglia liberata in ordine sparso.


Questi qua ragionano uguale, vogliono poter restarsene a
Cortina ristabilendo le dovute distanze.


Ma chi cazzo sono ?


Sono quelli che volendo portare l’ Italia sotto scacco,
extracomunitario-clandestino ed economico, porteranno il Paese ad un livello
tale che la loro metaforica Cortina ridiverrà irraggiungibile.


Non gli interessa fare del Paese una progressiva Cortina,
loro amano l’ altra cortina, quella della nomenklatura regnante. La loro.

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Dom Lug 06 2008, 16:28

vorrei fare molto umilmente una domanda a gbg ma anche ad altri che volessero intervenire.....

avete mai riflettuto sulla possibilità che possa essere proprio silvio l'anomalia che sta destabilizzando il sistema?

piu' precisamente: avete mai riflettuto sul fatto che tantissime persone non votano a destra non perchè si riconoscono nei valori della sinistra ma perchè non riescono a digerire tutto cio' che rappresenta silvio?

secondo me questo aspetto viene sottovalutato nei dibattiti e nei tentativi di analisi sull'argomento......

che sia proprio questo personaggio a impedire qualsiasi evoluzione del pensiero di sinistra ma anche di destra?

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da nilo il Dom Lug 06 2008, 16:32

berlusconi destabilizza e fa bene, perchè è fuori da un certo sistema. Come politico non deve elemosinare perchè è ricco, non ha paura di nessuno perchè è potente e quindi non è soggiogabile in maniera facile. Questa cosa fa molta paura e da molto fastidio ad altri tipi di poteri in Italia che per 50 anni hanno tentato di chiudere l'Italia in pochi metri quadri di pensiero.

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da peppedrago il Dom Lug 06 2008, 16:47

gbg ha scritto:Arrivano brutti segnali dalla cultura di sinistra. Umberto Eco, come principale contributo di pensiero alla politica continua a dire che – con Berlusconi al governo – se ne andrà all’estero. (E poi non lo fa.) Il Il professor Galimberti, scoperto in innumerevoli plagi, fa lo gnorri, sicuro che tanto prima o poi tutto s’aggiusta, e continua a dare lezioni di etica. Sandro Veronesi, per reazione a un articolo del Giornale, augura all’autore di venire sodomizzato anche in agonia e, non soddisfatto, sostiene che chi scrive sul Giornale (quindi anche chi lo legge) è più o meno, un infame mentecatto. Secondo Gianni Vattimo, “A parte le bombe, tutto è lecito contro Berlusconi”, ma si dice pronto a dare l’assalto a Palazzo Chigi “con le armi in pugno”.
Sono posizioni, e pensieri, comprensibili in un blog o in un forum, dove non tutti possono avere gli strumenti intellettuali e di conoscenza per sviluppare un pensiero critico che non si limiti a inveire aprioristicamente contro il “nano di merda”. (Qui ne abbiamo qualche esempio.) Beninteso, la critica a Berlusconi è più che lecita, anzi necessaria. Come quella di oggi, che condivido, di Angelo Panebianco sul “Corriere della Sera”: la legge sulle intercettazioni va fatta, anche perché esiste un articolo della Costituzione, il quindicesimo, per cui “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazioni sono inviolabili.” Mentre invece, la norma sospendi-processi e quella per tutelare le più alta cariche dello Stato devono essere più ponderate, discusse con l’opposizione e non imposte. Ma non direi che Panebianco possa essere indicato come pensatore di sinistra.
E l’Italia, come il forum, avrebbe bisogno di un contributo serio del pensiero di sinistra. Perché quello di destra – per i motivi ormai quasi secolari che sappiamo – stenta a formarsi e decollare; la radicalizzazione delle posizione dell'intellighenzia di sinistra finirà per radicalizzare anche quello della destra, e non è un bene. E perché, se gli intellettuali di sinistra più in vista si schierano con un antiberlusconismo becero e di maniera, finiranno soprattutto per danneggiare soprattutto la sinistra e il buon lavoro di Veltroni, che della sinistra estrema si è liberato a caro prezzo.

GBG
bisognerà pure chiedersi come mai intellettuali di quel calibro non riescano a trovare argomentazioni più articolate, critiche più costruttive.
Come mai ?????
Io me lo sono chiesto, ci ho riflettuto, non mi sono limitato ad una critica tranchant e via.

Di cosa vogliamo parlare????

La situazione del signor Berlusconi è tanto paradossale da non consentire, ad una persona appena decente, alcun dialogo.

Vogliamo parlarne come fosse un uomo " normale" ??? Vogliamo applicare a quest'uomo i parametri internazionali di comportamento e di critica?

Bene, doveva dare le dimissioni e ritirarsi dalla politica appena ricevuto il primo avviso di garanzia per un reato grave.

Doveva dare le dimissioni e ritirarsi dalla politica subito dopo aver dato del capò al parlamentare tedesco

Doveva dare le dimissioni e ritirarsi dalla politica quando saltarono fuori le prove della maxitangente a Craxi

Doveva dare le dimissioni e ritirarsi dalla politica quando affermò che il noto mafioso Mangano era un eroe

Doveva dare le dimissioni e ritirarsi dalla politica tutte le volte che approfittava della decorrenza dei termini e delle prescrizioni.

Ecc ecc ecc ecc ecc

Ma di che stiamo parlando ?????

Quest'uomo ha sovvertito tutte le regole del vivere civile, ha affermato e imposto il MONDO ALLA ROVESCIA !!!

Si va vantando di aver distrutto la sinistra radicale e in pratica afferma l'assurdo, e cioè di essere felice che una fetta del paese non sia rappresentata in parlamento.

E tu stai a cincischiare di mancanza di critica costruttiva, di termini inappropriati, di scarsa cultura dell'opposizione

Bah !

F
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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da malcolm il Dom Lug 06 2008, 18:08

Di Umberto Eco io non ho letto nemmeno un libro. E' un intellettuale alla moda, di successo, vende alle masse. Dunque la cultura non c'entra.
Di Gianni Vattimo ho letto molti libri in passato. L'ultima sua evoluzione politica mi pare provenga dall'aver affrontato temi religiosi cristiani e aver fatto sua la predicazione - diciamo - "rivoltosa" di Gesù (quella che per Nietzsche è un apocrifo). Da qui il suo recente fanatismo di tipo comunista.
Sandro Veronesi non so nemmeno chi sia.
Angelo Panebianco me lo vado a leggere ora - anche se senza tanto entusiasmo
E mi vado a leggere anche Ostellino.

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Dom Lug 06 2008, 18:37

se non avessi visto il suo intervento televisivo del maurizio costanzo
probabilmente mi sfuggirebbe ora quel sottile sadismo che pervade il
suo articolo, Guerri.

dica pur loro di farsi avanti, di uscire da sotto le foglie. la festa del 68 e' finita. cio' che hanno imposto con la violenza 40 anni fa, e' giunto al redde rationem.

questo antiberlusconismo fa ormai ridere ed e' patetico che gente che si professi "di cultura" inneggi all'uso delle armi. ma e' quella la loro matrice: o con noi o morti.

la cultura di sinistra non vibra piu' da anni, ormai. perche' e'
cultura politica e ne ha dovuto seguire le sorti in un tombino.
quella di destra invece e' una bambina piena di
speranze.

alla via cosi'. questi non hanno piu' niente da dire. solo "vaffanculo nano d'asfalto". Berlusconi e' un passaggio obbligato. se cliccano 3 o 4 cose ancora, vedra' che ne usciamo...

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Cagliostro49 il Dom Lug 06 2008, 21:49

"""........E perché, se gli intellettuali di sinistra più in vista si schierano con un antiberlusconismo becero e di maniera, finiranno soprattutto per danneggiare soprattutto la sinistra e il buon lavoro di Veltroni, che della sinistra estrema si è liberato a caro prezzo.....""

Mi aggancio alla chiusura con cui il Vate conclude il post per una breve chiosa : la responsabilità di Veltroni,nel decadimento del livello politico è evidente. Ha mollato la sinistra radicale per allearsi con Di Pietro ? E dove sarebbe il senso ?

Sono due pesi e due misure nell’identikit del Pd: liberi dalla sinistra radicale,ma impiccati al giustizialismo di un movimento tra i più forcaioli in Europa. E a mio parere,credo che il giustiziaòlismo dell'ex bracciante molisano possa generare solo la malapianta del qualunquismo che non a caso,accomuna anche Grillo.
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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Dom Lug 06 2008, 21:53

IL GIUSTIZIALISMO RIVOLTO CONTRO I POTENTI E' IL BENVENUTO!!!!!!!!!!

IL TINTINNIO DI MANETTE CONTRO I MALFATTORI DI STATO E' DA ESALTARE..........

SE DI PIETRO SI RIVOLGESSE CON GLI STESSI TONI CONTRO POVERACCI, LADRI DI POLLI, PESCI PICCOLI STATE SICURI CHE LO MOLLEREMMO ALL'ISTANTE........


PER IL RESTO QUANDO IL NANO NON CI SARA' PIU' VEDREMO SE LA DESTRA AVRA' ANCORA LA POSSIBILITA' DI EMERGERE.........

E A QUEL PUNTO RIDERA' BENE CHI RIDERA' ULTIMO..........

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Dom Lug 06 2008, 23:03

Cagliostro49 ha scritto:

Sono due pesi e due misure nell’identikit del Pd: liberi dalla sinistra radicale,ma impiccati al giustizialismo di un movimento tra i più forcaioli in Europa. E a mio parere,credo che il giustiziaòlismo dell'ex bracciante molisano possa generare solo la malapianta del qualunquismo che non a caso,accomuna anche Grillo.

chi strilla di piu'? chi ha meno da dire.
lasciali sbollire.
passera'.
andrebbero snobbati.
pensa se berlusconi dicesse: "scusate non ho tempo da perdere con quelle coglionate, ho da lavorare."
lol

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Lun Lug 07 2008, 01:05

gbg ha scritto:Arrivano brutti segnali dalla cultura di sinistra. Umberto Eco, come principale contributo di pensiero alla politica continua a dire che – con Berlusconi al governo – se ne andrà all’estero. (E poi non lo fa.) Il Il professor Galimberti, scoperto in innumerevoli plagi, fa lo gnorri, sicuro che tanto prima o poi tutto s’aggiusta, e continua a dare lezioni di etica. Sandro Veronesi, per reazione a un articolo del Giornale, augura all’autore di venire sodomizzato anche in agonia e, non soddisfatto, sostiene che chi scrive sul Giornale (quindi anche chi lo legge) è più o meno, un infame mentecatto. Secondo Gianni Vattimo, “A parte le bombe, tutto è lecito contro Berlusconi”, ma si dice pronto a dare l’assalto a Palazzo Chigi “con le armi in pugno”.
Sono posizioni, e pensieri, comprensibili in un blog o in un forum, dove non tutti possono avere gli strumenti intellettuali e di conoscenza per sviluppare un pensiero critico che non si limiti a inveire aprioristicamente contro il “nano di merda”. (Qui ne abbiamo qualche esempio.) Beninteso, la critica a Berlusconi è più che lecita, anzi necessaria. Come quella di oggi, che condivido, di Angelo Panebianco sul “Corriere della Sera”: la legge sulle intercettazioni va fatta, anche perché esiste un articolo della Costituzione, il quindicesimo, per cui “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazioni sono inviolabili.” Mentre invece, la norma sospendi-processi e quella per tutelare le più alta cariche dello Stato devono essere più ponderate, discusse con l’opposizione e non imposte. Ma non direi che Panebianco possa essere indicato come pensatore di sinistra.
E l’Italia, come il forum, avrebbe bisogno di un contributo serio del pensiero di sinistra. Perché quello di destra – per i motivi ormai quasi secolari che sappiamo – stenta a formarsi e decollare; la radicalizzazione delle posizione dell'intellighenzia di sinistra finirà per radicalizzare anche quello della destra, e non è un bene. E perché, se gli intellettuali di sinistra più in vista si schierano con un antiberlusconismo becero e di maniera, finiranno soprattutto per danneggiare soprattutto la sinistra e il buon lavoro di Veltroni, che della sinistra estrema si è liberato a caro prezzo.


La legge sulle intercettazioni NON va fatta. Io sono pulito e non ho nulla da nascondere.
Il politico deve andare in galera come potrei andarci io se domani mattina decidessi di rubare un pomodoro (quindo NO alla salva processi).
Si radicalizzassero pure...gli intellettuali....a me degli intellettuali frega nulla visto che non sanno far altro che confondere gli altri a proprio favore o a favore della loggia di appartenenza.

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da paolapaola il Lun Lug 07 2008, 01:18

scarface ha scritto:vorrei fare molto umilmente una domanda a gbg ma anche ad altri che volessero intervenire.....

avete mai riflettuto sulla possibilità che possa essere proprio silvio l'anomalia che sta destabilizzando il sistema?

piu' precisamente: avete mai riflettuto sul fatto che tantissime persone non votano a destra non perchè si riconoscono nei valori della sinistra ma perchè non riescono a digerire tutto cio' che rappresenta silvio?

secondo me questo aspetto viene sottovalutato nei dibattiti e nei tentativi di analisi sull'argomento......

che sia proprio questo personaggio a impedire qualsiasi evoluzione del pensiero di sinistra ma anche di destra?

ecco vedi.
quando non copi e incolli cose di altri va molto meglio.
i dubbi che poni sono a mio parere da considerare.
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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Lun Lug 07 2008, 01:57

oh come hai ragione paolina. Very Happy

qui l'avremo detto un milione di volte che berlusconi e' purtroppo la risultante del "minore dei mali". parecchi forumisti si sono trovati a votarlo proprio in quella chiave, abbastanza triste se vogliamo.
parlo io che non voto da 13 anni o giu' di li'.

il discorso, quindi, che dovrebbe essere piu' o meno incentrato su "come puo' fare il minore dei mali a diventare il male minore" e' tutto inperniato sugli attacchi personali a berlusconi stesso e su come noi si sia i suoi "paggetti".

nessuno, salvo che per divertirsi un po', s'e' mai professato berlusconiano.
la responsabilita' ricade quindi su chi le elezioni le ha volute perdere o non ha comunque avuto la possiblita' di vincerle, cioe' quella che viene definita "la sinistra" e che potrebbe ormai essere definita l'insieme di "tutti quelli che berlusconi non lo sopportano nemmeno in foto".

in Italia e' successo che tutti quelli che Berlusconi non lo sopportano sono meno di quelli che riescono a ingoiarlo.

allora la domanda sorge spontanea: perche' berlusconi, che non piace a nessuno, e' stato votato? perche' la sinistra non ha saputo e non sa proporre alternative? perche' il dialogo politico deve diventare l'attacco a berlusconi (e in questo forum i vari travaglio, grillo, comunisti e altri oppositori hanno goduto grandi spazi d'attenzione)?
perche' mentre chi vota berlusconi riesce a vederlo per cio' che e' chi non lo vota lo deve demonizzare a tutti i costi e svilire chi lo ha fatto?

a queste domande, in questa sede, s'e' risposto sempre con insulti e slogan. non s'e' mai vista autocritica. non s'e' mai visto un inizio di pensiero.

si sta facendo una guerra di religione, contro berlusconi.
mentre la causa della sua salita al potere sta nella debolezza dell'opposizione.

per questi motivi l'arcobaleno di cui parli non s'e' mai avverato: qui per alcuni c'e' l'uomo nero, coi suoi paggetti, e guai a provare a ragionare.

quindi ripeto: non e' merito di berlusconi, di avere vinto.
e' colpa della sinistra. a giudicare da come le idee di questa sinistra vengono qui riportate (sempre in modo denigratorio, sempre urlando, sempre senza un minimo di ragionamento), sono contento che abbia perso.

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Lun Lug 07 2008, 02:01

Grifo ha scritto:oh come hai ragione paolina. Very Happy

qui l'avremo detto un milione di volte che berlusconi e' purtroppo la risultante del "minore dei mali". parecchi forumisti si sono trovati a votarlo proprio in quella chiave, abbastanza triste se vogliamo.
parlo io che non voto da 13 anni o giu' di li'.

il discorso, quindi, che dovrebbe essere piu' o meno incentrato su "come puo' fare il minore dei mali a diventare il male minore" e' tutto inperniato sugli attacchi personali a berlusconi stesso e su come noi si sia i suoi "paggetti".

nessuno, salvo che per divertirsi un po', s'e' mai professato berlusconiano.
la responsabilita' ricade quindi su chi le elezioni le ha volute perdere o non ha comunque avuto la possiblita' di vincerle, cioe' quella che viene definita "la sinistra" e che potrebbe ormai essere definita l'insieme di "tutti quelli che berlusconi non lo sopportano nemmeno in foto".

in Italia e' successo che tutti quelli che Berlusconi non lo sopportano sono meno di quelli che riescono a ingoiarlo.

allora la domanda sorge spontanea: perche' berluconi, che non piace a nessuno, e' stato votato? perche' la sinistra non ha saputo e non sa proporre alternative? perche' il dialogo politico deve diventare l'attacco a berlusconi (e in questo forum i vari travaglio, grillo, comunisti e altri oppositori hanno goduto grandi spazi d'attenzione)?
perche' mentre chi vota berlusconi riesce a vederlo per cio' che e' mentre chi non lo vota lo deve demonizzare a tutti i costi e svilire chi lo ha fatto?

a queste domande, in questa sede, s'e' risposto sempre con insulti e slogan. non s'e' mai vista autocritica. non s'e' mai visto un inizio di pensiero.

si sta facendo una guerra di religione, contro berlusconi.
mentre la causa della sua salita al potere sta nella debolezza dell'opposizione.

per questi motivi l'arcobaleno di cui parli non s'e' mai avverato: qui per alcuni c'e' l'uomo nero, coi suoi paggetti, e guai a provare a ragionare.

quindi ripeto: non e' merito di berlusconi, di avere vinto.
e' colpa della sinistra. a giudicare da come le idee di questa sinistra vengono qui riportate (sempre in modo denigratorio, sempre urlando, sempre senza un minimo di ragionamento), sono contento che abbia perso.


Non fare il finto tonto.
Sai bene che per la gente seria di sinistra....i vari Prodi,bindi,pecoraro scanio, sono ABOMINEVOLi !
I compagni si sono divisi in tre parti : alcuni con Dipietro,altri con Ferrando,altri ancora con la lega nord.

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Lun Lug 07 2008, 02:08

chris1985 ha scritto:

Non fare il finto tonto.
Sai bene che per la gente seria di sinistra....i vari Prodi,bindi,pecoraro scanio, sono ABOMINEVOLi !
I compagni si sono divisi in tre parti : alcuni con Dipietro,altri con Ferrando,altri ancora con la lega nord.

ma non mi hai ancora spiegato perche' una sinistra, che pure aveva vinto le elezioni, s'e' fatta abbattere in 2 anni.
non mi hai spiegato perche', visto che apparentemente il collasso e' avvenuto per colpa delle frange estreme dello schieramento, la sinistra s'e' quindi divisa in qualunquisti dipietristi (giustizialisti), estremisti (sognatori), regionalisti (gente che e' molto preoccupata del tombino di fronte a casa).

perche' ha perso anche alle amministrative di roma, per esempio?

insomma. ok. dov'e' una reazione? dov'e' una "novita'"?
non e' la sinistra quella che ha in mano la cultura, il pensiero, le idee e gli ideali?

o devo arrendermi e pensare che tutto cio' che la sinistra sa dire e': TESTA D'ASFALTO?

perche' se e' tutto li' che la sinistra non si lamenti, se e' stata bastonata.

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da paolapaola il Lun Lug 07 2008, 02:13

Grifo ha scritto:oh come hai ragione paolina. Very Happy

qui l'avremo detto un milione di volte che berlusconi e' purtroppo la risultante del "minore dei mali". parecchi forumisti si sono trovati a votarlo proprio in quella chiave, abbastanza triste se vogliamo.
parlo io che non voto da 13 anni o giu' di li'.

il discorso, quindi, che dovrebbe essere piu' o meno incentrato su "come puo' fare il minore dei mali a diventare il male minore" e' tutto inperniato sugli attacchi personali a berlusconi stesso e su come noi si sia i suoi "paggetti".

nessuno, salvo che per divertirsi un po', s'e' mai professato berlusconiano.
la responsabilita' ricade quindi su chi le elezioni le ha volute perdere o non ha comunque avuto la possiblita' di vincerle, cioe' quella che viene definita "la sinistra" e che potrebbe ormai essere definita l'insieme di "tutti quelli che berlusconi non lo sopportano nemmeno in foto".

in Italia e' successo che tutti quelli che Berlusconi non lo sopportano sono meno di quelli che riescono a ingoiarlo.

allora la domanda sorge spontanea: perche' berlusconi, che non piace a nessuno, e' stato votato? perche' la sinistra non ha saputo e non sa proporre alternative? perche' il dialogo politico deve diventare l'attacco a berlusconi (e in questo forum i vari travaglio, grillo, comunisti e altri oppositori hanno goduto grandi spazi d'attenzione)?
perche' mentre chi vota berlusconi riesce a vederlo per cio' che e' chi non lo vota lo deve demonizzare a tutti i costi e svilire chi lo ha fatto?

a queste domande, in questa sede, s'e' risposto sempre con insulti e slogan. non s'e' mai vista autocritica. non s'e' mai visto un inizio di pensiero.

si sta facendo una guerra di religione, contro berlusconi.
mentre la causa della sua salita al potere sta nella debolezza dell'opposizione.

per questi motivi l'arcobaleno di cui parli non s'e' mai avverato: qui per alcuni c'e' l'uomo nero, coi suoi paggetti, e guai a provare a ragionare.

quindi ripeto: non e' merito di berlusconi, di avere vinto.
e' colpa della sinistra. a giudicare da come le idee di questa sinistra vengono qui riportate (sempre in modo denigratorio, sempre urlando, sempre senza un minimo di ragionamento), sono contento che abbia perso.

anche io, se la sinistra si è davvero ridotta a grillismi e travaglisimi, o comunque "andar contro" e basta.
Berlusconi vince mentre perde la fantasia di tutto un popolo.
E l'arcobaleno di pensieri e capacità è miseramente silenzioso.
Questo mi rende triste e la colpa non è certo di Brlusconi, ma di tutta una generazione.
E' anche mia.
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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Lun Lug 07 2008, 02:16

Grifo Ti rispondo in maniera secca:

1) la sinistra prodiana era incompatibile,sciagurata,Mastella lo ha fatto capire a tutti.
2)Il governo Prodi cadde per colpa di Mastella e per l'incompatibilità tra DC e comunisti.
3) si....la sinistra si è divisa in quelle tre categorie da te ben analizzate.
4)La sinistra Romana ha perso perchè ripresentava na sola come Rutelli.
5)La sinistra ha in mano,forse,alcuni enti e qualche libreria.
6)si,la sinistra ha perso perchè molto logorroica e per certi aspetti ignorantella (vedi problema extracomunitari)

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Lun Lug 07 2008, 02:26

paolapaola ha scritto:

anche io, se la sinistra si è davvero ridotta a grillismi e travaglisimi, o comunque "andar contro" e basta.
Berlusconi vince mentre perde la fantasia di tutto un popolo.
E l'arcobaleno di pensieri e capacità è miseramente silenzioso.
Questo mi rende triste e la colpa non è certo di Brlusconi, ma di tutta una generazione.
E' anche mia.

alcuni componenti di questo forum erano troppo piccoli e non se lo possono ricordare, oppure erano distanti dal fenomeno: la lega diceva le stesse cose dei dipietristi di oggi. dei travaglio e dei grillo.

la sinistra ed i meridionalisti, per non parlare dei fasisti (senza c), i magistrati e compagnia cantante, si misero contro giudicando le accuse false, i modi sbagliati e tacciando di esagerazione. roma ladrona e il malgoverno.
sono passati quasi 20 anni e non ce ne frega piu' niente, della lega.

quella che mi fa specie e' la mancanza di un'evoluzione nei termini del confronto da parte delle classi politiche e dirigenti. che dopo un giro di 180 gradi (10 gradi ogni anno), sono a parlare negli stessi termini delle stesse cose le persone che prima ignoravano, minimizzavano ed in fine negavano le istanze anti sistema. che in un mondo che gira, nel 2008, siamo ancora nelle stesse condizioni del 1998 e 1988. e che nessuno voglia fare niente.

mi spiace ma non e' colpa mia e non e' colpa tua.
il sistema instaurato fa in modo che siano idioti totali quelli che vengono promossi alle varie stanze dei bottoni. e gli idioti non hanno possibilita' di fare niente di buono.

il pesce puzza sempre dalla testa. e le istituzioni sono fatte di persone.
se fa schifo, e' colpa loro. non certo nostra.
noi facciamo una X in una cabina elettorale. poi rendiamo grazie.

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Lun Lug 07 2008, 02:30

chris1985 ha scritto:Grifo Ti rispondo in maniera secca:

1) la sinistra prodiana era incompatibile,sciagurata,Mastella lo ha fatto capire a tutti.
2)Il governo Prodi cadde per colpa di Mastella e per l'incompatibilità tra DC e comunisti.
3) si....la sinistra si è divisa in quelle tre categorie da te ben analizzate.
4)La sinistra Romana ha perso perchè ripresentava na sola come Rutelli.
5)La sinistra ha in mano,forse,alcuni enti e qualche libreria.
6)si,la sinistra ha perso perchè molto logorroica e per certi aspetti ignorantella (vedi problema extracomunitari)

E ALLORA CHE CAMBI ROTTA E SI AMMODERNI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ma non suonano stonate le note che escono dai mandolini dell'ideologia?
no?
ancora col fideismo comunista? e' per questo che gli attacchi a berlusconi sono a quel modo?
perche' i fideisti rossi pensano che da questa parte ci siano fideisti berlusconiani?

allora forse e' quello il discorso: i fideismi hanno rotto i coglioni: vogliamo gente che prometta di fare, non gente che apra la bocca per citare marx hegel, engels, stalin, il che e la madonna di lourdes.

l'italia ha votato berlusconi perche' coi fideismi ha chiuso.
chi fa professione di fede e' un dinosauro. e gente come i destri ottusi e i sinistri ottusi non vogliono decidersi a lasciare spazio a forme di vita piu' evolute!!

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Cagliostro49 il Lun Lug 07 2008, 02:50

La sìntesi graffiante " è stu guaglione " è seconda solo a quella dello Spartano che però non è così beffardo. Da grande farà grandi cose....
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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Mario Giardini il Lun Lug 07 2008, 09:20

Grifo ha scritto:
chris1985 ha scritto:Grifo Ti rispondo in maniera secca:

1) la sinistra prodiana era incompatibile,sciagurata,Mastella lo ha fatto capire a tutti.


ma non suonano stonate le note che escono dai mandolini dell'ideologia?

allora forse e' quello il discorso: i fideismi hanno rotto i coglioni: vogliamo gente che prometta di fare, non gente che apra la bocca per citare marx hegel, engels, stalin, il che e la madonna di lourdes.

l'italia ha votato berlusconi perche' coi fideismi ha chiuso.
chi fa professione di fede e' un dinosauro. e gente come i destri ottusi e i sinistri ottusi non vogliono decidersi a lasciare spazio a forme di vita piu' evolute!!
Esprimo il concetto in modo diverso: io non sono mai stato "di sinistra" a causa della compagnia nella quale sarei venuto a trovarmi. E non sono mai stato di destra per lo stesso motivo. Da sempre penso che l'atteggiamento giusto sia quello di decidere, di fronte ad ogni problema, quale sia la soluzione migliore, in assoluta (per quanto possibile, si capisce) libertà intellettuale.
Invece, sin dalla più tenera età, per la gran parte di questo paese si tratta di scegliere ed indossare prima una maglietta e poi, in base alla medesima, dar la risposta. Prima ci si divide per bande, eppoi per bande ci si azzuffa. Un sempre crescente numero di italiani non ne può più di questo perenne beccarsi di polli manzoniani. Berlusconi è il risultato di questo atteggiamento. Non la causa. Un sintomo, non la malattia. Tant'è vero che ha costretto un po' tutti, e fra di essi gli ex del PC e gli ex di AN a seguirlo su questo terreno.
Sinistra e destra sono ormai parte dello Jurassic Park della Storia. Prima o poi, si spera, si finirà per ammetterlo.
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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Ospite il Lun Lug 07 2008, 10:55

scarface ha scritto:IL GIUSTIZIALISMO RIVOLTO CONTRO I POTENTI E' IL BENVENUTO!!!!!!!!!!

IL TINTINNIO DI MANETTE CONTRO I MALFATTORI DI STATO E' DA ESALTARE..........

SE DI PIETRO SI RIVOLGESSE CON GLI STESSI TONI CONTRO POVERACCI, LADRI DI POLLI, PESCI PICCOLI STATE SICURI CHE LO MOLLEREMMO ALL'ISTANTE........


PER IL RESTO QUANDO IL NANO NON CI SARA' PIU' VEDREMO SE LA DESTRA AVRA' ANCORA LA POSSIBILITA' DI EMERGERE.........

E A QUEL PUNTO RIDERA' BENE CHI RIDERA' ULTIMO..........


Berlusconi è il MALE ASSOLUTO, rappresenta il livello più degradato della politica.

Finchè ci sarà questa mantide, nessun dialogo è possibile, e tutti i mezzi sono leciti

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Re: La crisi della cultura di sinistra

Messaggio Da Nadir il Lun Lug 07 2008, 13:44

Grifo ha scritto:
allora forse e' quello il discorso: i fideismi hanno rotto i coglioni
Questo e', finalmente, il punto.
Fede = Struttura di dogmi che sostituisce la ragione => fine della coscienza e quindi dell'analisi critica

C'e' quella religiosa e quella laica.
Le ideologie sono (o quasi sempre, almeno a livello di massa, tendo ad evolvere in) fedi laiche.

Tenendo conto che le Grandi Ideologie (fascismi e comunismi) si diffondono nelle masse poco alfabetizzate del secolo scorso, e' abbastanza ovvio che - per essere recepite e diffuse - sia necessario formularle su base fideistica.
Si potrebbe anche fare un discorso organico, ma verrebbe fuori un saggio denso (magari pure palloso)... non mi pare ne' il luogo ne' il caso.

In Italia questo "handicap" di fede e' molto forte sia per ragioni storiche, sia perche' la fede di sinistra ha dovuto scontrarsi con un altra fede tanto politica quanto religiosa (e percio' s'e' ulteriormente radicalizzata), sia perche' un uso strumentale del passato recente ha quasi castrato il naturale sviluppo di anticopi. L'immobilismo intellettuale, isterico della sinistra italiana (e sottolineo: Italiana!) contemporanea ha fatto il resto.
Attualmente, a livello dialettico, ricordano l'elasticita' mentale di un inquisitore dominicano... non occorre essere dei geni per prognosticarne il futuro. Un po' spiace, pero', perche' molte idee sociali sarebbero meritorie e anche queste andranno perdute.

PS: guarda il caso Pansa. Non entro nei termini di merito, ma osserva solo la reazione della Fede di fronte a un pungno di racconti. Guarda come - a distanza di 80 anni - la verita' deve essere ancora plasmata, sotterrata, plagiata, guarda le reazioni rabbiose, sclerotiche, quasi comiche. Guarda le giustificazioni "non si puo' dire la verita' perche' sarebbe usata in modo strumentale dal Nemico". Esistera' sempre un nemico (e meno male!), se non esistera' lo si creera', e mai si diranno le cose perche' non si puo', perche' "verrebbero usate in modo strumentale" e intanto si usano altre verita' in modo parimenti strumentale.

--
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